SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

Il Settimo Chakra è anche chiamato “Chakra della Corona“, poiché è collocato sulla sommità della testa, la fontanella dei neonati. È il Chakra che alimenta tutti gli altri centri energetici, essendo origine e punto di partenza per la manifestazione delle energie in tutti gli altri Chakra.
È il Chakra che ci connette con il nostro Sé Superiore, con il nostro essere completo e con la realtà cosmica e universale. È attraverso questo Chakra che viviamo e sentiamo l’energia del Divino, della Fonte Originaria, dell’Unità, del Tutto. Attraverso questo Chakra riceviamo il nutrimento dall’Energia Universale che ci porta alla piena e completa consapevolezza di essere parte di un tutto. Il Settimo Chakra non è mai completamente in disarmonia, ma nel caso in cui non fosse completamente in equilibrio, potrebbe portare a sentire tutta una serie di paure che renderebbero disarmonici tutti gli altri Chakra. La paura è solo uno stato mentale ed esiste solo se le diamo il permesso di manifestarsi.

 

Il termine in sanscrito Sahasrara significa “mille volte”, facendo riferimento al numero dei suoi petali, ma la sua radice esprime anche il concetto di “nato insieme, innato”, ad indicare che attraverso questo centro sin dalla nascita siamo in collegamento costante con il centro della Fonte in cui non esiste più dualità ma solo unione e unicità.
Le parole chiave che definiscono il Sesto Chakra e lo rappresentano sono: anima, abbandono e volontà interiore.

 

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

 

ANIMA

Esistono tante definizioni di Anima, io prediligo quella degli alchimisti, che l’hanno sempre considerata come ricettiva di tutte le esperienze di tutte le vite che ha percorso in tutti i tempi e in tutti i luoghi. L’evoluzione è sempre in progressione, mentre il tessuto del passato dell’Anima assorbe e riorganizza le nostre azioni e i nostri modi di apprendere. L’opportunità della reincarnazione permette di guadagnare esperienza e di creare equilibri. L’Anima governa la struttura del karma, spingendo all’azione con le sue leggi di causa ed effetto. Quando il viaggio karmico è vicino alla sua fine, diventa un bellissimo calice nel quale la scintilla dello Spirito può bruciare come forte fiamma.

 

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

 

ABBANDONO

Abbandono non va inteso come separazione, ma come un lasciarsi andare alla vita. Seguire le proprie intuizioni giorno dopo giorno, per seguire ciò che più ci fa stare bene. Se rimanessimo più concentrati al nostro interno per ascoltare noi stessi, sicuramente sapremmo perfettamente come fare. Diversamente ecco che la vita ci può incasellare in un titolo, ingabbiare in una situazione, rendere schiavi di un evento. L’abbandono, invece, presuppone una forte fiducia nel flusso dello Spirito e dell’Universo, che sono le uniche forze che guidano il nostro Essere, poiché sono ad esso intimamente connesse proprio grazie al Chakra della Corona.

 

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

 

VOLONTA’ INTERIORE

Si riferisce agli scopi della nostra Anima nell’attuale incarnazione. Quando la volontà più concreta riesce a liberarsi di una parte della sua severità e ad abbandonarsi alla volontà che entra in noi, allora la vita diventa più armoniosa e più spiritualmente guidata. E’ ben diversa dalla volontà mentale che utilizza lo sforzo per raggiungere i suoi obiettivi, infatti questa volontà interiore presuppone un costante e quotidiano lavoro di crescita, dove la fermezza non diventa durezza, ma lascia posto al semplice fluire e al distacco per meglio comprendere la realtà a noi esterna e, soprattutto, quella interna. Questi risultati sono possibili solo con la corona e il suo chakra. Se l’alleanza naturale con la volontà che entra in noi è difficile, il lavoro conscio con il Chakra della Corona sarà di grande aiuto.

 

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

 

IL COLORE

I colori primari del Settimo Chakra sono il viola e il bianco. Il viola ha la più alta qualità vibrazionale nello spettro dei sette colori. E’ il viola degli imperatori e dei re, profondo, ricco, regale. Il bianco è indice di perfezione e innocenza. E’ la pagina non scritta, l’innocente senza macchia, ma anche il colore dell’iniziato più alto che riflette la purezza proveniente da un ritorno all’innocenza, che sta al di là dell’esperienza. Il viola è un colore che pulisce, infatti visualizzarlo al Chakra della Corona aiuterà a ripulire le impurità del campo aurico. Il bianco e il viola aiutano a incoraggiare il rapporto con il nostro Io più nobile e con le guide. Questi colori, il bianco e il viola, indicano la capacità di conoscere se stessi e di sapere attingere alle capacità più profonde del proprio essere per far fronte alle difficoltà della vita. È quella sensazione di non essere mai soli, di sapere che siamo parte di un tutto, di un Universo che ci abbraccia e ci protegge. Sono colori strettamente collegati al senso di consapevolezza, al misticismo e alla spiritualità.

 

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

 

GLI ASPETTI FISICI

Gli organi fisici coinvolti nel Settimo Chakra sono la parte superiore del cervello, la ghiandola pituitaria, la pineale, di cui abbiamo già parlato in merito al Sesto Chakra e l’occhio destro. La ghiandola pituitaria regola il sistema endocrino. E’ il direttore di orchestra di tutte le ghiandole endocrine. E’ molto potente: secerne ormoni che sono responsabili della tiroide, delle ovaie, dei testicoli, delle surrenali che a loro volta producono altri ormoni. Controlla anche il metabolismo del corpo. Le complesse funzioni della pituitaria sono anche responsabili, in gran, parte, della struttura del nostro corpo e della maniera in cui esso funziona. Il collegamento del Chakra della Corona e la ghiandola pituitaria apre canali fisici attraverso i quali i propositi dell’Io Superiore possono riflettersi nei comportamenti del corpo e nel carattere che si manifestano sin dalla nostra nascita.

 

SETTIMO CHAKRA – SAHASRARA

 

CONSIDERAZIONI FINALI DEL PECORSO CON I CHAKRA

I Chakra tutti sono dei trampolini di energia. Salendo verso l’alto, fino al Chakra della Corona, la velocità vibrazionale aumenta sempre di più. Attraverso la Corona noi facciamo esperienza degli stati di meditazione e ci sentiamo spiritualmente vivi. Ma lavorare soltanto con i Chakra superiori senza conoscere anche gli altri Chakra sarebbe come prendere in mano i fili dell’alta tensione. Dopo le meditazioni che si accentrano sui Chakra più alti, è necessario lavorare per ritornare pienamente nel mondo materiale in cui viviamo. E’ solo così che possiamo avvalerci dei vantaggi offerti dalla meditazione: una maggiore rilassatezza e un affinamento di noi stessi possono essere trasferiti nella realtà quotidiana, permettendoci di viverla con maggiore pienezza.

