SECONDO CHAKRA – SVADHISTHANA

SECONDO CHAKRA – SVADHISTHANA

Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura.

Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione.

 

Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura. Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione

 

SESSUALITA’

Il termine “sessualità” va letto qui nel suo senso più ampio. A parte gli insegnamenti tantrici orientali, poche culture considerano l’attività sessuale come un mezzo, come una parte essenziale per un’esperienza spirituale. Ancora oggi pochi riconoscono il lato più spirituale e profondo dell’energia sessuale. La bellezza, la meraviglia e il livello di comunicazione spirituale, contenuti nell’attività sessuale, sono purtroppo troppo spesso ignorati.

L’interazione sessuale, in molte forme, può esaltare e dare sostanza a tutte le forme di creatività, poiché la sessualità è essa stessa creatività allo stato puro. Facciamo fatica a credere che lo scambio sessuale possa portare a liberare energia per progetti di lavoro, per creazioni artistiche, per prendere decisioni importanti, per ottenere ottime prestazioni sportive, per la scrittura di un libro o, più semplicemente, per una vita più libera e creativa. Nel sesso ci può essere la risata che unisce, la gioia e il divertimento, la comunicazione profonda e la manifestazione dell’amore. Quando la sessualità viene appesantita dal buio e dalla negazione diventa fonte di degradazione, creando allora paura e di ansietà, che possono sfociare nel senso di colpa e nella vergogna, invece di essere una infinita sorgente di gioia. Lavorare con il Chakra del Sacro può portare a una migliore chiarezza circa la nostra vita sessuale.

CREATIVITA’

La creatività è l’abilità del creare, dare cioè forma al non esistente, a ciò che ancora non è manifesto attraverso l’immaginazione, il pensiero e il sentimento. L’atto del creare ha dunque a che fare con la novità e il cambiamento. Il prezzo che molto spesso paghiamo per la troppa attenzione al conformismo, alle troppe convenzioni e convinzioni, è una sorta di resistenza al cambiamento. Creatività è soprattutto uscire dai soliti schemi conosciuti e confortevoli, iniziando dalle piccole cose che ci circondano. Imboccare una strada mai percorsa prima per raggiungere un luogo, iniziare qualcosa di nuovo, imparare una nuova lingua, iniziare a suonare uno strumento, indossare abiti che usualmente non siamo soliti portare, cucinare una ricetta nuova e così via. Tutto questo ha a che fare con la creatività. Nei nostri tempi il Chakra del Sacro ha bisogno sicuramente di molte cure e di molto aiuto affinché si rafforzi.

 

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L’EMOZIONE

Il Secondo Chakra ci insegna il diritto di provare le emozioni. Una cultura che disapprova la manifestazione delle emozioni e considera la sensibilità solo come una debolezza umana, non fa altro che privare l’individuo del suo diritto di provare emozioni. Quando questo diritto ci viene negato, perdiamo il contatto con noi stessi e ci scolleghiamo dalla nostra vera essenza. La conseguenza peggiore può essere quella che, se non possiamo provare emozioni, non possiamo nemmeno sapere cosa desideriamo e vogliamo di più nella nostra vita. Imparare a gestire le emozioni più forti, questo sarebbe necessario, ma mai reprimerle o negarle. Quando invece ci prendiamo il nostro diritto di provare emozioni, liberiamo il flusso di energia dinamica che è essenziale per la crescita, per il cambiamento e per la trasformazione, lasciando andare quella corazza che ci separa dal resto del mondo e da noi stessi. Riappropriandoci delle nostre emozioni dissolviamo il giudizio e acquistiamo una maggiore accettazione di noi stessi e degli altri, ricostituendo l’unità necessaria. Se le emozioni non vengono espresse, non possono evolvere. Ecco perché è importante comprendere quale è l’emozione che ricorre a volte troppo spesso e invece di sopprimerla va portata alla luce. Perché non dobbiamo consegnare la coscienza all’ombra, ma piuttosto portare l’ombra alla coscienza.

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL SECONDO CHAKRA

Il funzionamento del Chakra del Sacro è influenzato notevolmente dalle esperienze che abbiamo avuto dall’età di tre-cinque anni fino all’età degli otto. Vorrei sottolineare nuovamente che l’età bassa è molto variabile perché oggigiorno i bambini crescono in maniera sempre più accelerata. I bambini, infatti, oggi tendono a stare molto meno tempo nella fase del Chakra della Radice. Gli anni dello sviluppo che più si riferiscono a questo Chakra del Sacro sono quelli delle scoperte, delle esplorazioni dell’individualità, della persona. L’ambiente caldo e ricco di stimoli, così importante per il Chakra della Radice, deve continuare a essere presente nelle attività del bambino, affinché egli possa vedere il mondo come una divertente avventura e una continua scoperta.

Repressioni, traumi, conflitti in quest’epoca dello sviluppo hanno conseguenze importanti e lasciano ferite che avranno bisogno di tanto tempo per rimarginarsi. Il Chakra del Sacro contiene energie vitali particolarmente forti e utili alla Vita. Il Secondo Chakra è collegato al Quinto Chakra, quello della gola e delle comunicazione. Se il flusso tra questi due centri è insufficiente, è difficile trovare un ruolo che ci soddisfi nella vita. Ma il Chakra del Sacro, grazie alla sua vitalità, ha una grande potenzialità curativa, sia per se stesso che per l’intero essere.

 

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IL COLORE

Il colore arancione è il colore primario del Chakra del Sacro. E’ il colore della vitalità, soprattutto nelle sue espressioni più vivide. Se si stanno attraversando dei periodi della vita in cui ci si sente nervosi o in contrasto, il colore ambra o quello dell’oro dovrebbero essere usati nelle meditazioni e nella cura di questo Chakra. Durante una convalescenza o semplicemente se ci si sente stanchi e si necessita di una botta di energia, visualizzare una luce arancione che scorre dentro a questo Chakra è un ottimo metodo che funziona. Un vassoio colmo di arance o qualche vetro arancione messo alla finestra, così che il sole lo attraversi può essere di stimolo e di grande aiuto.

GLI ASPETTI FISICI

Il corpo fisico rilascia sempre dei feedback sul suo stato di salute. Molto spesso sono dei segnali forti, altre volte sono invece così sottovoce che ci dobbiamo mettere in ascolto per percepirne il dialogo. Il Secondo Chakra ci manda spesso forti segnali sullo stato di salute dell’intestino, degli organi di riproduzione, del nervo sciatico, dei reni, della vescica e della prostata, che sono gli organi controllati proprio da questo Chakra.

In questi organi in modo particolare le emozioni si fanno maggiormente sentire. Riuscire a percepire il disagio dell’organo e ascoltare dentro di sé l’emozione che in quel momento sta vibrando, dovrebbe essere il compito da eseguire per avere un Secondo Chakra in perfetta salute.

