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Che cos’è il sogno? In questo articolo proviamo a scoprirlo insieme, per avere consapevolezza di questo misterioso viaggio negli strati più profondi della nostra mente.

Mi sono sempre sentita affascinata dal sogno, dalle sue strane dinamiche, dai suoi accesi colori o dal suo talvolta apparire semplicemente in bianco e nero. La scienza, per quanti passi da gigante abbia fatto nel corso dei secoli, ancora oggi non è in grado di spiegare perché sogniamo. Afferma semplicemente che è un’attività della mente durante la fase del sonno, quando il corpo fisico ha bisogno di riposare totalmente per potersi rigenerare. Ed è proprio questo alone di mistero che ancora lo avvolge a conferire al sogno il suo particolare fascino, in tutte le epoche e in tutte le culture.

Anche il sogno è un viaggio dell’Anima, in forma molto diversa dalla meditazione, ma con tratti molto simili e complementari.

COSA DICE LA SCIENZA

Se facciamo riferimento alle ricerche scientifiche, queste hanno analizzato l’attività del cervello sia durante il nostro stato di veglia che durante il sonno, suddividendo questi stati in particolari “onde“ con proprie caratteristiche e peculiarità, misurate in frequenze Hertz, cicli al secondo.
Il primo è lo stato delle onde Beta, tra i 14 e i 30 hertz, che corrisponde al nostro normale stato di veglia, quando cioè interagiamo con la realtà circostante. Siamo vigili e attivi e svolgiamo le nostre normali attività quotidiane.

Nello stato delle onde Alpha, tra gli 8 e i 13,9 hertz, siamo in uno stato di semi-coscienza, non del tutto vigili ma nemmeno completamente addormentati. È lo stato della meditazione, dell’attività ipnagogica prima dell’addormentamento e dello stato cosiddetto extra-sensoriale. Nello stato delle onde Theta, tra i 4 e il 7,9 hertz, siamo nella fase del sonno cosiddetto REM, Rapid Eye Movement e cioè il movimento rapido dell’occhio, la fase del sonno in cui si sogna sempre. Mentre le onde Delta, tra gli 0,1 e i 3,9 hertz indicano lo stato di sonno profondo, senza sogni.

SOGNO O REALTÀ?

Partiamo come prima cosa dalla “dinamica” dei sogni, lasciando per ora le interpretazioni da parte, solo momentaneamente. Nell’attimo in cui si sta sognando percepiamo questo stato come reale, come appartenesse al nostro normale stato di veglia. Mi spiego meglio, mentre siamo nel sogno per noi quella è la realtà. Che poi sia diversa da quella del nostro normale stato di veglia, poco importa. Nel sogno viviamo esattamente come nella vita quotidiana: camminiamo, pensiamo, ci emozioniamo, ci muoviamo, incontriamo persone che conosciamo, andiamo al lavoro, etc etc.

Difficilmente ci rendiamo conto che stiamo sognando, il nostro cervello percepisce tutto come vero. Anche quando viviamo delle esperienze un po’ più fuori dal comune, come volare o passeggiare nel fondo del mare, o quando incontriamo delle creature mostruose, tutto è percepito in quel preciso momento come reale. Il nostro cervello non riconosce la realtà della nostra vita dalle scene oniriche, tutto è reale per lui, senza alcuna differenza. Solo al risveglio, quando ci riappropriamo delle nostre facoltà sensoriali, ci rendiamo conto di avere sognato.

Inoltre c’è anche un altro aspetto che il mondo reale e quello onirico hanno in comune: la passività dell’essere che sogna.
Nel sogno siamo passivi. Viviamo tutte le esperienze che accadono in forma passiva, nel senso che dicevamo poco fa: prendiamo per reale quello che appare davanti ai nostri “occhi” e crediamo che sia la realtà. Esattamente come nella vita reale.

Non c’è molta differenza tra il sogno e la vita di tutti giorni, se non nelle scenografie ed esperienze, per il resto è tutto uguale. Inconsapevoli e passivi, per non dire addormentati, nel nostro stato di veglia, esattamente come passivi, inconsapevoli e addormentati, stavolta per davvero, durante il sogno.

Il sogno, sogno e realtà

LA CONSAPEVOLEZZA

Viviamo una vita da addormentati, credendo che tutto quello che accade davanti ai nostri occhi sia la vera realtà. Non solo, ma ci affanniamo anche a cercare di cambiarla con tutte le nostre forze. Quando invece basterebbe essere davvero svegli e vigili, in una parola, consapevoli, per renderci conto che tutto ciò che appare nella nostra vita è solo il frutto dei nostri pensieri.

