Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura.

Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione.

 

Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura. Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione

 

SESSUALITA’

Il termine “sessualità” va letto qui nel suo senso più ampio. A parte gli insegnamenti tantrici orientali, poche culture considerano l’attività sessuale come un mezzo, come una parte essenziale per un’esperienza spirituale. Ancora oggi pochi riconoscono il lato più spirituale e profondo dell’energia sessuale. La bellezza, la meraviglia e il livello di comunicazione spirituale, contenuti nell’attività sessuale, sono purtroppo troppo spesso ignorati.

L’interazione sessuale, in molte forme, può esaltare e dare sostanza a tutte le forme di creatività, poiché la sessualità è essa stessa creatività allo stato puro. Facciamo fatica a credere che lo scambio sessuale possa portare a liberare energia per progetti di lavoro, per creazioni artistiche, per prendere decisioni importanti, per ottenere ottime prestazioni sportive, per la scrittura di un libro o, più semplicemente, per una vita più libera e creativa. Nel sesso ci può essere la risata che unisce, la gioia e il divertimento, la comunicazione profonda e la manifestazione dell’amore. Quando la sessualità viene appesantita dal buio e dalla negazione diventa fonte di degradazione, creando allora paura e di ansietà, che possono sfociare nel senso di colpa e nella vergogna, invece di essere una infinita sorgente di gioia. Lavorare con il Chakra del Sacro può portare a una migliore chiarezza circa la nostra vita sessuale.

CREATIVITA’

La creatività è l’abilità del creare, dare cioè forma al non esistente, a ciò che ancora non è manifesto attraverso l’immaginazione, il pensiero e il sentimento. L’atto del creare ha dunque a che fare con la novità e il cambiamento. Il prezzo che molto spesso paghiamo per la troppa attenzione al conformismo, alle troppe convenzioni e convinzioni, è una sorta di resistenza al cambiamento. Creatività è soprattutto uscire dai soliti schemi conosciuti e confortevoli, iniziando dalle piccole cose che ci circondano. Imboccare una strada mai percorsa prima per raggiungere un luogo, iniziare qualcosa di nuovo, imparare una nuova lingua, iniziare a suonare uno strumento, indossare abiti che usualmente non siamo soliti portare, cucinare una ricetta nuova e così via. Tutto questo ha a che fare con la creatività. Nei nostri tempi il Chakra del Sacro ha bisogno sicuramente di molte cure e di molto aiuto affinché si rafforzi.

 

SECONDO CHAKRA - SVADHISTHANA

 

L’EMOZIONE

Il Secondo Chakra ci insegna il diritto di provare le emozioni. Una cultura che disapprova la manifestazione delle emozioni e considera la sensibilità solo come una debolezza umana, non fa altro che privare l’individuo del suo diritto di provare emozioni. Quando questo diritto ci viene negato, perdiamo il contatto con noi stessi e ci scolleghiamo dalla nostra vera essenza. La conseguenza peggiore può essere quella che, se non possiamo provare emozioni, non possiamo nemmeno sapere cosa desideriamo e vogliamo di più nella nostra vita. Imparare a gestire le emozioni più forti, questo sarebbe necessario, ma mai reprimerle o negarle. Quando invece ci prendiamo il nostro diritto di provare emozioni, liberiamo il flusso di energia dinamica che è essenziale per la crescita, per il cambiamento e per la trasformazione, lasciando andare quella corazza che ci separa dal resto del mondo e da noi stessi. Riappropriandoci delle nostre emozioni dissolviamo il giudizio e acquistiamo una maggiore accettazione di noi stessi e degli altri, ricostituendo l’unità necessaria. Se le emozioni non vengono espresse, non possono evolvere. Ecco perché è importante comprendere quale è l’emozione che ricorre a volte troppo spesso e invece di sopprimerla va portata alla luce. Perché non dobbiamo consegnare la coscienza all’ombra, ma piuttosto portare l’ombra alla coscienza.

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL SECONDO CHAKRA

Il funzionamento del Chakra del Sacro è influenzato notevolmente dalle esperienze che abbiamo avuto dall’età di tre-cinque anni fino all’età degli otto. Vorrei sottolineare nuovamente che l’età bassa è molto variabile perché oggigiorno i bambini crescono in maniera sempre più accelerata. I bambini, infatti, oggi tendono a stare molto meno tempo nella fase del Chakra della Radice. Gli anni dello sviluppo che più si riferiscono a questo Chakra del Sacro sono quelli delle scoperte, delle esplorazioni dell’individualità, della persona. L’ambiente caldo e ricco di stimoli, così importante per il Chakra della Radice, deve continuare a essere presente nelle attività del bambino, affinché egli possa vedere il mondo come una divertente avventura e una continua scoperta.

Repressioni, traumi, conflitti in quest’epoca dello sviluppo hanno conseguenze importanti e lasciano ferite che avranno bisogno di tanto tempo per rimarginarsi. Il Chakra del Sacro contiene energie vitali particolarmente forti e utili alla Vita. Il Secondo Chakra è collegato al Quinto Chakra, quello della gola e delle comunicazione. Se il flusso tra questi due centri è insufficiente, è difficile trovare un ruolo che ci soddisfi nella vita. Ma il Chakra del Sacro, grazie alla sua vitalità, ha una grande potenzialità curativa, sia per se stesso che per l’intero essere.

 

SECONDO CHAKRA - SVADHISTHANA

 

IL COLORE

Il colore arancione è il colore primario del Chakra del Sacro. E’ il colore della vitalità, soprattutto nelle sue espressioni più vivide. Se si stanno attraversando dei periodi della vita in cui ci si sente nervosi o in contrasto, il colore ambra o quello dell’oro dovrebbero essere usati nelle meditazioni e nella cura di questo Chakra. Durante una convalescenza o semplicemente se ci si sente stanchi e si necessita di una botta di energia, visualizzare una luce arancione che scorre dentro a questo Chakra è un ottimo metodo che funziona. Un vassoio colmo di arance o qualche vetro arancione messo alla finestra, così che il sole lo attraversi può essere di stimolo e di grande aiuto.

GLI ASPETTI FISICI

Il corpo fisico rilascia sempre dei feedback sul suo stato di salute. Molto spesso sono dei segnali forti, altre volte sono invece così sottovoce che ci dobbiamo mettere in ascolto per percepirne il dialogo. Il Secondo Chakra ci manda spesso forti segnali sullo stato di salute dell’intestino, degli organi di riproduzione, del nervo sciatico, dei reni, della vescica e della prostata, che sono gli organi controllati proprio da questo Chakra.

In questi organi in modo particolare le emozioni si fanno maggiormente sentire. Riuscire a percepire il disagio dell’organo e ascoltare dentro di sé l’emozione che in quel momento sta vibrando, dovrebbe essere il compito da eseguire per avere un Secondo Chakra in perfetta salute.

 

SECONDO CHAKRA - SVADHISTHANA

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA

Poiché l’elemento del Secondo Chakra è l’acqua, lavoreremo con questo elemento.

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina adesso di vedere davanti a te dell’acqua, può essere un bellissimo mare calmo, una grande fontana, un fiume o un lago. Avvicinati sempre di più a quella fonte di acqua e inizia a immergerti. Arriva dove vuoi fino a sentirti in armonia con quell’acqua. Questo mare o lago o fiume o quello che preferisci, è un luogo sicuro che ti protegge. Quando ti senti ancora più rilassato circondato dall’acqua, inizia a concentrarti sul tuo Secondo Chakra, due dita sotto l’ombelico, e senti che da questo punto parte un fascio di luce colore arancione. Questa luce inizia a illuminare tutta l’acqua intorno a te. Tutto intorno a te assume questo bellissimo colore arancione. E’ un colore che riscalda, dà pace e serenità. Rimani immerso in questi momenti di assoluto colore arancione e godi di ogni istante. Puoi rimanere quanto vuoi. Questo è un bagno rigeneratore per tutto il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Quando ti senti pronto, puoi riemergere dall’acqua, ascoltare lo spazio intorno a te e ritornare al tuo normale stato di veglia.

SECONDO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo addome, esattamente sul tuo Secondo Chakra. Osserva come un raggio di luce arancione entra e irradia tutto il tuo secondo Chakra. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione alle tue emozioni, a quello che provi durante questa esperienza. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

 

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