 

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PRIMO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA

Poiché l’elemento del Secondo Chakra è l’acqua, lavoreremo con questo elemento.

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina adesso di vedere davanti a te dell’acqua, può essere un bellissimo mare calmo, una grande fontana, un fiume o un lago. Avvicinati sempre di più a quella fonte di acqua e inizia a immergerti. Arriva dove vuoi fino a sentirti in armonia con quell’acqua. Questo mare o lago o fiume o quello che preferisci, è un luogo sicuro che ti protegge. Quando ti senti ancora più rilassato circondato dall’acqua, inizia a concentrarti sul tuo Secondo Chakra, due dita sotto l’ombelico, e senti che da questo punto parte un fascio di luce colore arancione. Questa luce inizia a illuminare tutta l’acqua intorno a te. Tutto intorno a te assume questo bellissimo colore arancione. E’ un colore che riscalda, dà pace e serenità. Rimani immerso in questi momenti di assoluto colore arancione e godi di ogni istante. Puoi rimanere quanto vuoi. Questo è un bagno rigeneratore per tutto il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Quando ti senti pronto, puoi riemergere dall’acqua, ascoltare lo spazio intorno a te e ritornare al tuo normale stato di veglia.

SECONDO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo addome, esattamente sul tuo Secondo Chakra. Osserva come un raggio di luce arancione entra e irradia tutto il tuo secondo Chakra. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione alle tue emozioni, a quello che provi durante questa esperienza. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

 

LE RUNE, GLI ANTICHI ORACOLI DI CONOSCENZA

LE RUNE, GLI ANTICHI ORACOLI DI CONOSCENZA

LE RUNE, LE ORIGINI
Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare delle Rune e le avranno quasi certamente associate ad un oracolo di tradizione germanica.

Sentii parlare per la prima volta dell’alfabeto runico ai tempi dell’università, quando dovetti affrontare un esame particolarmente complesso di Filologia Germanica con lo studio di un testo in lingua originale dal titolo “Edda” di Snorri Sturluson (1179-1241), in cui venivano trattati i miti e le leggende della tradizione nordica.

rune origini
foto dal web

Le origini dei simboli runici si perdono nella notte dei tempi e vengono fatte risalire addirittura all’Era del Bronzo.
Anche se le origini sono molto incerte, la tradizione comune le fa risalire alle popolazioni nordiche, germaniche, scandinave e anche celtiche, anche se qualcuno afferma che abbiano avuto origine da qualche popolazione etrusca. Di certo sappiamo che dalla Germania si diffusero in tutto il Nord Europa, in particolare in Svezia.
Lo storico romano Tacito tratta di questa usanza nel 98 d.C., annoverandola tra le pratiche più diffuse tra le tribù germaniche. Riporto qui di seguito il testo di Tacito, che è davvero affascinante:

“Essi attribuiscono alla divinazione e al responso del caso più importanza di qualsiasi altro popolo. Il loro modo di procedere alla consultazione è sostanzialmente uno: tagliano un ramo da un albero che dà frutti e lo dividono in piccoli pezzi che incidono con segni distintivi e li disperdono a caso su un panno bianco. Successivamente il sacerdote della comunità, nel consulti pubblici, oppure il capofamiglia, nelle cerimonie private, dopo avere invocato gli dei con gli occhi rivolti al cielo, raccoglie tre bastoncini, uno alla volta, e li interpreta secondo i segni precedentemente incisi su di essi”

(Germania, cap. X).

Odino
foto dal web

LA MAGIA DELLE RUNE

Il termine Runa significa “cosa segreta, mistero”. Fin dall’origine le Rune ebbero proprio questa funzione rituale e vennero utilizzate per divinare ed evocare alti poteri in grado di influenzare la vita delle persone, ma anche le condizioni atmosferiche, le maree, le guarigioni, la fertilità. Le Rune venivano incise negli amuleti, sulle coppe in cui si beveva, sulle lance di combattimento, sulle architravi delle dimore, sulle prue delle navi.


In tutto si tratta di 24 geroglifici o simboli più una completamente vuota, ognuno dei quali ha un significato particolare e si avvalgono dell’alfabeto runico chiamato “futhark”, che diventò l’alfabeto ufficiale delle popolazioni nordiche, affinché potessero comunicare tra loro.

Molti sono i testi che trattano questo affascinante argomento, anche se il più autorevole scrittore di questa materia è sicuramente Norak Odal, italianissimo, nonostante il nome, una vera autorevolezza in materia di Rune, i suoi 5 tomi sull’argomento sono semplicemente stupefacenti.
Intanto consiglio il Primo tomo dal titolo “Rune – Tomo 1 – Manuali per la divinazione”. In realtà Norak va molto oltre la mera divinazione e descrive questo potentissimo mezzo molto dettagliatamente, in grado di suggerire o sussurrare ad ognuno il proprio cammino di crescita e di evoluzione.

Per un’esposizione meno enciclopedica è più pratica si può leggere il testo “IL Potere delle Rune” di Kenneth Meadows, un interessante approccio al mondo runico.

Le Rune
foto dal web

LE RUNE, OLTRE L’ORACOLO

Il motto delle Rune potrebbe coincidere con la frase incisa all’ingresso dell’Oracolo di Delfo “Conosci te stesso”.
Le Rune ci insegnano, ci educano, ci portano all’interno del nostro Essere. Ciascuno di noi è un “oracolo” e quando preghiamo o meditiamo ci mettiamo in contatto con la nostra guida interiore, con quella parte di noi che conosce perfettamente tutto ciò di cui abbiamo bisogno di sapere in merito alla nostra vita e alla nostra evoluzione.


Consultare le Rune ci consentirà di oltrepassare le barriere della ragione, le catene dei condizionamenti, consacrando quella parte in cui il nostro Essere è più duttile, sensibile e aperto al cambiamento. Gli insegnamenti arriveranno più velocemente quanto più le nostre Anime e l’Universo ci spingono verso una nuova crescita e consapevolezza.


Qualunque cosa siano le Rune, un ponte tra l’Ego e l’Io Superiore, un legame tra l’Io Superiore e il Divino, comunque l’energia che assumono è la nostra e, alla fine, anche la Saggezza. Perciò, quando inizieremo a prendere contatto con la Conoscenza del nostro Io Superiore, inizieremo a ricevere messaggi di intesa e profonda bellezza e di autentica utilità.

Rune significato
foto dal web

LE RUNE, IL SIGNIFICATO

Molte persone preferiscono incidere personalmente le proprie Rune su pezzetti di legno, o disegnarle su piccoli sassi o su pietre. Questa è un pratica molto interessante e fa sì che il mezzo delle Rune diventi proprio, si leghi alla persona, al suo inconscio, al suo Essere più profondo. Ma vanno bene anche le Rune acquistate, cercando tra le centinaia in commercio quelle che più vi attirano e che vi parlano attraverso un linguaggio silenzioso.