La realtà che appare è solo uno specchio di come siamo noi. Se non ci piace questa realtà, invece di continuare a guardare nello specchio, bisognerebbe guardare chi siamo noi, osservarci nel profondo, considerare i nostri pensieri, cambiare il nostro normale modo di essere, cercare di trovare una maggior presenza a noi stessi e allinearci con la nostra parte più profonda, allora e solo allora lo stato delle cose riflesse nello specchio potrà cambiare.
Lo stesso vale per il sogno.

IL SOGNO LUCIDO

Chissà se vi sarà mai capitato anche solo una volta nella vita di avere sperimentato un sogno lucido. Nel sogno lucido pilotiamo volontariamente e all’istante la realtà che ci appare davanti come per magia. Una scena non mi piace, mi disturba, mi crea paura ed angoscia, bene, la cambio. Mi si para davanti un mostro con tre teste che ha deciso di farmi a pezzettini. Se vivo il sogno in forma passiva, me la posso dare a gambe levate, e forse riuscire a salvarmi. Altrimenti posso diventare consapevole della scena, cioè sapere di essere nel sogno e decidere all’istante di cambiare o sostituire la situazione che mi appare davanti.

L’esperienza del sogno lucido porta come conseguenza la possibilità di vivere con maggiore consapevolezza la nostra vita di ogni giorno. Questo è valido anche al contrario, e cioè nel momento in cui tutto il nostro essere è allineato, possiamo vivere il sogno come lucido, perché lo stiamo già facendo nella vita reale.

I sogni lucidi hanno il vantaggio, rispetto a quelli normali, di permetterci di modificare la realtà che viviamo nel sogno a nostro piacimento. Se fossimo in grado di fare la stessa cosa nella realtà che ci circonda avremmo risolto tutti quanti i nostri problemi.

Vivere un sogno lucido è forse più facile che vivere una vita “lucida” e consapevole. È difficile rimanere sempre centrati e presenti a noi stessi, regolare e focalizzare i nostri pensieri in maniera positiva, riuscire a trovare sempre un’opportunità ad ogni disavventura. Eppure è l’unico modo per poter realizzare ciò che più desideriamo nella nostra vita.

MEDITAZIONE E SOGNO

Ciò che accomuna la meditazione al sogno è proprio il fatto che la parte sinistra del cervello rimane dormiente, mentre emerge quella destra. Nella meditazione in forma consapevole, nel sonno in forma spontanea. I livelli di attenzione si abbassano, si annullano del tutto e la nostra parte più creativa può finalmente essere padrona della situazione. La Ragione lascia andare la presa e l’Anima può finalmente prendere il comando. Peccato che il tutto avvenga solo quando non ce ne rendiamo conto, cioè mentre dormiamo.

Durante la giornata esprimiamo al meglio la nostra parte razionale e cognitiva e durante il sonno la parte più inconscia ed intuitiva. Sono convinta che i sogni cosiddetti premonitori hanno proprio a che vedere con questo aspetto, con l’affioramento della parte più percettiva e profonda del nostro inconscio.

I sogni premonitori non sono ovviamente dei sogni lucidi, in quanto non abbiamo modo di modificare quanto avviene durante il sogno. Se abbiamo la fortuna di ricordarli (e generalmente la percentuale di ricordo è molto elevata), possiamo verificarne o meno la loro validità.

Quando parliamo di sogni non ci sono delle regole ben precise. Quando andiamo a toccare le corde dell’inconscio, possiamo solo pensare o credere o immaginare che le cose vadano in un certo modo, ma sicuramente non esistono regole che determinano questi fenomeni o esperienze.

Tutto è molto soggettivo, perché l’Anima è unica e personale e il linguaggio che usa può essere compreso solo dalla persona che la possiede. Il mio inconscio, la mia Anima, la mia mente creativa parla a me e a nessun altro e solo io sono in grado di poter decodificare il suo linguaggio, che, come abbiamo visto, non sempre parla a parole, ma preferisce usare delle immagini o dei simboli, un codice insomma, che solo io posso comprendere.

CONSIGLI

Ho la buona abitudine di scrivere al risveglio tutto ciò che ricordo del sogno. Scrivendo non solo si mette nero su bianco ciò che ci è arrivato dalla nostra Anima durante la notte, ma facendo il lavoro a ritroso del ricordo, arrivano alla coscienza dettagli che si pensavano perduti. Pensate a quanto possa essere importante avere una memoria dei sogni.

Prima di tutto si possono decodificare con tutta calma e tranquillità e anche verificare a posteriore se siano o meno dei sogni premonitori. I sogni si dimenticano subito, perché li viviamo in forma passiva. Esattamente come nella vita conscia lasciamo andare tutto quello che non ci serve o quello che facciamo in forma automatica. Tanto è vero che spesso dimentichiamo gli oggetti, non ricordiamo dove li abbiamo messi, proprio perché fanno parte di azioni automatiche alle quali non prestiamo la minima attenzione.

Serenella D’Ercole
ricercatrice spirituale e life coach

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