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL SETTIMO CHAKRA – IL TEMPIO

Siediti o stenditi comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentra la tua attenzione sulla sommità della tua testa, senti come pulsa questo centro e rimani in questa sensazione per qualche attimo. Ora osserva, immagina o visualizza davanti a te un prato verde. Guardati intorno e osserva ogni dettaglio, i fiori, gli alberi, le foglie. Ad un certo punto scorgi una collina e vedi sulla cima un bellissimo tempio. Desideri raggiungerlo e per farlo percorri un sentiero. Nell’intraprendere questo viaggio puoi scegliere un compagno di viaggio, può essere un oggetto particolare o un animale. Continua a camminare fino ad arrivare di fronte al tempio, uno spazio sacro. Se senti di voler compiere un rituale prima di entrare nel tempio, fallo pure… possono essere dei passi particolari, una preghiera, la recitazione di un Mantra, togliere le scarpe o i vestiti, lavarti, scegli quello che più senti. Quando ti senti pronto, vedrai la porta del tempio che magicamente si apre di fronte a te. A questo punto entra e guardati intorno. Fai attenzione ai rumori o al silenzio, alle fragranze, ai colori, alla sua struttura. Trova un posto dove poterti sedere in questo tempio. A questo punto chiedi di poter vedere meglio la tua Anima, il tuo Io più nobile. E mentre sei assorto, vedi un Essere di Luce arrivare verso di te, offrendoti un calice da cui bere. E’ una coppa speciale e contiene una bevanda preziosa. Bevi con fiducia da questo calice e osserva se la tua mente adesso è più chiara, se arrivano le risposte che attendevi da tempo. Prenditi ancora qualche minuto di tempo. Una volta terminato il tutto, puoi riprendere la strada del ritorno. Questo è il tuo tempio e puoi ritornarci tutte le volte che vuoi e ricollegarti alla parte più nobile di te stesso, la tua Anima. Attraversa il cortile esterno e riprendi il sentiero.

Quando ti senti pronto, puoi riprendere il contatto con lo spazio intorno a te e ritornare nel qui e ora. E con i tuoi tempi riapri gli occhi.

 

SECONDO ESERCIZIO PER IL SETTIMO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della Corona, esattamente sula sommità della tua testa. Osserva come un raggio di luce bianca entra e irradia tutta la tua testa, e come scenda ad abbracciare tutto il tuo corpo. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

 

 

 

SESTO CHAKRA – AJNA

SESTO CHAKRA – AJNA

Il Sesto Chakra è posizionato a circa un dito sopra il ponte del naso, al centro della fronte, per questo è anche chiamato “Terzo Occhio”. Questo Chakra è stato venerato sin dall’antichità ed è stato raffigurato sempre con svariati simboli, proprio ad indicare la potenza della visione interna, la capacità di vedere oltre il sensibile e il reale. È associato alle facoltà di elaborare e rendere comprensibili i concetti intellettuali, di visualizzare e di memorizzare. È collegato non solo al senso della vista, ma anche alla capacità di pensare in maniera creativa e rendere altrettanto creative le azioni. Questo processo ci porta alla piena consapevolezza della nostra esistenza e del nostro essere multidimensionale. Il Sesto Chakra ci aiuta ad aprire la nostra mente verso quella realtà non tangibile e usare le facoltà del pensiero per arrivare alla conoscenza attraverso tutte le facoltà psichiche di vedere, udire e percepire, come l’intuizione e la chiaroveggenza, con estrema velocità ed immediatezza. Il Sesto Chakra ci permette quindi di accedere a tutti i piani sottili della realtà.

 

Ho scritto un eBook sull’apertura del Terzo Occhio e come sviluppare le facoltà extrasensoriali dal titolo “Percepire l’Invisibile” che ha avuto un notevole successo, grazie anche agli innumerevoli esercizi presenti, volti proprio all’allenamento di questo occhio invisibile, spesso trascurato e dimenticato.
Il termine in sanscrito Ajna significa proprio “percepire”, ma anche “comando” e vedremo perché ha anche questa definizione.

Le parole chiave che definiscono il Sesto Chakra e lo rappresentano sono: visione, comando e ispirazione.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

VISIONE

La visione è il livello più alto di intuizione, in quanto unisce la percezione alla conoscenza. Su un livello sottile, la visione penetra al di là dei confini del tempo e dello spazio e ci permette una più vasta comprensione dei mondi interiori. Quando la visione si attiva nel centro della fronte, è più facile incontrare Esseri di Luce, Spiriti Guida e Angeli. Abbiamo spesso delle forme spontanee di visione che possono anche essere chiamate “deja-vu”, che è quell’impressione di avere già vissuto quel preciso istante, quella precisa e breve esperienza nella propria vita. Chissà quante volte vi sarà capitato di avere la netta sensazione che quella situazione l’avevate già vissuta in precedenza o magari solo sognata. La caratteristica principale del deja-vu è la velocità di manifestazione, che tutte le volte ci lascia senza parole e ci spiazza costantemente, unita ad una strana sensazione che si prova subito dopo. E, soprattutto, ha a che fare con un processo che sembra andare, per una frazione di secondo, oltre il tempo e lo spazio, quasi a varcare una soglia che abbia condotto in una diversa dimensione.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

COMANDO

Ecco che arriviamo al secondo significato della parola in sanscrito Ajna che è proprio comando. Con il risveglio di questo centro noi possiamo raggiungere un maggior controllo delle nostre esistenze e rispondere con maggior coscienza e sensitività ai “comandi” dello spirito che è nostro. Nel mio libro “Percepire l’Invisibile” spiego bene come dare un comando al nostro inconscio, utilizzando l’Intento. Una definizione vera e propria di questa particolare forma di intento non esiste, perché in realtà non si sa bene da dove nasca e cosa effettivamente sia. Può essere spiegato in tanti modi, senza avere un’unica precisa definizione. Quel che è certo, ed è ciò che a noi serve per i nostri scopi, è che l’intento funziona veramente e i risultati sono tangibili. Personalmente definisco l’intento come un “potere creativo”, un qualcosa che trascende totalmente la fisicità dei sensi e della mente. Molti confondono l’intento con l’intenzione, con la quale invece non ha niente a che vedere. Sono due concetti separati e distinti. L’intenzione appartiene alla volontà, dunque alla razionalità. L’intento invece è una vera e propria forza, un potere che si collega direttamente alla Fonte Energetica Universale e che lavora con i sensi più sottili.