Vorrei elencare qui di seguito i semplici significati delle 25 Rune con una sola parola chiave che ne riassume l’essenza.
Il simbolo corrispondente lo potete vedere dall’immagine di questo articolo. Io le ho riportate secondo la sequenza con cui le ho imparate, l’immagine invece le riporta in ordine sparso


• Mannaz Il Supremo
• Gebo Dono
• Ansuz Runa Messaggera
• Othala Separazione
• Uruz Forza
• Perthro Iniziazione
Naudhiz Necessità
• Ingwaz Fertilità
• Eihwaz Difesa
• Elhaz Protezione
• Fehu Possesso
• Wunjo Luce
• Jera Raccolto
• Kenaz Fuoco
• Tiwaz Vittoria
• Berkano Rinascita
• Ehwaz Progresso
• Laguz Acqua
• Hagalaz Vulcano
• Raidho Comunicazione
• Thurisaz Ingresso
• Dagaz Trasformazione
• Isa Arresto
• Sowilo Sole
• Runa Bianca Destino


Ci sono tanti modi per poterle leggere ed interpretare e, ovviamente, ci vuole studio, dedizione ed anche il suo tempo.
Se siete curiosi provare con una sola Runa, come messaggio della giornata o come responso ad una domanda che vi sta particolarmente a cuore. La risposta arriva sempre, quando siamo pronti a riceverla.


Che le Rune siano con voi…

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

LA LUNA, COME LE FASI LUNARI INFLUENZANO LA NOSTRA VITA

LA LUNA, COME LE FASI LUNARI INFLUENZANO LA NOSTRA VITA

LA LUNA E IL FEMMINILE
La Luna, il nostro satellite misterioso e magico. Quante culture e tradizioni antiche l’hanno coinvolta in riti misterici, influssi magici, le hanno attribuito diversi nomi, quanto è stato scritto su di lei sotto ogni forma.

La Luna ai nostri occhi appare ancora oggi in tutto il suo fascino e mistero, la osserviamo sempre con occhi sognanti e non ci stanchiamo mai di esaltarne la sua bellezza, perché tutte le volte che ci appare sembra sempre che abbia qualcosa di nuovo e diverso. La Luna riesce tutte le volte ad incantarci con la sua bellezza e a lasciarci per alcuni secondi senza parole e senza pensieri, trasportandoci in un mondo di fantasia ed emozione.

La grande dea
foto dal web

Da sempre collegata al femminile, alla Grande Dea, agli antichi e misteriosi culti di Demetra, Cibele, Freya, Astarte, Semele, Diana, Nat e molti altri, i quali ancora oggi rimangono non del tutto conosciuti sia agli storici che agli studiosi delle forme religiose ed iniziatiche dei popoli antichi.
Infatti è stato molto complicato fare delle deduzioni sulla base dei pochi reperti archeologici arrivati sino a noi o sulla base di scarsissimi scritti esistenti.
Di sicuro sappiamo che questi culti misterici erano riservati soltanto alle donne, che rimasero sempre protette da una forma di riservatezza e di silenzio, ancora più segrete rispetto alle tradizioni iniziatiche maschili.


La letteratura è piena di testi che trattano questi argomenti sul femminile e i culti che riguardano la Luna.

Personalmente vi consiglio la lettura di tre testi essenziali: “La Grande Madre, il culto del femminile nella storia” di una splendida Laura Rangoni, “Il Sentiero della Dea” di una grande Phillis Currot, un meraviglioso testo che ogni donna dovrebbe leggere e sempre della stessa autrice “Wicca, il libro essenziale”.


Ma in questo articolo voglio dedicarmi a qualcosa di diverso, fare una specie di gioco: spiegare le diverse fasi lunari e cercare di comprendere come queste influiscano sulla nostra vita. Non solo, ma sulla base del nostro anno e giorno di nascita andare a scoprire in quale precisa fase lunare siamo venuti al mondo e vedere se quelle peculiarità e caratteristiche si rispecchiano in noi.

Fasi lunari
foto dal web

LE FASI LUNARI

Innanzitutto bisogna andare a vedere, sulla base del nostro anno e giorno di nascita, in quale fase lunare siamo nati. Il web mette a nostra disposizione questo calendario lunare che va dall’anno 1900 al 2030.


Cliccando sull’anno si apre una schermata con tutti i mesi, all’interno dei quali per ogni giorno viene visualizzata la relativa fase lunare. Questo calendario è anche molto utile per conoscere le varie fasi dell’anno in corso e dedicare una parte del nostro tempo ad esaltare, ringraziare, potenziare ciò che più ci interessa davanti ad una meravigliosa luna piena o, meglio ancora, nella sua fase in cui siamo nati, perché è importante tenere conto della fase che, in qualche maniera, ci appartiene dalla nascita.

Personalmente nella fase lunare del mio giorno di nascita amo dedicare del tempo a mostrare alla luna i miei progetti, i miei desideri, sotto qualsiasi forma, sia scritta che verbale o in forma meditativa. Usate la vostra immaginazione e lasciatevi guidare dal vostro intuito, che non sbaglia mai, e troverete la formula che è solo vostra e che più vi calza, sarà il vostro piccolo, prezioso ed unico rito.

FALCE DI LUNA

La Luna inizia il suo viaggio attorno alla terra. Dopo circa tre giorni dalla Luna nuova o nera, la piccola parte della superficie illuminata dal sole si mostra come una piccola falce. Coloro che sono nati nella fase lunare che va da 45 ai 90 gradi di fronte al sole appartengono alla falce di Luna.


Chi è nato in questa fase prova l’assoluta necessità di agire e di autoaffermarsi. La spinta ad iniziare sempre nuove attività o progetti è predominante e nasconde, talvolta, il desiderio di liberarsi dal passato, tanto che, spesso, queste persone si sentono letteralmente schiacciate da tutto quello che è stata la loro vita fino a quel momento. C’è anche da dire che questa fase lunare è loro favorevole per mettere in moto iniziative ricche e creative, nelle quali riescono egregiamente.

PRIMO QUARTO

Coloro che sono nati nell’arco che va da 90 a 135 gradi di fronte al sole appartengono alla fase lunare del primo quarto.

La Luna è progredita di novanta gradi, compiendo così un quarto dell’intero viaggio.
Chi è nato in questa fase lunare sente un grande bisogno di essere coinvolto in attività decisionali ed anche manageriali, al fine di sentirsi motivato o realizzato. Sono in grado di sistemare tutte le cose a proprio vantaggio Sono persone che ritengono importante ed essenziale creare delle solide basi per il futuro. Infatti sono più portati alla concretezza che non ai sogni. Hanno la caratteristiche di trovare comunque un bell’equilibrio, dato proprio dall’essere per metà in luce e per metà in ombra.

LUNA CRESCENTE

Tutti coloro che sono nati nell’arco che va da 135 a 180 gradi di fronte al sole sono i tipi di Luna crescente.


Chi è nato in questa fase lunare attribuisce grande importanza alla crescita personale. Si tratta di individui che sentono la spinta di offrire qualcosa di valido come loro personale contributo alla società e faranno di tutto per ottenere questo scopo. Avere le idee molto chiare per queste persone è di estrema importanza ed hanno la mente sempre proiettata verso il raggiungimento di ideali legati ad una giusta causa. Sembra quasi che gli ostacoli della vita ad un certo momento vengano spazzati via dalla loro determinazione e chiarezza di intenti.

La luna, come le fasi lunari influenzano la nostra vita
foto dal web

LUNA PIENA

Coloro che sono nati in Luna piena e nei tre giorni e mezzo immediatamente successivi sono tipi di Luna piena.


In queste persone è molto spiccato il desiderio di apparire pubblicamente, di essere gratificati e riconosciuti per ciò che hanno fatto ed ottenuto, realizzando che tutto ciò in cui hanno operato abbia dato dei bei frutti visibili a tutti. E’ molto evidente anche la capacità di comprendere e collegare tra loro in modo chiaro e obiettivo le relazioni interpersonali. Possono essere considerati dei veri guerrieri, apprezzati per il proprio operato, proiettato al bene non solo personale ma anche comune.

LUNA CALANTE

Coloro che sono nati nell’arco che va da 135 a 90 gradi dietro il sole o, se si preferisce, nel periodo compreso fra tre giorni e mezzo ed il settimo giorno successivi alla Luna piena, sono tipi di Luna Calante.


La loro capacità più evidente è quella di essere capaci di mettere in pratica conoscenze ed esperienze. Sono bravissimi nel riconoscere e mettere in giusto risalto la parte migliore del lavoro altrui. Sono ottimi propugnatori di tutto ciò che ritengono meritevole di essere diffuso, dalle proprie alle idee altrui. Trovano sempre il momento propizio per promuovere o sviluppare qualcosa di buono, di cui si sentono orgogliosi e che desiderano condividere con il mondo intero.

ULTIMO QUARTO

Coloro che sono nati nell’arco che va da 90 45 gradi dietro il sole sono i tipi di Ultimo Quarto.


La loro prerogativa principale è di concretizzare nella vita di tutti i giorni i propri ideali. Nelle relazioni, talvolta, tendono ad irrigidirsi in atteggiamenti e convinzioni che si sentono come in dovere di difendere. Non si spaventano davanti a nulla, tanto meno di lavorare per un futuro che forse non vedranno mai, proprio come coloro che piantano dei semi che solo le generazioni future vedranno come alberi. Sono sempre animati da forte entusiasmo e determinazione, che li guida nella realizzazione di tutto ciò in cui fermamente credono.

ULTIMA FALCE

Questa fase è anche chiamata “balsamica” e si considerano i tre giorni e mezzo prima dell’arrivo della Luna Nuova o Nera o subito dopo l’ultimo quarto di Luna.


Le persone nate in quest’ultima falce di Luna sono persone estremamente sensibili, dotate di caratteristiche e peculiarità che le qualificano come sensitive.
Avvertono intenso il sentimento del destino sociale, benché si muovano prevalentemente sul sentiero che conduce alla realizzazione dei propri obiettivi. Sono fortemente predominanti facoltà intuitive ed emozionali. Prevale un diffuso senso di conservazione, di mettere da parte per il futuro. Sono molti portati a definire progetti ed obiettivi nel lungo termine, che generalmente portano a conclusione.

foto dal web

LUNA NUOVA

Coloro che sono nati in Luna Nuova o nei tre giorni e mezzo immediatamente successivi sono tipi Luna nuova.


Siamo in presenza di persone singolari, impulsive e molto emotive con gli altri e con la società in generale. Talvolta hanno difficoltà a distinguere tra sogno e realtà. Certamente però è anche un abile apripista, un individuo che riesce ad influenzare chi gli vive vicino, in modo che quello che egli compie oggi, gli altri saranno in grado di farlo un domani. Queste persone amano le ripartenze in ogni loro forma, e se per ripartire è necessario fare piazza pulita di tutto ciò che è diventato obsoleto e inutile, sono ancora più determinati a raggiungere lo scopo.


Buone fasi lunari a tutti !


Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

GLI SPECCHI ESSENI, UN’ANTICA TRADIZIONE PER CURARE L’ANIMA

GLI SPECCHI ESSENI, UN’ANTICA TRADIZIONE PER CURARE L’ANIMA

GLI ESSENI
Non abbiamo molte notizie su questa antica comunità, che sembra avere vissuto nel II secolo a.C. Le uniche testimonianze storiche che abbiamo le ricaviamo da Tito Flavio Giuseppe, da Plinio il Vecchio e da Filone Alessandrino, che li descrivono tutti come una sorta di confraternita, ritirata dalla società dell’epoca, e che possedevano una filosofia di vita tutta loro.

Fu solo tra il 1947 e il 1957, con il ritrovamento dei Rotoli di Qumran, a 30 km da Gerusalemme nei pressi del Mar Morto, che abbiamo potuto ottenere maggiori e più dettagliate informazioni su questo popolo. Infatti alcuni di questi rotoli contenevano la descrizione della vita e del pensiero di questa comunità. Non è un caso se la filosofia di vita degli Esseni avesse molti tratti in comune con i Veda o il buddhismo.

Specchi Esseni
foto dal web

In breve, il loro pensiero si basa sulla piena consapevolezza dell’essere umano che al suo interno porta tracce dell’essenza Divina e che, nel corso delle varie esperienze terrene, ha il compito di ritrovare il progetto dell’Anima per riunirsi alla scintilla divina e al suo diventare luce.
Tante teorie dei giorni nostri fanno risalire il pensiero e l’appartenenza di Gesù a questa comunità. Basti pensare agli scritti di Anne Givaudan e Daniel Meurois “L’altro volto di Gesù” e “Le strade di un tempo, memorie di un Esseno”.

GLI SPECCHI ESSENI

La teoria degli Specchi Esseni non è propriamente descritta negli antichi manoscritti ritrovati vicino al Mar Morto, per lo meno non come li conosciamo noi. Possiamo parlare di una rielaborazione e di una sintesi ad opera degli stessi Meurois-Givaudan su menzionati, ma soprattutto da parte dello scienziato e studioso Gregg Braden, il quale ne fa sempre riferimento in ogni suo splendido testo.

La teoria degli Specchi Esseni, come viene elaborata da Braden, riguarda essenzialmente il rapporto che intercorre tra noi e gli altri, dove gli altri fanno da specchio alle nostre emozioni e al sentito di quel momento. Noi abbiamo nelle nostre mani la piena responsabilità della nostra vita e, a volte, la Vita stessa ci viene in aiuto nella nostra crescita ed evoluzione personale attraverso coloro che abbiamo scelto di accogliere nel nostro cammino, affinché ci mostrino chi siamo veramente, anche in quegli aspetti che abbiamo la tendenza di tenere segreti, poiché sono quelli che meno ci piacciono, ma sono quelli attraverso i quali, riconoscendoli ed accettandoli, possiamo dare una reale svolta alla nostra esistenza.

Specchi esseni
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LA LEGGE DI RISONANZA

C’è molta superficialità nella definizione di Specchi Esseni, nel senso che si tende a sintetizzare il tutto nell’unica teoria del “ciò che trovo fastidioso negli altri, è una caratteristica che mi appartiene e che non voglio vedere”. Non è proprio così riduttivo e la teoria degli Specchi Esseni è molto più articolata e complessa ed intenderli con un’unica affermazione può essere solo fuorviante.

E’ vero che le situazioni esterne e gli altri si riflettono in noi come in uno specchio, ma è anche vero che non tutte le situazioni hanno questo riflesso nella stessa maniera. Per esempio possiamo incontrare persone che ci fanno comprendere attraverso di loro quali possono essere i nostri blocchi o ciò che non ci piace di noi, ma ce ne sono altre, forse la maggior parte, che invece ci aiutano a cogliere quelle caratteristiche che non abbiamo ancora afferrato di noi stessi, che non abbiamo il coraggio di tirare fuori o che abbiamo totalmente dimenticato.

Specchi Esseni

Gli Specchi Esseni fanno dunque riferimento a quello che oggi chiamiamo “la legge di risonanza”, di cui anche la fisica quantistica tratta ampiamente nelle sue teorie. La risonanza è tale per cui ognuno attrae l’ambiente più congeniale per il proprio grado di evoluzione e al fine di compiere il prossimo passo sul proprio percorso di Vita.

E’ in effetti una vera e propria legge dell’Universo, perché non ha deroghe: tutto ciò che viene osservato nel proprio mondo è stato in qualche modo attratto, proprio per poter riuscire più velocemente nella propria evoluzione.

Tutto ciò che accade nella vita, che ci piaccia o no, lo abbiamo attratto per risonanza e, da un punto di vista evolutivo, che talvolta ci sfugge, siamo sempre nel posto più giusto e migliore in cui potremmo essere. Se ciò che ci circonda non lo troviamo a noi congeniale, sarà necessario un cambiamento interiore per risintonizzare le nostre frequenze e risonanze. Basterà cambiare il nostro interno, affinché anche il riflesso esterno assuma altri connotati per noi più piacevoli e armonici.

La legge di risonanza
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I 7 SPECCHI ESSENI

I 7 specchi Esseni rappresentano i 7 diversi stati di consapevolezza. Non ce n’è uno meglio dell’altro, ma tutti quanti concorrono a far comprendere dove siamo in questo esatto momento e cosa ci serve per la nostra migliore evoluzione.

Diamo solo pochi cenni qui di seguito ai contenuti dei 7 Specchi Esseni, rimandando l’approfondimento ai libri di Gregg Braden oppure ad un testo molto interessante ed esaustivo di Giovanna Garbuio “Gli Specchi Esseni”, la quale arriva addirittura a descrivere 14 Specchi Esseni.

Primo specchio: ci indica chi siamo davvero nel qui e ora e ci mostra come reagiamo a ciò che ci piace o non ci piace. E’ lo specchio più conosciuto e compreso, come dicevo prima, ma sicuramente c’è molto oltre.


Secondo specchio: riguarda il giudizio. Ciò che ci viene detto come giudizio o il giudizio emesso da noi riflette cosa pensiamo della nostra situazione attuale.


Terzo specchio: riflette ciò che ci manca o che abbiamo perduto. Fa riferimento all’innamoramento e alla consapevolezza che quell’attrazione, di qualsiasi tipo, rifletta una parte di noi che abbiamo dimenticato o rinunciato con la perdita della persona. E’ uno sguardo al passato per capire cosa possiamo recuperare oggi di ciò che ci piaceva.


Quarto specchio: riguarda le dipendenze. Le dipendenze di oggi, anche metaforiche come il lavoro, la famiglia, il denaro, ci hanno fatto dimenticare quelle che erano le nostre passioni più vere e profonde.

Quinto specchio: riguarda il rapporto con i nostri genitori e al richiamo del nostro rapporto con il maschile e il femminile. Quando questo rapporto non è in equilibrio tendiamo a ricadere negli stessi comportamenti dei nostri genitori o a trovare partner che li richiamino, facendo loro da specchio.


Sesto specchio: riguarda “l’oscura notte dell’Anima”. Sono tutte quelle situazioni che si presentano come delle proprie e vere sfide nell’arco della nostra Vita e il modo con cui le affrontiamo. Queste sfide non sono punizioni, ma riflettono il modo di superare o meno le nostre paure più profonde e ataviche, facendo in modo di trovare all’interno di noi tutte quelle risorse necessarie.


Settimo specchio: riguarda il paragone. E’ uno specchio molto sottile ed ignorato. Ci incoraggia ad osservare le nostre qualità, i inostri talenti, i nostri successi e a considerare le nostre debolezze ed insuccessi distaccandocene senza paragonarci a nessun altro. Facendo ciò arriveremo a riscontrare quella che è la nostra natura più divina e perfetta. Questo specchio ci esorta ad essere noi e solo noi il perno e il punto di riferimento di noi stessi.

7 specchi Esseni
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ESERCIZIO CON GLI SPECCHI ESSENI

Prendete come riferimento uno dei 7 Specchi Esseni, quello che in questo momento vi attrae di più o che sentite di voler approfondire per evolvere nel qui e ora.

Mettetevi in uno stato di rilassamento, lontani da distrazioni varie. Concentratevi sullo specchio che avete scelto e ripetete mentalmente, dentro di voi, la qualità di quello specchio e cosa suggerisce. Siate onesti con voi stessi nell’ascoltare la risposta che dovesse arrivare. Fatevi consigliare, chiedete dettagli, arriverà tutto.


Osservate nei giorni seguenti che cosa accade nella vostra vita, quali sono gli specchi che si mostrano davanti a voi. Tutto ciò che arriva è ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra crescita ed evoluzione. Accettare è la parola chiave. Consapevoli che tutto ciò che non è in risonanza con me lo posso sempre cambiare.

Vi auguro i migliori specchi per la vostra Vita!


Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

LO ZEN COME FILOSOFIA, CAMMINO E STILE DI VITA NEL QUOTIDIANO

LO ZEN COME FILOSOFIA, CAMMINO E STILE DI VITA NEL QUOTIDIANO

LA FILOSOFIA ZEN
Tante volte ci siamo detti una qualche espressione che contenesse la parola Zen del tipo “oggi devo rimanere Zen” oppure “quella persona è proprio Zen”, attribuendo allo Zen uno stato della mente volto a rimanere calmo, tranquillo e centrato.

In effetti, se vogliamo proprio semplificare, lo Zen è proprio questo. Quando parliamo di Zen non abbiamo a che fare con una religione, ma piuttosto con una filosofia di pensiero, una metodologia dello Spirito, uno stato della coscienza, che possono essere adottati da chiunque e in qualunque luogo o tempo. Lo Zen, pur avendo avuto una sua lunga storia e sviluppo è in un certo senso al di fuori del tempo stesso, perché è l’essenza fondamentale di ogni cammino che punti alla liberazione della mente da condizionamenti e dipendenze. Questo spiega il motivo del suo fascino in un mondo in cui prevale l’afflusso caotico di pensieri, che a ruota libera si accavallano senza la minima sosta.

Zen
foto dal web

Lo Zen può essere definito come una corrente del Buddhismo Mahayana, che inizialmente si trasferì in Cina, fondendosi con le concezioni del Taoismo e che poi passò in Giappone, dove visse una nuova stagione di splendore. Secondo la tradizione, fu lo stesso Buddha che affidò al suo discepolo Kasyapa, attraverso una trasmissione silenziosa, il senso profondo del suo messaggio: la necessità di fare il vuoto di tutte le opinioni, sensazioni, pensieri, per riuscire a liberare la mente.

Un giorno il Buddha si presentò davanti all’assemblea dei monaci. Tutti si aspettavano che tenesse uno dei suoi abituali sermoni per illustrare la dottrina, il “dharma”. Ma il Maestro quella volta non disse nulla. Ad un certo punto, sempre in silenzio, sollevò con una mano un fiore. I monaci restarono in attesa che dicesse qualcosa. Il Buddha però se ne stava immobile e silenzioso con quel fiore in mano e osservava i loro volti. All’improvviso il suo sguardo si fermò su Kasyapa, il suo discepolo. Kasyapa sorrise. Anche il Buddha sorrise.

Questo breve racconto descrive l’origine mitica dello Zen. Qui il silenzio del Buddha indica che l’insegnamento e la dottrina non possono essere sempre espresse con le parole, le quali tutto limitano. Il linguaggio ed i pensieri possono comunicare e comprendere tante cose, è vero, ma non possono cogliere l’essenza più profonda della verità. Questa fu la verità afferrata da Kasyapa.

CHE COSA E’ LO ZEN – IL SATORI

Lo ha spiegato molto bene Daisetz Teitaro Suzuki, che è stato professore di filosofia buddhista nell’Università Otani di Kyoto ed è stato uno dei più autorevoli divulgatori in Occidente del pensiero Zen del secolo scorso attraverso il suo scritto più famoso “Introduzione al Buddhismo Zen”
Da tenere conto che l’introduzione al testo di Suzuki è stata scritta da Carl Gustav Jung, il quale definisce lo Zen come “il divenire totale”.

Secondo D.T. Suzuki lo Zen non insegna nulla. Non esistono testi sacri o articoli di dogmi. Siamo noi i nostri soli maestri, lo Zen semmai ci indica la via, affinché i suoi frutti possano maturare all’interno di ognuno di noi.

Uno dei fondamenti dello Zen è il “satori”. Lo si può definire come “un nuovo punto di vista”. Il satori è infatti una forma di intuizione, indispensabile per scrutare ed entrare nell’essenza delle cose, ma anche di trascenderle, in quanto è al di fuori di ogni dualità e ogni logica di pensiero. Senza il satori non può esserci Zen, poiché è la sua espressione più vera, la sua più intima natura, la sua anima del qui e ora, il vero e proprio risveglio.

Non esiste una definizione di satori, perché si sottrae a qualsiasi categorizzazione e concettualizzazione, il linguaggio non può né descriverlo né spiegarlo. Non lo si può nemmeno apprendere da qualcun altro, bisogna farne l’esperienza da se stessi. Il satori è il “ku”, il vuoto, che include tutti i fenomeni: la forma non è differente dal vuoto, e il vuoto non è altro che la forma.
Il satori è la via di mezzo, il centro di tutto, dove la saggezza suprema non può essere raggiunta con il pensiero, ma solo attraverso la pratica, che diventa allora una forza motrice, un’arte del vivere, un modo di essere.

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LO ZEN E IL KOAN

Il koan è una frase o, meglio, un quesito insolubile che, nel momento in cui si presenta, favorisce uno stato di vuoto mentale adatto alla meditazione. Possono essere anche dei piccoli racconti dove il protagonista è sempre un maestro Zen oppure delle semplici frasi molto enigmatiche.
In genere sono dei veri e propri punti di partenza su cui porre la nostra attenzione e fare in modo che essi accrescano e arricchiscano il nostro Essere. Personalmente mi hanno sempre affascinato, talvolta per il loro “nonsense”, ma sicuramente hanno la capacità di far girare a vuoto la mente, in modo da considerare la realtà in maniera diversa, non più in forma logica e lineare.


Lo stesso D.T. Suzuki amava ripetere: “Tutte le cose ritornano all’Uno, ma quest’Uno, dove ritorna?”
Un koan è sempre senza soluzione ed induce comunque alla riflessione e al silenzio meditativo, perché per quanto si cerchi di sforzare la mente ed i pensieri, questo enigma non potrà mai avere una risposta. Proprio qui sta il suo fascino.

Ecco qualche esempio di brevi frasi koan:

“Se un uomo cerca il Buddha, quest’uomo perde il Buddha” (Lin-chi)


“Definitelo ed è già cambiato” (Nan-ch’uan)


“Pensa al non-pensiero. Come si fa a pensare al non-pensiero? Non pensando” (Dogen)


“Se lo ascolti con le orecchie, non capirai mai. Solo quando lo udrai con gli occhi, saprai” (Tung-shan)


“Se battendo le mani l’una contro l’altra si produce un suono, qual è il suono di una mano sola?” (Hakuin)


“Non puoi ottenerlo pensandolo, non puoi ottenerlo non pensandolo” (Zenrin-kushu)

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ESERCIZI ZEN

Non potevano mancare degli esercizi Zen da fare nel nostro quotidiano. Ovviamente la meditazione Zen è quella più famosa, soprattutto intesa come Za-zen, che significa sedere a gambe incrociate in uno stato di quiete e in contemplazione profonda. E’ un tipo di meditazione con regole piuttosto rigide, soprattutto nella postura, che può risultare anche un po’ faticosa per noi occidentali, se mantenuta per lungo tempo. Per chi fosse interessato, esistono molti centri che insegnano questa particolare forma di meditazione.


Ma quello che voglio proporvi oggi sono esercizi da fare nel quotidiano, che coinvolgono le nostre normali azioni quotidiane. Mi sono stati insegnati da alcuni monaci tibetani che ho avuto la fortuna di incontrare presso l’Istituto Lama Tzong Khapa a Pomaia, e altri esercizi provengono da insegnamenti che mi sono stati impartiti durante i miei numerosi viaggi.

PRIMO ESERCIZIO ZEN – FARE TUTTO DIVERSAMENTE

Questo esercizio è molto semplice, ma coinvolge tutta la vostra attenzione e centratura. Bisognerà compiere alcune azioni con la mano che normalmente è meno usata. Se siete destrorsi farete tutto con la sinistra, viceversa se siete mancini: mangiare impugnando forchetta, cucchiaio e coltello, prendere il bicchiere per bere, lavare i piatti, aprire la porta con la chiave, afferrare un qualsiasi oggetto con la mano che non viene usata abitualmente.

Un monaco zen mi spiegò che usiamo solo una parte del nostro corpo e che dimentichiamo di usare l’altra come metafora della nostra vita. Usiamo solo ciò che è a noi congeniale, confortevole, comodo, dimenticandoci di tutta quella parte di noi che ancora non è pienamente sviluppata e della quale non abbiamo piena consapevolezza.

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SECONDO ESERCIZIO ZEN – IN MOVIMENTO

Anche questo esercizio è abbastanza semplice. Si tratta di fare alcuni movimenti quotidiani al rallentatore. Noi svolgiamo la maggior parte delle nostre attività in maniera meccanica. Qui si tratta invece di rallentare ogni movimento per qualche minuto nell’arco della giornata. Scegliete voi quello che preferite e che può tornarvi utile. Per esempio vestirvi la mattina o lavare i piatti. I monaci, per esempio, preferiscono mangiare con estrema lentezza ed in silenzio. Provate a pensare ai vantaggi di mangiare al rallentatore, soprattutto se state seguendo un regime alimentare. Il movimento lento porta ad una maggiore centratura e consapevolezza, perché nel rallentamento ogni singola azione di natura meccanica sarà calibrata e focalizzata.

TERZO ESERCIZIO ZEN – IL TESTIMONE SILENZIOSO

Questo esercizio è il più complesso, ma con il tempo diventerà un ottimo alleato per la nostra evoluzione e consapevolezza.

Si tratta di osservarvi dal di fuori mentre compite una qualsiasi azione. Per esempio se state lavando i piatti, iniziate a osservarvi dal di fuori. Dovrete dapprima scegliere l’angolazione da cui vi volete osservare: dall’alto, da destra, da sinistra o dal basso. Una volta scelta l’angolazione iniziate a osservarvi mentre eseguite quella determinata azione. L’osservazione dovrà essere neutra, senza alcun coinvolgimento emotivo, ma dovrà comunque risultare obiettiva. Semplicemente osservate, non dovete fare nessun altra cosa. Questo è essere Zen.

Buon esercizio Zen!


Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

LE COINCIDENZE, COME SAPERLE RICONOSCERE, INTERPRETARE E CREARE

LE COINCIDENZE, COME SAPERLE RICONOSCERE, INTERPRETARE E CREARE

LA SINCRONICITA’
Ognuno di noi si sarà accorto che a volte accadono delle cose strane nella nostra vita, che chiamiamo coincidenze. Si può trattare di un’infinità di cose: dal pensare a una persona e questa ci contatta o la incontriamo, da un messaggio pubblicitario a cui prima non avevamo prestato particolare attenzione, ma che adesso ci dà una risposta molto precisa su un nostro quesito, da una conversazione ascoltata “casualmente” tra estranei in un bar e che ci trasmette inavvertitamente qualche messaggio che aspettavamo da tempo, dall’apparizione costante di determinati numeri che sono sempre quelli.

Potrei andare avanti ancora con decine e decine di esempi. A tutti, ma proprio a tutti, alcune coincidenze inspiegabili e irrazionali sono sempre accadute e il fatto che ci abbiamo fatto caso dipende dal grado di attenzione che vi abbiamo riposto, altrimenti possono tranquillamente sfuggirci.

Colui che ha coniato per primo il termine di “sincronicità” è stato Carl Gustav Jung nel suo testo “La Sincronicità” pubblicato nel 1952. Ormai questo termine è di uso comune e indica una serie di avvenimenti che solo apparentemente sembra che non abbiano niente in comune, in realtà rivelano delle coincidenze, dei messaggi che il nostro inconscio è assolutamente in grado di accogliere, comprendere e decifrare.

LA SINCRONICITA’
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Ciò a cui Jung aveva dato un nome, in realtà era qualcosa che già Eraclito aveva menzionato come “i confini dell’Anima”.
Il recente “pensiero positivo” ama far ricondurre queste sincronicità o coincidenze in messaggi dell’Universo per facilitare il nostro compito o missione su questa terra. Personalmente credo in questo concetto, a condizione però che l’Universo sia collegato in quel preciso momento alla nostra Anima e la nostra consapevolezza risvegliata sia in grado di riconoscere quel dato messaggio. Nulla può accadere se non in una fase di “risveglio” interiore. Se siamo più addormentati nello stato di veglia rispetto a quello di sonno, potranno anche arrivare decine di messaggi dall’Universo, ma non saremo mai in grado di coglierli. Quindi, la conditio sine qua non è quella del risveglio.

NULLA ACCADE PER CASO

Tutto ha sempre un senso, anche quando apparentemente non siamo in grado di dare un significato alle coincidenze che accadono nella nostra vita. Moltissimi sono gli autori che si sono dedicato a questo affascinante tema, tra cui cito Gian Marco Bragadin, studioso ed esoterista indiscusso, autore di decine di libri, tra cui, forse, il suo più famoso best-seller “Il Linguaggio segreto di segni e coincidenze”, che ha aperto uno scenario interessante proprio su questo tema, il nostro amato Deepak Chopra, medico indiano, guru e prolifico scrittore tradotto in ogni lingua del mondo, tra cui il suo famosissimo “Le Coincidenze per realizzare in modo spontaneo i propri desideri”, e Robert H. Hopcke psicoterapeuta americano ad indirizzo junghiano con il libro che lo ha reso famoso “Nulla succede per caso”.


Le coincidenze vanno oltre il semplice concetto di causa-effetto, altrimenti non ci faremmo nemmeno caso. Fatto sta che di qualsiasi coincidenza si parli, ce ne accorgiamo sempre dopo, dopo che il fatto sincronico è accaduto.
Soltanto dopo siamo in grado di tirare le somme e definire l’esperienza come ricca di coincidenze. Durante l’esperienza non siamo in grado di riconoscere questi messaggi, soltanto un momento dopo, se tutto va bene, altrimenti anche a distanza di ore, giorni, settimane o mesi. Più eclatante ed importante è la coincidenza e più saremo in grado di riconoscerla come tale.

A volte ci salvano la vita e a volte ci sono fatali. Tanti sono i casi di coloro che, per un qualsiasi banale motivo, hanno perso un aereo che poi si è schiantato da qualche parte, o di coloro che lo hanno prenotato all’ultimo minuto e vi sono saliti andando incontro ignari al loro fatale destino. In ogni caso una cosa è certa, non esiste la casualità.
Quando ho iniziato a studiare questo affascinante mondo fatto di sincronicità, mi sono chiesta spesso: che relazione esiste tra la coincidenza e mio libero arbitrio? Sono io a creare le coincidenze? O è la coincidenza che mi viene incontro?

La sincronicità
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COINCIDENZE E INCONSCIO

Molto spesso si attribuisce alla coincidenza un evento accidentale e del tutto inaspettato che avviene contemporaneamente ad un altro evento, senza che ci sia tra loro alcun legame di causa-effetto.
Jung è stato invece molto più specifico nella sua definizione di sincronicità: un evento che accade nella realtà circostante, che entra subito in connessione con la propria parte profonda, con il proprio inconscio, anche se apparentemente le due situazioni, esterna ed interna, non hanno nulla in comune.
Mi resi sempre più conto che i due mondi, esterno ed interno, erano comunque collegati da un filo sottile e che era proprio il mio inconscio a creare questi avvenimenti sincronici. Non solo, ma ero anche in grado di poter creare queste coincidenze.
E’ una capacità che abbiamo tutti, nessuno escluso, bisogna solo sapere come fare.

SINCRONICITA’ E TAROCCHI

Devo ammettere che lo studio e la pratica dei Tarocchi, che anche Jung usava come mezzo simbolico per entrare nell’inconscio collettivo delle persone, sono stati determinanti per trovare una soluzione alla creazione di coincidenze favorevoli. In ogni stesura i Tarocchi non scendono in forma casuale, ma portano al loro interno proprio quella sincronicità di cui parlava il grande maestro. E’ poi compito del tarologo mettere a punto la giusta interpretazione di questo arcano e misterioso linguaggio.


Arrivai quindi ad affermare che i Tarocchi venivano scelti secondo un ordine ben preciso e mai casuale. Tutto ciò fu poi confermato dall’incontro con Alejandro Jodorowsky, regista, scrittore, attore, terapeuta e “psicomago” per eccellenza, e dalle sue spiegazioni durante le lezioni di Tarologia e tutti i suoi seminari. Il suo libro “La Via dei Tarocchi” è il testo più autorevole e completo che ci sia in commercio e vi invito, se interessati, a leggerlo.

Coincidenze
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CREARE LE NOSTRE COINCIDENZE FAVOREVOLI

Ma adesso veniamo a come poter creare delle coincidenze o delle sincronicità che siano favorevoli per noi e la nostra vita.
Tutto accade apparentemente in forma del tutto casuale. Ma quando si inizia a vedere sempre lo stesso numero, che lo si legge su un orologio digitale, all’interno di un numero telefonico che ci è stato appena comunicato o all’interno della targa di una macchina, ecco che allora inizieremo a prestare particolare attenzione a quel numero e a cercare di comprendere il suo significato. Ed è proprio qui la chiave.

Se desidero ricevere messaggi dall’Universo, sotto forma di coincidenze favorevoli o eventi sincronici, ho bisogno di seguire determinati passi.

Prima di tutto deve essere ben chiaro dentro di me su cosa desidero ricevere questi messaggi. Una persona speciale? Un lavoro che mi appaghi? Nuove amicizie? La soluzione ad un problema? Risolvere una questione che mi sta a cuore? Decidere tra due opzioni? Qualsiasi cosa essa sia, bisogna che sia molto molto chiara al mio interno. Se non c’è chiarezza non presterò nemmeno attenzione ai messaggi che arrivano.

Altra cosa fondamentale è essere ben consapevoli che ogni coincidenza avrà valore solo per me e per nessun altro. Faccio un esempio: se sto pensando a mia madre che non c’è più e mi appare una bellissima farfalla che mi gironzola intorno, penso subito che quella farfalla non sia lì per caso, ma sia proprio la risposta di mia madre al mio pensiero per lei. E’ ovvio che per i più razionali e scettici tutto questo non abbia senso. Eppure per me lo ha, e questo conta.

E’ importante dunque prestare molta attenzione a tutto ciò che ci circonda in modo da saper cogliere i legami che si vengono a creare tra il mondo esterno e il mio mondo interno.
Ognuno troverà i suoi. Ognuno ci dovrà mettere del suo. E’ così che funziona.

PRIMA TECNICA

La prima tecnica che vi propongo è presente nel libro del grande Deepak Chopra “Le Coincidenze per realizzare in modo spontaneo i propri desideri”.
Nel momento in cui desidero ricevere delle risposte attraverso il mondo esterno sotto forma di sincronicità, bisogna che rimanga focalizzato con il giusto intento al mio scopo. I Mantra possono servire a questo scopo. Per cui più volte al giorno dovrò ricordare il mio obiettivo e ripetere al mio interno, con voce silenziosa, il Mantra “SAN KALPA” che vuol dire “le mie intenzioni hanno un potere organizzativo infinito”. Consiglio di ripetere questo Mantra anche prima di addormentarsi per dargli ancora maggior potere e intenzione.

Universo
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SECONDA TECNICA

Questa tecnica molto semplice vale per tutti coloro che desiderano ricevere delle risposte immediate ad un quesito che sta particolarmente a cuore. Io la uso spesso ed è davvero incredibile. L’unica prerogativa richiesta è una libreria a casa o uno scaffale di libri. Saranno proprio questi a darci una risposta efficace. Dovrete avere ben chiaro in mente la vostra libreria o il vostro scaffale.

A questo punto chiudete gli occhi, concentratevi sul vostro respiro per creare un vuoto mentale, e iniziate a scrivere su un foglio il primo numero, il primo che vi viene in mente, poi scriverete un secondo numero, il primo che vi viene in mente, poi scrivetene un terzo, il primo che vi viene in mente. Adesso aprite gli occhi e andate al vostro scaffale: iniziate a contare da sinistra a destra i libri con il primo numero che vi è venuto in mente. Prendete il libro corrispondente e andate alla pagina con il secondo numero che avete pensato. Arrivati alla pagina, usate il terzo numero che vi è arrivato per andare alla riga specifica di quel libro. Lì, esattamente, in quelle righe ci sarà la risposta.


Se desiderate semplificare l’esercizio potete anche prendere tra le vostre mani un solo libro, i numeri che vedrete saranno allora solo due: il primo indicherà la pagina e il secondo indicherà la riga.
A questo punto non vi resta che leggere le righe del libro che avete “casualmente” scelto e vedere se hanno risposto al vostro quesito.

Buone coincidenze favorevoli a tutti!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach