LA MEMORIA, COME SVILUPPARLA ATTRAVERSO TECNICHE DI MEMORIA

LA MEMORIA, COME SVILUPPARLA ATTRAVERSO TECNICHE DI MEMORIA

Non esistono persone senza o con poca memoria. In realtà spesso le persone utilizzano male le proprie risorse, perché non sanno come fare. In questo articolo vi parlo della memoria, come svilupparla attraverso tecniche di memoria.

Tutti sappiamo che cosa sia la memoria: è la facoltà della nostra mente di ricordare dati di ogni genere e tipo. Questa facoltà, che appartiene a tutti, non è però sviluppata a dovere e spesso e volentieri ci ritroviamo a dimenticare nomi, volti, date, informazioni in generale. Spesso perdiamo oggetti e non ci ricordiamo dove li abbiamo lasciati, ci presentano una persona e, come un velo di Maya calato improvvisamente sul nostro volto, dopo nemmeno due secondi abbiamo già dimenticato il suo nome. E allora ci chiediamo: perché la memoria è così labile e perché con il passare degli anni fa sempre più cilecca?

Sicuramente, al di là delle varie forme e classificazioni di memoria, un fatto è certo: quando si dimentica qualcosa ci sentiamo in imbarazzo, andiamo in tilt, entriamo in confusione, ci sentiamo inadeguati. Per questo è importante potere sviluppare la memoria per ricordare meglio le cose. Esiste molta letteratura in questo campo, con numerosi manuali su come sviluppare la memoria.
Il più autorevole in questo campo è un italiano, considerato l’uomo con più memoria al mondo.
Sto parlando di Gianni Golfera , autore di numerosi best seller su questo interessante argomento.
Ha sviluppato una sua personale tecnica che ha chiamato “Metodo Golfera” che propone in molti seminari e nei sui libri, tra cui forse il suo più famoso e venduto “Più Memoria”.

Tecniche di memoria
foto dal web

IL CERVELLO

Per spiegare bene il funzionamento della memoria, dobbiamo partire dalla suddivisione del nostro cervello: l’emisfero sinistro e l’emisfero destro.
La parte sinistra del cervello è matematica, percepisce gli impulsi uno alla volta e comprende le informazioni attraverso la logica, le parole e i numeri, il suo pensiero è analitico, logico e lineare, si occupa dei dettagli, riesce a svolgere contemporaneamente da 5 a 9 attività, elabora e percepisce i dati e le informazioni in bianco e nero, la sua memoria è ripetitiva e a breve termine, è la sede della mente conscia.


L’emisfero destro invece è creativo, percepisce le cose nel loro insieme, è sede delle intuizioni, delle emozioni e della fantasia, riesce a svolgere contemporaneamente 64.000 attività, comprende le informazioni che arrivano attraverso immagini, disegni e gesti, il suo pensiero è spaziale, intuitivo e creativo, elabora e percepisce le informazioni a colori, la sua memoria è associativa e a lungo termine, è la sede della mente inconscia.


E’ un dato di fatto che siamo abituati a utilizzare maggiormente più la parte sinistra del nostro cervello rispetto alla destra, soprattutto in uno stato di veglia ordinaria.
Quando noi, attraverso l’uso dei nostri cinque sensi percepiamo la realtà, utilizziamo le facoltà della memoria che a sua volta diventa visiva, uditiva, olfattiva, gustativa e tattile. Se un nostro senso è più sviluppato rispetto agli altri, avremo la predominanza di una memoria rispetto all’altra.

1 tecnica di memoria
foto dal web

COME FUNZIONA LA MEMORIA

Sicuramente ci sono ricordi indelebili nella nostra memoria: il giorno della laurea, del matrimonio, della nascita dei figli, di viaggi, di compleanni e di feste, ma anche di giorni meno spensierati come la perdita di una persona cara, una separazione o un divorzio, un licenziamento, una bocciatura e così via.
Che cosa hanno in comune tutti questi avvenimenti? L’emozione forte. Sia che si tratti di gioia e soddisfazione o di paura e dolore non fa differenza. Ricordiamo solo e soltanto qualcosa che è stata causata da un’emozione particolarmente forte, che le ha permesso di rimanere nella nostra memoria per decenni in maniera indelebile. Ecco quindi il segreto di una memoria duratura: il coinvolgimento emotivo.


Questo è anche il motivo per cui ricordiamo a volte anche cose apparentemente prive di importanza, ma che hanno suscitato in noi una forte emozione, di qualsiasi genere.
Facciamo un esempio. Siete invitati ad una cena di lavoro, tutti gli uomini portano la classica giacca e cravatta, tutte le signore sono adeguatamente abbigliate, ma in sala c’è solo una persona che indossa un kimono molto colorato. Alla fine della serata, chi sarà rimasto nella vostra memoria? Ovvio, chi indossava il kimono! Questo perché la memoria registra cose fuori dall’ordinario e paradossali, che non rientrano nella ovvia banalità di tutti giorni. Ne consegue che nel caso di una memoria duratura ciò che viene utilizzato principalmente è l’uso del nostro emisfero destro.

1 tecnica di memoria
foto dal web

TECNICHE DI MEMORIA

La dea greca Mnemosyne era la dea della memoria. Proprio da lei prende nome il termine moderno di “mnemonico”.
Gli antichi Greci avevano infatti già stilato una serie di tecniche di memoria, proprio perché avevano compreso, senza sapere nulla della distinzione dei due emisferi del cervello, che la memoria poteva essere sviluppata attraverso due principi essenziali: l’immaginazione e le associazioni mentali.

Mentre al giorno d’oggi poca importanza viene data alla facoltà dell’immaginazione e di conseguenza anche alla capacità di creare associazioni mentali, i Greci ne avevano fatto dei capisaldi, aprendo quindi una nuova strada per lo studio di queste tecniche, che ancora oggi vengono utilizzate.
Infatti ormai tutte le tecniche di memoria sono da qui partite incrementando poi altre peculiarità, in modo da rendere le tecniche ancora più efficaci.
1 tecnica di memoria fra le numerose proposte nella letteratura che si occupa di memoria, è la Tecnica delle associazioni di immagini.


LA TECNICA DELLE ASSOCIAZIONI DI IMMAGINI

Affinché si possa ricordare qualcosa bisognerà associarla ad un’immagine, che dovrà essere esagerata, in movimento, colorata ed emotivamente coinvolgente.
Tutto questo processo ci ricorda forse qualcosa? Ma certo… la pubblicità!
Chi ha una certa età ricorda ancora oggi quelli che erano dei veri e propri spot diventati famosi grazie a Carosello.
Ogni spot, grazie anche alla sua costante messa in onda, all’utilizzo di parole chiave, alla loro forma talvolta esagerata, al movimento della scenetta, alla comicità, sono rimasti indelebili nella nostra memoria, anche a distanza di anni.

Se poi viene aggiunta anche una buona e sapiente dose di coinvolgimento emotivo, lo spot pubblicitario avrà raggiunto il suo obiettivo e il suo successo. Avrete infatti notato come le pubblicità oggi non dicano quasi più nulla delle specifiche caratteristiche del prodotto, ma puntino direttamente a suscitare un’emozione.
Il tutto sembra più semplice di quello che possiamo immaginare, ma la memoria funziona proprio così, per immagini e associazioni.

Facciamo un esempio con una parola straniera, che rende maggiormente l’idea. Voglio ricordare il vocabolo inglese “chin” che in italiano significa “mento”. “Chin” si pronuncia “cin”, quindi immagino un Cin-ese che tiri il mio mento, tanto da farlo diventare lunghissimo, oltre un metro. In questa immagine più esagerazione ci metto, più azione e colori uso, più la nuova parola verrà memorizzata.

La parola “Filantropo” può evocare un licantropo (per assonanza) che fa la “fila” alla posta e tutti scappano spaventati.
Più sarà viva e movimentata l’immagine, più sarà ricordata nel tempo.
Ancora una più sfidante: “Faldistorio” (una sedia pieghevole, senza spalliera, usata dal papa e dai vescovi in alcune funzioni sacre). Immagino un enorme faldone con sopra scritto storia che cerco di portare sulla mia schiena con enorme fatica e alla fine mi lascio pesantemente cadere su una sedia dove c’è il Papa e gli finisco in braccio. Più tutti i sensi saranno fortemente coinvolti, esagerati e anche comici, più rimarrà indelebile.

Vi invito a selezionare una serie di parole tratte da dei testi che dovete studiare o una lingua straniera che state imparando e lavorare su questi principi basilari. Il vantaggio è soprattutto quello di ricominciare ad usare la nostra creatività e la nostra immaginazione, che troppo spesso abbiamo accantonato e dimenticato. I risultati si faranno vedere presto.

Buon lavoro!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

8 MANTRA PER RIPROGRAMMARE LA NOSTRA VITA

8 MANTRA PER RIPROGRAMMARE LA NOSTRA VITA

7 Mantra molto efficaci da poter utilizzare nell’arco della giornata ed 1 in particolare per chi ha difficoltà ad addormentarsi.

Il Mantra è una breve formula in lingua antica sanscrita, che va ripetuta solo mentalmente o sussurrata, al fine di riprogrammare la nostre credenze o abitudini. E’ composta dalle parole in sanscrito “MAN”, il pensiero intimo, non quello mentale, che emana dall’Anima e dallo Spirito e “TRA”, che è una sorta di protezione, che insieme vogliono significare “Proteggo la mia Anima e il mio Spirito”.


Ma da cosa mi devo proteggere? Da tutto ciò che è superfluo, che non aiuta la nostra evoluzione spirituale, dai pensieri che non sono in linea con il mio Essere più autentico e profondo, da tutte quelle credenze che mi hanno allontanato dalla mia vera missione su questa Terra.

I Mantra vengono usati in molte tradizioni orientali e molto meno in quelle occidentali. Per quanto riguarda la nostra tradizione, vengono usate le preghiere. La preghiera, come la conosciamo dalla religione cattolica, è quel mezzo che ci avvicina a Dio e ci fa entrare in contatto con la nostra parte più profonda. Il Mantra ha la stessa funzionalità: quella di portarci in contatto con il piano divino e anche quello di darci l’opportunità di connetterci con il nostro IO più profondo.

8 mantra per riprogrammare la  vostra vita
foto dal web

PERCHÈ IL MANTRA IN SANSCRITO

Affinché il Mantra funzioni c’è bisogno di ripeterlo nella sua forma originaria: la lingua sanscrita. Le antiche tradizioni orientali non si ponevano la domanda del “perché”, era sufficiente ripetere la frase “magica”. Per noi occidentali, molto più orientati alla mente che allo spirito, è importante comprendere il perché bisogna ripetere il Mantra nella sua lingua originale e non nella sua traduzione.

Tutto sta nella funzionalità del nostro cervello. Per noi occidentali l’emisfero sinistro, quello deputato alla logica, alla matematica, alla razionalità, ha bisogno di essere messo a riposo, al fine di far emergere la parte destra del cervello, quella più creativa, più animica e spirituale.
La meditazione è un ottimo sistema per raggiungere questo obiettivo.

Oppure… la ripetizione del Mantra. Il fatto di ripeterlo in sanscrito, fa sì che la nostra mente razionale non sia coinvolta in questo processo. Ovviamente se ne conosce il suo significato, ma da un punto di vista di vibrazioni e frequenze, il Mantra in sanscrito va a lavorare direttamente sulle proprie corde spirituali e profonde, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto da un punto di vista razionale. Ecco perché il Mantra è così potente.

Mantra in sanscrito
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COME SI USA IL MANTRA

Qui vi posso parlare della mia esperienza personale. Mi affido sempre ai Mantra che propone Deepak Chopra, il grande medico indiano, autore d numerosi libri di successo, tutti volti alla crescita personale e spirituale, come per esempio “Le Sette Leggi Spirituali del Successo”, “Super Brain”, “Le Coincidenze”, “La Via della Prosperità” e tantissimi altri.
Deepak Chopra nel suo percorso di meditazioni inserisce sempre un Mantra per fortificare in noi quella condizione che ci fa crescere e migliorare ogni giorno di più. Deepak consiglia di ripeterlo solo mentalmente, non solo durante il momento di meditazione, ma anche durante l’arco di tutta la giornata. Ed è quello che io faccio.

Ormai è risaputo, sia dalla fisica quantistica che dalla PNL, che la ripetizione di una frase motivante va a sovrascrivere una vecchia credenza, non propriamente positiva, che può avere condizionato tutta la nostra esistenza fino a questo momento.
Inoltre ci mette in contatto con la parte centrante del nostro Essere, il nostro cuore, allineandoci con le leggi universali e divine.

Personalmente ripeto il Mantra, di cui sento avere più bisogno in quel momento, più e più volte nell’arco della giornata, sempre e solo mentalmente. La centratura, l’esperienza del “qui e ora”, il vivere in piena presenza, avvengono in pochissimi secondi, dal momento che ripeto il Mantra dentro di me.

La nostra vita frenetica, sempre volta all’esterno e mai al nostro interno, quel continuo chiacchiericcio mentale, che mai aiuta a trovare reali e proficue soluzioni, ci distolgono dalla reale considerazione di cosa sia la vera realtà che ci circonda. Non ci rendiamo conto di vivere una vita da addormentati, ancora di più che nello stato di sonno, pur credendo di essere completamente svegli. Il vero risveglio è ben altra cosa. Il Mantra aiuta in questo processo di risveglio e centratura e soprattutto a rivedere e modificare, in maniera permanente, vecchie abitudini e considerazioni su di noi e gli altri.

Ovviamente il percorso di utilizzo del Mantra dovrebbe essere costante e quotidiano. Un vero e proprio allenamento, perché è solo con questo che si possono ottenere risultati sorprendenti.

8 MANTRA EFFICACI

Qui di seguito vi propongo sette Mantra molto efficaci da poter utilizzare nell’arco della giornata ed uno in particolare per chi ha difficoltà ad addormentarsi. Generalmente quando si fatica a prendere sonno è perché la nostra mente è in continua attività, non permettendoci quell’abbandono di pensieri, fondamentale per lasciarci andare ad un sonno riequilibrante e riposante.

OM RAM RAMAYA (porto equilibrio, forza e guarigione nel mio corpo, nella mia mente e nel mio spirito)

OM VARUNAM NAMAH (la mia vita è in perfetta armonia con le leggi dell’Universo)

AHRAH KAHRAH (sono creatività, trasformazione e realizzazione)

SHARAVANA BHAVA (il mio intento è allineato con l’Universo e trasforma le circostanze in opportunità)

AHAM BRAHMASMI (la mia coscienza è la stessa coscienza dell’Universo)

AROOT PERUM JOTHI (la Luce guarisce e trasforma ogni tipo di paura, dolore e separazione)

SIDDHO HUM (la mia natura essenziale è totale, completa e perfetta)

Per trovare subito ristoro nel sonno :
OM SHANTI OM (sento dentro di me quella pace profonda che risana ogni pensiero che mi agita)

E allora non posso che augurare buon Mantra a tutti voi!!

Serenella D’Ercole
ricercatrice spirituale e life coach

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