 

ISPIRAZIONE

La parola si spiega da sé, nel senso che si può essere spiritualmente ispirati o ricevere l’ispirazione, ed è qualcosa che accade manifestandosi in maniera inconscia, cioè senza che possiamo fare nulla perché accada: si crea nel cervello sinistro una momentanea condizione di torpore, lasciando andare la presa sulla visione della realtà oggettiva, permettendo per una frazione di secondo all’emisfero destro di emergere. Tutte le opere artistiche, le scoperte scientifiche, musicali, tecnologiche, imprenditoriali ed anche mediche hanno avuto dallo loro parte quel flash istantaneo chiamato anche ispirazione. Infatti la percezione basata sull’ispirazione inizia proprio dalla capacità di intuire nuove idee. Ecco come vengono fatte le invenzioni o lo scoperte in ogni settore del nostro mondo. Ma la parola significa anche “in-spirare” l’aria. Il greco “pneuma” e il latino “spiritus” significano entrambi aria e spirito. E’ da qui che deriva il “soffio di Dio” che noi inspiriamo e che ci ispira, ci anima spiritualmente, fisicamente e mentalmente.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

VERO O FALSO

Molte persone sono poco a loro agio con la parte che la loro mente gioca nel “sentire” e nel contattare i mondi sottili. In genere siamo condizionati a pensare che solo le cose esterne e tangibili sono vere. Ci è stato sempre insegnato a fare distinzione tra l’immaginario e il reale. Quando esploriamo le aree sottili, come per esempio durante una meditazione, o quando siamo in uno stato non ordinario di coscienza, o semplicemente all’improvviso nell’arco della giornata, e ci “viene in mente” qualcosa come un’immagine, un colore, un nome ecc., è molto probabile che quel qualcosa sia vero, anche se possono sorgere dei dubbi. Perché quel particolare pensiero o immagine deve proprio apparirci in quel momento particolare tra gli infiniti altri pensieri o immagini possibili? E’ probabile che ci sia venuto in mente proprio perché attinente alla situazione in cui ci stiamo trovando. L’immaginazione può essere creativa e giocosa, ma quando siamo in contatto con la realtà interiore, sia che una cosa ce la siamo “immaginata” o no, è sempre una cosa vera e bisognerà tenerne in forte considerazione. Sempre.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

IL COLORE

Il colore primario del Sesto Chakra è l’indaco. E’ collegato alla facoltà visiva e immaginativa, ma anche alla visione oltre e all’ispirazione. È infatti il colore principe della meditazione, dell’intuizione e della veggenza. L’indaco è un colore che ci risulta difficile percepire e descrivere. E’ sempre presente in ogni arcobaleno, ma è più difficile da identificare rispetto a tutti i colori basilari. Le tinture di indaco si fanno con la pianta dell’indaco e sono spesso usate nel lavoro per il batik, sulle stoffe nell’India Occidentale. E’ un colore che sta a metà tra la lavanda e il porpora e non è ancora il viola. Imparare a distinguere l’indaco è un buon esercizio per risvegliare il Sesto Chakra e il terzo occhio.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

GLI ASPETTI FISICI

Gli organi fisici coinvolti nel Sesto Chakra sono la parte inferiore del cervello, le orecchie, il naso, l’occhio sinistro, il cervelletto e la ghiandola pineale. Della ghiandola pineale, che ritroveremo anche nel Settimo Chakra, sappiamo molto poco. E’ piccola e ha la forma di una pigna. Secerne una sostanza simile agli ormoni chiamata melatonina, la quale negli animali fa scattare i meccanismi di riproduzione e della nidificazione, i tempi delle migrazioni e quelli del letargo. Negli uomini la ghiandola pineale è sensibile alla luce e controlla il nostro orologio interiore che segna il ritmo tra il giorno e la notte. Molte tradizioni antiche hanno sempre attribuito un valore magico a questa ghiandola, sia immaginandola come sede dell’Anima oppure come “antenna” per il collegamento con lo Spirito. Sicuramente, anche per la sua posizione proprio dietro al terzo occhio, fa sì che abbia un forte collegamento con le nostre intuizioni, le nostre facoltà extrasensoriali e il nostro contatto diretto con l’Universo, la Sorgente, la Fonte, il Campo delle infinite possibilità.

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL SESTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Porta la tua attenzione al tuo Terzo Occhio, in mezzo alle sopracciglia. Immagina che dal tuo Terzo Occhio parta una luce che si va sempre più allargando nel fondo. Questa luce che parte dalla tua fronte è come un proiettore e tu puoi osservare davanti a te una scena del tuo futuro, del tuo migliore futuro, all’interno della quale ti puoi muovere come l’attore principale. Puoi osservare in questa scena un tuo desiderio realizzato, un sogno che hai da tanto tempo o un obiettivo, come già accaduto. Puoi stare in questa scena tutto il tempo che vuoi e assaporare ogni desiderio che si è compiuto. Quando ti senti pronto, puoi riprendere il contatto con lo spazio intorno a te e ritornare nel qui e ora. E con i tuoi tempi riapri gli occhi.

 

SECONDO ESERCIZIO PER IL SESTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della fronte, esattamente sul tuo Sesto Chakra. Osserva come un raggio di luce indaco entra e irradia tutta la tua fronte e la tua testa. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, i tuoi pensieri, le tue aspirazioni, il collegamento con le tue capacità e facoltà nascoste. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

QUINTO CHAKRA – VISHUDDA

QUINTO CHAKRA – VISHUDDA

Il Quinto Chakra è anche definito Chakra della Gola o Chakra della Comunicazione, poiché è posizionato proprio sul corpo fisico al livello della gola. Rappresenta il centro della capacità di espressione, di comunicazione e d’ispirazione. Questo Chakra è in grado di portare verso l’esterno tutto quello che è contenuto in tutti gli altri Chakra, perché rende manifesti, attraverso la parola e la comunicazione, i nostri sentimenti, le nostre aspettative, i bisogni primari della nostra sussistenza, le nostre paure, il senso di felicità, l’ansia, le nostre idee, i nostri pensieri, le nostre reazioni e ogni forma di emozione. Questo Chakra determina anche come noi portiamo all’interno le frequenze del suono e della parola, perché rappresenta certamente l’ascolto di ciò che arriva dall’esterno, ma anche e soprattutto come noi ci rivolgiamo a noi stessi nel nostro spazio interno. Infatti questo Chakra ci consente un certo spazio interiore per riflettere e meditare su ciò che sono i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti e i nostri più veri desideri.

 

Il termine in sanscrito Vishudda significa “purificazione”, indicando così come dovrebbe essere la nostra comunicazione verso gli altri e anche verso noi stessi: pura, chiara, sincera e armoniosa. Le parole chiave che definiscono il Quinto Chakra e lo rappresentano sono: espressione, responsabilità, comunicazione.

 

QUINTO CHAKRA – VISHUDDA

 

ESPRESSIONE

Su un livello più semplice, espressione vuol dire cercare la realizzazione personale trovando modi che esprimano e manifestino le nostre particolari abilità, le nostre doti e i nostri talenti. Si ha bisogno di far udire la nostra voce, sia letteralmente che metaforicamente. A un livello più alto, espressione significa il nostro legame con le nostre qualità più spirituali. Si sente allora il bisogno di non fare compromessi con se stessi, anche a costo di mettere in forse più e più volte le nostre aspettative e anche quelle degli altri nei nostri riguardi. Soprattutto i genitori sono i primi a riversare su di noi aspettative che molto spesso non siamo in grado di soddisfare. L’espressione di idee, emozioni e sentimenti in forma equilibrata e pacata, in questi casi, ha la facoltà di farci ergere ad un piano fisico e spirituale molto più elevato, che si manifesterà anche in tutte le altre sfere della nostra vita: affettiva, lavorativa e sociale.

 

RESPONSABILITÀ

Non può esserci espressione, come l’abbiamo appena descritta, senza la responsabilità, senza il prendersi carico della propria vita, diventando adulti, attraversando i “riti di passaggio” in qualunque forma si presentino e con tutte le implicazione che questo comporta. La Responsabilità, quella vera e profonda, comprende anche il saper leggere, ascoltare e interpretare i messaggi che arrivano da un piano più alto di esistenza, a noi talvolta sconosciuto, ma che è sempre presente nella nostra vita. Entrare in contatto attraverso il nostro Quinto Chakra con queste forze universali vuol dire dare voce alle nostre richieste e saper accogliere tutto ciò che di conseguenza arriva. Se questo processo avviene in forma fluida, saremo anche responsabili di trovare la nostra vera strada, la nostra mission nella vita, e di vivere un’esistenza piena e soddisfacente.

 

COMUNICAZIONE

Tutti sappiamo cosa sia la comunicazione: l’espressione della voce rivolta all’esterno, verso gli altri, ma anche verso noi stessi, attraverso il nostro dialogo interno. Noi usiamo la comunicazione per esprimerci nel mondo, per esporre le nostre idee, per scambiare informazioni e per organizzare tutto quello che ci serve per meglio comprendere e farci comprendere dal nostro mondo. Esiste certamente un legame preciso tra i suoni che noi emettiamo e il tipo di vita che conduciamo. In definitiva la parola è un pensiero che si è concretizzato ed è diventato “materia” attraverso il suono. Il Vangelo di San Giovanni si apre con questo versetto: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di Lui, e senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste. In Lui era la Vita e la Vita era la Luce degli uomini. La Luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non la hanno accolta”. Finalmente alcuni scienziati cominciano a credere che il suono sia la struttura base che permette all’universo di prendere corpo. Se verrà confermata questa tesi, allora questi versi del Vangelo potranno essere considerati come un testo ispiratore che si esprime sulle leggi della fisica. Per il momento li continuiamo a considerare in termini metafisici: attraverso il concetto che il linguaggio dà forma e possibilità di comunicazione, la creazione, di qualsiasi tipo, ha luogo. La coscienza del Chakra della Gola è dunque essenziale e vitale, se vogliamo realizzare noi stessi al massimo delle nostre capacità.

 

QUINTO CHAKRA – VISHUDDA

 

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL QUINTO CHAKRA

Tenendo conto che tutti i Chakra sono attivi nel momento della nascita del bambino, ognuno di essi ha comunque uno sviluppo più specifico in alcuni periodi della crescita del bambino. Premesso che il Quinto Chakra è l’ultimo Chakra ad essere collegato con una specifica età dello sviluppo, il periodo in cui maggiormente si espande è tra i quindici e i ventuno anni. Durante questi anni c’è la preparazione per l’entrata nel mondo adulto, ci sono le scelte della carriera, con il conseguente allontanamento dal controllo dei genitori. I giovani sentono sempre una personale “chiamata” a svolgere una missione particolare nella vita. Spesso però le convenzioni sociali e le convinzioni di genitori o insegnanti li fanno deviare dal loro desiderio primario. Prendere una decisione importante troppo presto o seguire le aspirazioni di altri piuttosto che le proprie, creeranno in seguito delle crisi molto forti, soprattutto all’avvicinarsi della “mezza età”. E’ importante che il Chakra della Gola nel lasso di tempo dai quindici ai ventuno anni circa rimanga sempre bene aperto, sempre propenso ad ascoltare, ma anche ad ascoltarsi e senza remora alcuna poter esprimere la propria opinione. Laddove ci fosse ancora uno stato di confusione dovuto all’età, meglio allora tacere e attendere un tempo migliore per fare il grande passo. L’ascolto di se stessi è di fondamentale importanza, unitamente ad una forte dose di sincerità verso se stessi e gli altri.

 

QUINTO CHAKRA – VISHUDDA

 

IL COLORE

Il colore primario del Quinto Chakra è l’azzurro con tutte le sue sfumature. Indossare o circondarsi di tutte queste variazioni di azzurro porterà a rafforzare l’abilità nella comunicazione, non solo interpersonale, ma anche di fronte a gruppi di persone più o meno numerosi. Insegnanti di professione, scrittori e persone che lavorano nei media possono avvantaggiarsi vestendo o meditando su queste tonalità. L’azzurro è il colore del cielo. Osservare questo colore immersi nella natura, meglio ancora se sdraiati sull’erba, assicura un miglioramento di tutte le funzioni del Quinto Chakra, apportando inoltre calma, pacatezza e centratura. Questo colore in tutte le sue tonalità non dovrebbe mai mancare nella nostra vita quotidiana.

 

GLI ASPETTI FISICI

Gli organi fisici coinvolti nel Quinto Chakra sono il collo, la gola, le corde vocali, la tiroide, la laringe, la trachea, l’esofago, l’udito. Una buona comunicazione verso l’esterno deve anche comportare una buona comunicazione verso l’interno. Questa forma di comunicazione in entrata si chiama ascolto. Una persona che ha la tendenza a parlare tanto, con un tono di voce troppo elevato o, al contrario, una persona che parla troppo poco e con una voce bassa e flebile, porterà a degli squilibri in questo Chakra, dove probabilmente verranno coinvolti tutti gli organi corrispondenti. Per il perfetto equilibrio di questo Chakra sarà dunque importante osservare come stiamo parlando alle persone intorno a noi e come ci rivolgiamo verso noi stessi. L’ascolto sarà anch’esso fondamentale per l’armonia del Chakra. Ascolto gli altri, lascio loro spazio nell’esprimere opinioni anche divergenti dalle mie? E soprattutto, ascolto me stesso, i messaggi che il mio Sé Superiore e la mia Anima vogliono comunicarmi? Ascolto il mio corpo che mi parla costantemente? Queste sono le domande che ogni giorno ci dovremmo porre e rimediare immediatamente laddove ci fosse stata una carenza ad una di queste domande.

 

QUINTO CHAKRA – VISHUDDA

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL QUINTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina di sentirti all’interno di una bolla di colore azzurro e ad ogni respiro fai entrare quella luce dentro di te. Immagina che questa luce penetri in ogni tua cellula, irradiandola con tutta la gioia e la serenità di cui hai bisogno. Ogni tua cellula risplende di questa luce azzurra e se senti che una parte specifica del tuo corpo ne abbia bisogno, concentra quella luce proprio su quella parte. Rimani in questo stato di beatitudine per tutto il tempo che vuoi, e quando senti che tutto il tuo corpo si è nutrito della tua luce azzurra, puoi tornare lentamente al tuo stato normale di veglia e riaprire gli occhi.

 

SECONDO ESERCIZIO PER IL QUINTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della gola, esattamente sul tuo Quinto Chakra. Osserva come un raggio di luce azzurra entra e irradia tutta la tua gola e il tuo collo. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, il tuo modo di comunicare, o se hai bisogno di prenderti maggiori responsabilità per diventare l’autore e il fautore della tua vita. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

QUARTO CHAKRA – ANAHATA

QUARTO CHAKRA – ANAHATA

Il Quarto Chakra è anche definito Chakra del Cuore, poiché è posizionato sul corpo fisico al livello del cuore cardiaco, al centro del petto. Il cuore diventa allora una fucina alchemica, che trasforma e convoglia le energie dei primi tre Chakra, fisici ed emotivi, verso l’alto e facendo scendere le energie degli ultimi tre, mentali e spirituali, verso il basso. È il Chakra dell’amore, quello vero, totale, incondizionato. Ci permette di relazionarci con tutto e tutti, senza discriminazioni, considerando la bellezza e l’armonia anche nelle situazioni e negli aspetti meno positivi, quando proviamo sentimenti di sofferenza, di paura del distacco o di perdita di affetto. I nostri simili vengono visti come sostegno alla nostra esistenza, dando sostegno noi stessi alla loro. Questo Chakra ci concede la capacità di donare e ricevere amore.

 

Il termine in sanscrito Anahata significa “suono non causato” e sta ad intendere un suono che non sia generato dal battere di due oggetti tra loro, esattamente come il suono del nostro cuore fisico che batte, suona e vibra per semplice e autonoma contrazione ed espansione.
Le parole chiave che definiscono il Quarto Chakra e lo rappresentano sono: amore, compassione, distacco.

 

 

QUARTO CHAKRA – ANAHATA

 

AMORE

La parola amore è da sempre uno dei termini più controversi e talvolta anche ingiustamente abusato. Nel Chakra del cuore le emozioni basilari si dovrebbero trasformare in amore vero. C’è un progresso che parte dalle emozioni “di pancia” che passa attraverso la coscienza del Sé del plesso solare per arrivare infine al centro del cuore. Una persona che ha un centro del cuore sviluppato, aperto ed attivo, porta nella sua vita una qualità del sentimento che non è comandata o spinta dalla crudezza delle emozioni. Le emozioni possono essere guidate senza essere represse o soppresse. La loro energia può essere usata con attenzione, rafforzando il rispetto di se stessi e il rispetto verso gli altri. Tutto questo processo si chiama Amore, quello vero, incondizionato. Quando il cuore si apre noi ci riveliamo e ci dichiariamo al mondo. Ci mettiamo “a disposizione”. Solo quando siamo pronti a questo processo, siamo in grado di dare amore e compassione agli altri.

 

COMPASSIONE

Dal latino “cum patior” che vuol dire “soffro con” e dal greco “sym patheia”, che significa “simpatia”, cioè “provare emozioni con”. Comunque sia, implica un sentimento di identificazione con una persona. La compassione dovrebbe portare ad una comprensione senza giudizio. Dalla cultura degli Indiani d’America viene il detto “Non giudicare nessuno, se prima non hai camminato almeno un miglio nei suoi mocassini”. E’ questo il vero senso della compassione. Non ha niente a che vedere con la pietà o con la commiserazione, ma è una partecipazione a ciò che prova l’altro senza minimamente entrare nella dinamica di quelle emozioni. Per partecipare alle emozioni dell’altro c’è comunque bisogno di una forte centratura, per evitare il ri-sentito che quell’emozione può provocare dentro di noi. E’ un processo talvolta lungo e difficile, ma non per questo impossibile o necessario. Per arrivare a sentire con il nostro cuore, e quindi alla compassione, ci dobbiamo in qualche maniera estraniare da quelle emozioni, non giudicandole e rimanendo in forte centratura, per dare aiuto e sostegno all’altro.

 

DISTACCO

Avete letto proprio bene… distacco. Sembra quasi in contraddizione con tutto quanto detto finora, soprattutto con la compassione, anch’essa una bellissima forma di amore. Eppure non è così e questo Chakra ce lo vuole infatti ricordare.
Distacco non vuol dire freddezza o poco interesse. La mancanza di questa qualità, perché di qualità si tratta, può mettere seriamente in difficoltà e creare scompensi energetici proprio al Chakra del cuore. Il distacco è essenzialmente la centratura nel proprio Essere e per farlo c’è sempre bisogno di rimanere distaccati da tutti e da tutto. Quando siamo troppo coinvolti nelle situazioni, non riusciamo ad osservare la realtà che ci circonda con obiettività e non riusciamo nemmeno a equilibrare le nostre emozioni e i nostri pensieri. Un distacco sano dalle cose ci porta ad essere in armonia con noi stessi e con tutto quello che esiste e vibra intorno e dentro di noi, permettendoci di esercitare quell’amore davvero incondizionato, così difficile da provare.

 

QUARTO CHAKRA – ANAHATA

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL QUARTO CHAKRA

Tenendo conto che tutti i Chakra sono attivi nel momento della nascita del bambino, ognuno di essi ha comunque uno sviluppo più specifico in alcuni periodi della crescita del bambino. Il Quarto Chakra si sviluppa maggiormente negli anni che vanno dai 12 ai 15 anni, in cui i ragazzi sono maggiormente teneri e vulnerabili, sono aperti al mondo, appassionati nei confronti degli ideali, coraggiosamente aperti alle esperienze, sballottati dai batticuori dei primi amori. E’ un’età che ha certamente ancora bisogno di sostegno, eppure ha già la forza sufficiente per esplorare il mondo. Molto spesso questa fase della vita porta con sé un forte bisogno di ribellione, cercando nel mondo esterno un bersaglio da attaccare potentemente. Comunque sia, questo stadio è assolutamente necessario, sano e utile. Avere un figlio che mette tutto in discussione è una buona opportunità per mettere a fuoco la coscienza della propria integrità personale e può essere anche la base sulla quale un padre e una madre fondano le proprie regole e vedute. L’apertura al cambiamento è anch’essa una qualità del cuore.

 

QUARTO CHAKRA – ANAHATA

IL COLORE

I colori primari del Quarto Chakra sono il verde e il rosa. Il verde è il colore della primavera, quando la natura si risveglia dall’inverno e torna a crescere rigogliosa. Il verde lenisce le pene che vengono dalla troppa vulnerabilità alla vita e aiuta ad aprire il cuore quando questo si è “indurito” in seguito a esperienze emozionali che lo hanno devastato. Il rosa porta calore e morbidezza all’interno del proprio Sé, rinsalda e fortifica un cuore triste e addolorato. Ambedue i colori rappresentano l’energia curativa per eccellenza, ma anche i sogni e le aspirazioni personali, di ciò che più si desidera fare nella vita. Questi colori sono legati alle relazioni interpersonali, con tutto quello che si è disposti ad offrire al mondo e agli altri, ma anche viceversa, cioè la capacità di relazionarsi con se stessi e quanto di bello e di buono si è disposti ad accettare e accogliere dalla vita.

 

GLI ASPETTI FISICI

Gli organi fisici coinvolti nel Quarto Chakra sono il cuore, il timo, tutto l’apparato respiratorio con bronchi e polmoni e il nervo vago. Le pulsazioni di questo Chakra sono uguali a quelle di un cuore che batte sicuro. Questo ritmo è universale e quando il Quarto Chakra è in equilibrio noi siamo in pace sia con gli altri che con il nostro ambiente. Un cuore sano, non solo fisico ma anche metafisico, porta ad un respiro armonico, dove inspirazione ed espirazione hanno ritmi equilibrati e simmetrici. Ecco allora che ogni inspirazione fa entrare dentro di noi tutta l’energia cosmica, e ogni espirazione fa rilasciare tutto ciò di cui non abbiamo più bisogno. Questo è alla base della meditazione, dove si impara ad accogliere e a lasciare andare, anche qui senza giudizio. Il ritmo dell’uno e dell’altro ci insegna ad abbandonare schemi, azioni, pensieri ed emozioni che non ci nutrono più, per lasciare il posto a tutto ciò che di bello e di nuovo l’Energia Cosmica Universale ha in serbo per noi.

 

QUARTO CHAKRA – ANAHATA

PRIMO ESERCIZIO PER IL QUARTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Quando tutto il tuo corpo è in uno stato di tranquillità e benessere, osserva davanti a te un giardino. Può essere un meraviglioso giardino che già conosci o qualcosa di totalmente nuovo. Guardati intorno e osserva ogni dettaglio: c’è tanto verde, alberi meravigliosi e fiori colorati dappertutto. Trova un posto dove poterti distendere, può essere il prato stesso, ai piedi di un albero secolare, ma anche un comodo lettino o la tua poltrona preferita. Sentiti ancora più rilassato e senti lo stato di puro benessere nell’osservare tutta questa meravigliosa natura che ti circonda. Ad un certo punto senti la presenza di qualcuno accanto a te. Puoi vederlo distintamente oppure ne puoi vedere solo la luminosità e i contorni. Non fa niente, comunque tu lo percepisca va bene. Questo Essere di luce ha un regalo per te e te lo sta porgendo. E’ una scatola in legno finemente intarsiata. Prendi la scatola e aprila. All’interno c’è il tuo regalo, prendilo e osservalo bene. Puoi anche fare delle domande all’Essere vicino a te se qualcosa non fosse chiaro. Porta l’oggetto all’altezza del tuo cuore e sentine l’importanza e la vibrazione. Rimani in questo stato tutto il tempo che vuoi. Quando ti senti pronto, ringrazia l’Essere che è rimasto con te tutto il tempo, riprendi consapevolezza del tuo corpo fisico e dello spazio intorno a te, fai due profondi respiri e con i tuoi tempi torna al tuo stato normale di coscienza e riapri gli occhi.

SECONDO ESERCIZIO PER IL QUARTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro del cuore, esattamente sul tuo Quarto Chakra. Osserva come un raggio di luce verde entra e irradia tutto il tuo cuore. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, se vuoi provare più amore, più compassione, se invece hai bisogno di rimanere più centrato e distaccato dalle situazioni che ti coinvolgono di più e che ti creano fastidio. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

TERZO CHAKRA – MANIPURA

TERZO CHAKRA – MANIPURA

Il Terzo Chakra è anche definito il Chakra del Guerriero e corrisponde sul corpo al punto dell’ombelico o anche qualche centimetro sopra, il punto preciso è molto individuale. Si trova nel nostro plesso solare, proprio a metà tra l’ombelico e la parte inferiore dello sterno. Il termine in sanscrito Manipura significa “la città della gemma splendente”. E’ infatti un centro molto potente, che ci rivela il nostro diritto a esistere, la nostra collocazione nel mondo e a promuovere la nostra autoaccettazione e autostima. E’ il Chakra della mente razionale, che regola i giudizi, le opinioni e le convinzioni che abbiamo di noi stessi e del mondo circostante, influenzando di conseguenza l’autostima e la fiducia che riponiamo nelle nostre e altrui capacità.

Le parole chiave che definiscono il Terzo Chakra e lo rappresentano sono: potere, ragione e azione.

 

TERZO CHAKRA – MANIPURA

 

POTERE

Il vero potere è un processo che porta all’uso personale di questo principio. Purtroppo è un termine che è stato molto spesso abusato in termini negativi, ma bisognerà dare un nuovo significato e valore a questo potere. Il potere personale riesce a far emergere le nostre capacità e potenzialità più vere e profonde, senza aspettarci permessi o approvazioni da parte di altre persone al di fuori di noi. La persona che raggiunge il potere personale usa la creatività del Secondo Chakra per dare potere a se stessa, ma anche agli altri.

Questo processo deve essere per forza contrapposto a quello del “dare potere agli altri”. Quando le autorità di qualsiasi genere e tipo si rivelano manipolatori, è molto probabile che siamo stati proprio noi a dar loro questo potere su di noi. Siamo noi a concedere loro questo spazio di potere che permette a loro di influenzarci negativamente nelle nostre scelte oppure facendo richieste esagerate del nostro tempo e delle nostre energie. La persona che riconosce il proprio autentico potere personale rispetta l’autorità, la saggezza o l’esperienza di un altro senza sminuirsi, anzi diventa più forte nel contatto. I veri insegnanti e i veri leaders accrescono il potere degli altri e non cercano fascinazione o applausi per se stessi, per il mero gusto di ottenerli. Diventiamo dunque il vero potere di noi stessi, solo così possiamo riappropriarci della nostra più vera autostima.

 

TERZO CHAKRA – MANIPURA

 

RAGIONE

Parte delle formazione della personalità è legata all’approccio logico e ragionevole alla vita e all’essere capaci di fermarci per valutare i nostri pensieri e le nostre azioni. E’ un processo che parte proprio dal radicamento del Primo Chakra per poi attraversare le emozioni del nostro Secondo Chakra ed arrivare alle peculiarità del nostro Terzo Chakra. Abbiamo bisogno di una razionalità indipendente se vogliamo prendere decisioni sulla nostra vita che ci permettono di raggiungere completamente le nostre potenzialità. Intelletto e mente hanno un importante rapporto con il plesso solare. I processi di conquista del sé, iniziati nel Centro del Sacro, continuano qui. Nella ricerca della propria più vera individualità è necessario talvolta mettere in discussione alcune delle richieste che ci fa la società in cui viviamo.

 

TERZO CHAKRA – MANIPURA

 

AZIONE

Ad ogni emozione corrisponde un pensiero, come anche ad ogni pensiero corrisponde un’emozione. Ma ciò che fa seguito poi dovrebbe sempre essere l’azione. Un pensiero centrato che non porta ad una conseguente azione, è un pensiero vuoto, talvolta inutile. Un affollamento di pensieri che continua a girare vorticosamente nella nostra testa è del tutto sterile. E’ l’azione che cambia il corso degli eventi, che determina le nostre scelte, ed è sempre l’azione che genera la nostra crescita personale e la nostra evoluzione. Non necessariamente un’azione deve agire nel mondo esterno, molto spesso può essere anche un’azione interiore, non c’è troppa differenza, se non nel risultato finale. Un’azione interiore può essere tanto efficace se non di più di un’azione svolta nel nostro mondo circostante. L’importante è che tutte queste azioni, interne ed esterne, portino sempre ad un cambiamento, ad un mutamento delle nostre abitudini, del nostro convenzionale modo di essere. Quando intraprendiamo un’azione, lo facciamo sempre per raggiungere un risultato, un obiettivo e una finalità. Esserne consapevoli ed agire in totale centratura per il nostro e l’altrui benessere, ci porta ad essere creatori e padroni del nostro mondo.

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL TERZO CHAKRA

Tenendo conto che tutti i Chakra sono attivi nel momento della nascita del bambino, ognuno di essi ha comunque uno sviluppo più specifico in alcuni periodi della crescita del bambino. Il Terzo Chakra si sviluppa maggiormente negli anni che vanno dagli otto ai dodici, durante i quali avvengono dei grandi cambiamenti. Tanto per cominciare c’è l’emergere di un’indipendenza, che spesso è difficile da accettare per i genitori che ci si devono confrontare. E’ importante rendersi conto che, nonostante il bambino chieda e pretenda maggiore indipendenza, ci possono essere serie difficoltà se i bambini di questa età vengano spinti troppo presto e con troppa forza nella vita delle responsabilità adulte. Le scelte che si intraprendono durante questa fase della vita, anche se molto giovani, possono avere implicazioni che vanno lontano nel futuro, laddove non si lasci loro un’ampia opportunità di scelta.

 

TERZO CHAKRA – MANIPURA

immagine dal web

 

IL COLORE

Il colore giallo è il colore primario del Chakra del Guerriero. Sarebbe molto utile usare il colore giallo durante le attività lavorative, perché questo colore incrementa la concentrazione e l’attenzione, oltre alla memoria. Per la cura del plesso solare, o semplicemente per renderlo ancora più attivo, il colore giallo brillante o il colore oro sono di vitale importanza. La stessa luce del sole sul plesso solare, sostenuta dalla nostra stessa intenzione e consapevolezza, può nella realtà quotidiana aiutare il senso totale del benessere psico-fisico.

GLI ASPETTI FISICI

Il Terzo Chakra controlla tutta la parte addominale, il sistema digestivo, lo stomaco, il fegato, la milza e la cistifellea. Quando il sistema digerente si fa sentire è anche un segnale forte su cosa non siamo in grado di digerire nella nostra vita. Può essere una o più persone specifiche, un lavoro, un luogo, un atteggiamento e così via. Tutte le volte che arriva un segnale dal nostro corpo, dovremmo prenderci del tempo per ascoltare la parte più profonda di noi e cercare di capire cosa c’è che in questo momento non sta funzionando nella nostra vita. Cosa vorremmo cambiare, dove vorremmo essere, con chi vorremmo essere, sono solo alcune delle riflessioni che il nostro Terzo Chakra desidera portare alla nostra attenzione. Il plesso solare è davvero un punto delicato del nostro corpo e non dovremmo mai smettere di ascoltarlo e portarvi spesso la nostra attenzione per un migliore accoglimento del suo sentito.

PRIMO ESERCIZIO PER IL TERZO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina di sentirti all’interno di una bolla dorata e ad ogni respiro fai entrare quella luce dentro di te. Immagina che questa luce penetri in ogni tua cellula, irradiandola con tutta la gioia e la serenità di cui hai bisogno. Ogni tua cellula risplende di questa luce dorata e se senti che una parte specifica del tuo corpo ne abbia bisogno, concentra quella luce dorata proprio su quella parte. Rimani in questo stato di beatitudine per tutto il tempo che vuoi, e quando senti che tutto il tuo corpo si è nutrito della tua luce dorata, puoi tornare lentamente al tuo stato normale di veglia e riaprire gli occhi.

SECONDO ESERCIZIO PER IL TERZO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo plesso solare, esattamente sul tuo Terzo Chakra. Osserva come un raggio di luce dorata entra e irradia tutto il tuo Terzo Chakra. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come vuoi il tuo futuro, puoi immaginare un tuo forte desiderio come se lo stessi vivendo proprio in questo momento già realizzato. Puoi visualizzare la tua posizione nel mondo che tu desideri più ardentemente. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

 

 

SECONDO CHAKRA – SVADHISTHANA

SECONDO CHAKRA – SVADHISTHANA

Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura.

Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione.

 

Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura. Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione

 

SESSUALITA’

Il termine “sessualità” va letto qui nel suo senso più ampio. A parte gli insegnamenti tantrici orientali, poche culture considerano l’attività sessuale come un mezzo, come una parte essenziale per un’esperienza spirituale. Ancora oggi pochi riconoscono il lato più spirituale e profondo dell’energia sessuale. La bellezza, la meraviglia e il livello di comunicazione spirituale, contenuti nell’attività sessuale, sono purtroppo troppo spesso ignorati.

L’interazione sessuale, in molte forme, può esaltare e dare sostanza a tutte le forme di creatività, poiché la sessualità è essa stessa creatività allo stato puro. Facciamo fatica a credere che lo scambio sessuale possa portare a liberare energia per progetti di lavoro, per creazioni artistiche, per prendere decisioni importanti, per ottenere ottime prestazioni sportive, per la scrittura di un libro o, più semplicemente, per una vita più libera e creativa. Nel sesso ci può essere la risata che unisce, la gioia e il divertimento, la comunicazione profonda e la manifestazione dell’amore. Quando la sessualità viene appesantita dal buio e dalla negazione diventa fonte di degradazione, creando allora paura e di ansietà, che possono sfociare nel senso di colpa e nella vergogna, invece di essere una infinita sorgente di gioia. Lavorare con il Chakra del Sacro può portare a una migliore chiarezza circa la nostra vita sessuale.

CREATIVITA’

La creatività è l’abilità del creare, dare cioè forma al non esistente, a ciò che ancora non è manifesto attraverso l’immaginazione, il pensiero e il sentimento. L’atto del creare ha dunque a che fare con la novità e il cambiamento. Il prezzo che molto spesso paghiamo per la troppa attenzione al conformismo, alle troppe convenzioni e convinzioni, è una sorta di resistenza al cambiamento. Creatività è soprattutto uscire dai soliti schemi conosciuti e confortevoli, iniziando dalle piccole cose che ci circondano. Imboccare una strada mai percorsa prima per raggiungere un luogo, iniziare qualcosa di nuovo, imparare una nuova lingua, iniziare a suonare uno strumento, indossare abiti che usualmente non siamo soliti portare, cucinare una ricetta nuova e così via. Tutto questo ha a che fare con la creatività. Nei nostri tempi il Chakra del Sacro ha bisogno sicuramente di molte cure e di molto aiuto affinché si rafforzi.

 

SECONDO CHAKRA - SVADHISTHANA

 

L’EMOZIONE

Il Secondo Chakra ci insegna il diritto di provare le emozioni. Una cultura che disapprova la manifestazione delle emozioni e considera la sensibilità solo come una debolezza umana, non fa altro che privare l’individuo del suo diritto di provare emozioni. Quando questo diritto ci viene negato, perdiamo il contatto con noi stessi e ci scolleghiamo dalla nostra vera essenza. La conseguenza peggiore può essere quella che, se non possiamo provare emozioni, non possiamo nemmeno sapere cosa desideriamo e vogliamo di più nella nostra vita. Imparare a gestire le emozioni più forti, questo sarebbe necessario, ma mai reprimerle o negarle. Quando invece ci prendiamo il nostro diritto di provare emozioni, liberiamo il flusso di energia dinamica che è essenziale per la crescita, per il cambiamento e per la trasformazione, lasciando andare quella corazza che ci separa dal resto del mondo e da noi stessi. Riappropriandoci delle nostre emozioni dissolviamo il giudizio e acquistiamo una maggiore accettazione di noi stessi e degli altri, ricostituendo l’unità necessaria. Se le emozioni non vengono espresse, non possono evolvere. Ecco perché è importante comprendere quale è l’emozione che ricorre a volte troppo spesso e invece di sopprimerla va portata alla luce. Perché non dobbiamo consegnare la coscienza all’ombra, ma piuttosto portare l’ombra alla coscienza.

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL SECONDO CHAKRA

Il funzionamento del Chakra del Sacro è influenzato notevolmente dalle esperienze che abbiamo avuto dall’età di tre-cinque anni fino all’età degli otto. Vorrei sottolineare nuovamente che l’età bassa è molto variabile perché oggigiorno i bambini crescono in maniera sempre più accelerata. I bambini, infatti, oggi tendono a stare molto meno tempo nella fase del Chakra della Radice. Gli anni dello sviluppo che più si riferiscono a questo Chakra del Sacro sono quelli delle scoperte, delle esplorazioni dell’individualità, della persona. L’ambiente caldo e ricco di stimoli, così importante per il Chakra della Radice, deve continuare a essere presente nelle attività del bambino, affinché egli possa vedere il mondo come una divertente avventura e una continua scoperta.

Repressioni, traumi, conflitti in quest’epoca dello sviluppo hanno conseguenze importanti e lasciano ferite che avranno bisogno di tanto tempo per rimarginarsi. Il Chakra del Sacro contiene energie vitali particolarmente forti e utili alla Vita. Il Secondo Chakra è collegato al Quinto Chakra, quello della gola e delle comunicazione. Se il flusso tra questi due centri è insufficiente, è difficile trovare un ruolo che ci soddisfi nella vita. Ma il Chakra del Sacro, grazie alla sua vitalità, ha una grande potenzialità curativa, sia per se stesso che per l’intero essere.

 

SECONDO CHAKRA - SVADHISTHANA

 

IL COLORE

Il colore arancione è il colore primario del Chakra del Sacro. E’ il colore della vitalità, soprattutto nelle sue espressioni più vivide. Se si stanno attraversando dei periodi della vita in cui ci si sente nervosi o in contrasto, il colore ambra o quello dell’oro dovrebbero essere usati nelle meditazioni e nella cura di questo Chakra. Durante una convalescenza o semplicemente se ci si sente stanchi e si necessita di una botta di energia, visualizzare una luce arancione che scorre dentro a questo Chakra è un ottimo metodo che funziona. Un vassoio colmo di arance o qualche vetro arancione messo alla finestra, così che il sole lo attraversi può essere di stimolo e di grande aiuto.

GLI ASPETTI FISICI

Il corpo fisico rilascia sempre dei feedback sul suo stato di salute. Molto spesso sono dei segnali forti, altre volte sono invece così sottovoce che ci dobbiamo mettere in ascolto per percepirne il dialogo. Il Secondo Chakra ci manda spesso forti segnali sullo stato di salute dell’intestino, degli organi di riproduzione, del nervo sciatico, dei reni, della vescica e della prostata, che sono gli organi controllati proprio da questo Chakra.

In questi organi in modo particolare le emozioni si fanno maggiormente sentire. Riuscire a percepire il disagio dell’organo e ascoltare dentro di sé l’emozione che in quel momento sta vibrando, dovrebbe essere il compito da eseguire per avere un Secondo Chakra in perfetta salute.

 

SECONDO CHAKRA - SVADHISTHANA

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA

Poiché l’elemento del Secondo Chakra è l’acqua, lavoreremo con questo elemento.

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina adesso di vedere davanti a te dell’acqua, può essere un bellissimo mare calmo, una grande fontana, un fiume o un lago. Avvicinati sempre di più a quella fonte di acqua e inizia a immergerti. Arriva dove vuoi fino a sentirti in armonia con quell’acqua. Questo mare o lago o fiume o quello che preferisci, è un luogo sicuro che ti protegge. Quando ti senti ancora più rilassato circondato dall’acqua, inizia a concentrarti sul tuo Secondo Chakra, due dita sotto l’ombelico, e senti che da questo punto parte un fascio di luce colore arancione. Questa luce inizia a illuminare tutta l’acqua intorno a te. Tutto intorno a te assume questo bellissimo colore arancione. E’ un colore che riscalda, dà pace e serenità. Rimani immerso in questi momenti di assoluto colore arancione e godi di ogni istante. Puoi rimanere quanto vuoi. Questo è un bagno rigeneratore per tutto il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Quando ti senti pronto, puoi riemergere dall’acqua, ascoltare lo spazio intorno a te e ritornare al tuo normale stato di veglia.

SECONDO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo addome, esattamente sul tuo Secondo Chakra. Osserva come un raggio di luce arancione entra e irradia tutto il tuo secondo Chakra. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione alle tue emozioni, a quello che provi durante questa esperienza. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach