Il Primo Chakra è anche chiamato Chakra della Radice, in sanscrito Muladhara, che significa “radice” o “supporto”. E’ collocato nel perineo, cioè l’area situata tra l’ano e i genitali. E’ collegato naturalmente all’elemento terra.
Ci sono delle parole “chiave” che lo definiscono perfettamente e sono: radicamento, incarnazione e sopravvivenza.
RADICAMENTO
Il radicamento è mettere radici nella nostra Madre Terra, divenendo più coscienti della vita terrena. Più ci radichiamo e meno la vita ci appare come un peso o un macigno da portare. Le difficoltà e i conflitti che ci portiamo dentro assumono dunque un altro aspetto, totalmente nuovo, regalandoci un senso e un significato in questo mondo.
INCARNAZIONE
Molti insegnamenti spirituali ed esoterici presuppongono l’accettazione della reincarnazione e di molte vite. Questi insegnamenti, in cui io credo fortemente e di cui ne ho fatto anche una professione grazie agli insegnamenti del mio maestro Dr. Brian Weiss, affermano che siamo noi a scegliere prima di nascere i genitori, il tempo storico, la cultura e anche la posizione che in quella incarnazione prenderemo. Portare tutto questo alla forma conscia e consapevole è uno dei compiti che prevede questo viaggio terreno. Alcune di queste informazioni sulle nostre scelte prima di nascere nello stato fisico sono riportate nel nostro campo energetico, detto anche Aura, e nei colori emanati dal nostro Chakra della Radice.
SOPRAVVIVENZA
Riguarda il nostro comportamento istintivo volto alla nostra sopravvivenza e salvezza. Tutti noi impariamo da piccoli, per esempio, che possiamo usare il fuoco per scaldarci o per cucinare, ma che deve essere anche contenuto e controllato, se non vogliamo che non ci faccia male o possa diventare distruttivo.
Le paure che ci avvisano che dobbiamo stare entro certi limiti sono dei meccanismi di difesa e di autoconservazione. Alcune aree di competizione della nostra vita, che sono molto evidenti per esempio negli sport estremi, ci portano a provare i confini tra il pericolo e la sopravvivenza. A volte si prova una forte esaltazione nel mettere alla prova noi stessi in quelle circostanze. Rafforzando il Chakra della Radice si è in grado di stabilire il giusto equilibrio tra la nostra mente reattiva e istintiva e la nostra mente conscia.
L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL PRIMO CHAKRA
Lo sviluppo di questo Chakra nel bambino va dagli zero ai tre – cinque anni di età. Oggi i bambini piccoli si sviluppano molto più velocemente rispetto a quando io avevo la loro stessa età. Il tempo di sviluppo e di crescita di ciascun Chakra non significa che il Chakra stesso smette di crescere dopo quel periodo o che gli altri Chakra non esistono in quel particolare periodo. Ci sono fasi della prima infanzia che sono fondamentali a ciascuno dei primi cinque Chakra. Se i bisogni di ciascun Chakra vengono alimentali, il Chakra funzionerà con più scioltezza, con maggior forza e apertura in ogni parte della nostra vita, soprattutto nell’età adulta.
Se i bisogni sono invece trascurati, allora quel Chakra diventerà un importante punto focale per la diagnosi e la cura ogni volta che disagi fisici o difficoltà emozionali o psicologiche diverranno manifesti.
I primi anni sono davvero essenziali per il resto della nostra vita. Se i bisogni primari, secondo anche la famosa piramide dei bisogni di Maslow, che sono casa, calore, cibo e amore, vengono soddisfatti, si rifletterà sullo sviluppo e sulla salute del singolo Chakra.
Nel bambino piccolo l’esplorazione del mondo è di vitale importanza. Una ricca varietà del gioco è essenziale. Quello che noi adulti chiamiamo “gioco”, per i bambini, e dovrebbe esserlo ancora oggi per noi, in realtà è un vero e proprio lavoro, un serissimo lavoro, dove le possibilità sono immense.
I bambini devono arrampicarsi, toccare, sentire, schiacciare, udire, gustare, odorare e osservare tutto ciò che li circonda. Queste esperienze sono necessarie allo sviluppo della loro comprensione della vita, ma sono anche necessarie al radicamento e all’accettazione della propria incarnazione su questo piano di esistenza.
Non esiste ambiente che non produca traumi, blocchi o sfide di qualsiasi genere. Se ce ne sono abbastanza per ciascuno stadio della crescita, allora è salutare e c’è voglia di vivere come risultato. Chakra pieni di colore e che pulsano correttamente sostengono la vitalità della persona e aprono a grandi opportunità.
IL COLORE
Il colore rosso è il colore primario del Chakra della Radice. E’ il colore che ha la minore quantità di vibrazione nello spettro di tutti i colori e produce, quindi, un colore rosso nel nostro campo di energia o Aura. In genere un campo di energia sana è quello che contiene tutti i colori dello spettro, dove la distribuzione dei colori rappresenta il riflesso delle qualità e dei talenti della persona.
Nello specifico il colore rosso del Primo Chakra, se in equilibrio, avrà un bel colore brillante e vivace, al contrario, in caso di uno squilibrio psicofisico, avrà un colore più scuro tendente al magenta o al bordeaux.
Quando si vuole portare in equilibrio un Chakra dissonante, è bene circondarsi o portare addosso i colori corrispondenti del Chakra stesso. Nel caso del Primo Chakra si possono indossare abiti che abbiano del rosso al loro interno o circondarsi dentro la propria abitazione di oggetti di colore rosso. Sono validissimi anche gioielli che hanno questo colore.
GLI ASPETTI FISICI
Ogni Chakra influenza ed è influenzato dal corpo fisico, dalla sua salute e dal suo funzionamento. Questo legame è particolarmente stretto nei confronti del sistema ghiandolare.
Il Chakra della Radice, per la sua bassa velocità di vibrazione, è il Chakra legato alla materia ed è legato agli aspetti più “solidi” del corpo fisico: alle ossa, ai muscoli, ai tendini, ma anche ai nervi, ai denti, alle unghie, alle ghiandole surrenali e al coccige.
Imparare ad amare di più il nostro corpo fisico e mantenerlo in uno stato di salute e di benessere è un fattore determinante per la nostra autostima. Se questi aspetti ci risultano difficili, il lavoro sul Chakra della Radice sarà determinante e di grande aiuto.
PRIMO ESERCIZIO PER IL PRIMO CHAKRA
Questo è un esercizio da fare durante l’arco della giornata. Si tratta di attivare e “sentire” attraverso l’olfatto. Cercate di percepire i più piccoli odori e accostate proprio il vostro naso agli oggetti per percepirne l’odore. Inspirate ogni odore mentre cucinate, mentre passeggiate, mentre siete in auto, nei negozi o a casa vostra. E’ importante che questo senso sia maggiormente sviluppato se desideriamo avere un Primo Chakra in equilibrio.
SECONDO ESERCIZIO PER IL PRIMO CHAKRA
Questo esercizio è molto simile al secondo esercizio presentato nel primo articolo di questo Blog dedicato ai Chakra che trovi qui, ma con una variante interessante.
Mettetevi seduti Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro. Quando il respiro inizia a rallentare, visualizzate voi stessi come un albero. I vostri rami si aprono sopra di voi, sopra la vostra testa, e le radici si allungano profondamente dentro la terra. Sentite i 4 elementi che vi nutrono : il sole riscalda tutto il vostro essere, il vento vi rinfresca, sentite la Terra che accoglie le vostre radici, che sono di un colore rosso vivo, fino a sentire l’acqua sotterranea che vi alimenta. Il tutto è piacevole, lasciatevi andare al ritmo della Natura. Respirate attraverso i vostri rami, prendete dentro di voi l’aria e il sole, mandate il vostro respiro lungo tutto il vostro tronco e lasciatelo andare, espirando, attraverso le vostre rosse radici nella terra e nell’acqua.
Adesso iniziate a visualizzare tutte le memorie di questo vostro albero, da quando era seme piantato nella terra, al suo mettere radici, al suo integrarsi con gli elementi e al suo dipendere da questi e a tutti i suoi cicli di crescita. Prendetevi tutto il tempo necessario e lasciatevi andare alle sensazioni piacevoli che tutto questo provoca dentro di voi. Solo al termine, quando vi sentite pronti, percepite nuovamente lo spazio intorno a voi e ritornate al vostro stato di coscienza ordinaria.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
Inizia da oggi in questo Blog una serie di articoli, ne seguiranno 7 nello specifico, uno per ogni Chakra, in modo da analizzarli nel dettaglio, vedere come funzionano e come tenerli sempre attivi attraverso esercizi specifici e mirati.
Si legge e si sente molto parlare di Chakra, descritti come un millenario sistema indiano, che tratta le correnti energetiche del corpo umano.Tutte le tradizioni esoteriche hanno sempre affermato che il corpo fisico è solo la manifestazione esteriore e materiale di un involucro che contiene la vera essenza dell’uomo, e cioè il suo essere spirituale. Hanno anche messo in evidenza come il corpo fisico sia solo lo strato più denso ed evidente tra tutti i corpi che tutti gli esseri viventi possiedono.
COSA SONO I CHAKRA
Questa descrizione è tratta dal mio libro “Percepire l’Invisibile”, è solo un breve capitolo dedicato a questo immenso argomento di cui tratteremo in maniera più approfondita nei prossimi articoli del Blog. Il concetto di energia e la sua funzionalità era molto ben conosciuta, soprattutto nelle tradizioni orientali, India e Cina, da più di 4.000 anni fa. La medicina tradizionale cinese, che trova larga applicazione ancora oggi, non solo in Cina ma in tutto il mondo, si basa prevalentemente sui cosiddetti “meridiani”, decine di particolari punti e canali localizzati sul corpo, esattamente come a formare una mappa, attraverso i quali scorre l’energia vitale definita “Qi”. Lo studio dell’antica medicina cinese è molto complesso ed è il fondamento dell’agopuntura, una disciplina olistica molto antica e anche molto conosciuta nel mondo occidentale, che, attraverso la stimolazione di quegli stessi meridiani con l’inserimento di aghi sottilissimi, tende a prevenire e curare diverse malattie, oltre a sollecitare il benessere psico-fisico. Sono stati addirittura ritrovati dei primordiali aghi fatti di osso, bambù e terracotta risalenti a circa 5.000 anni fa. Ed è anche molto interessante il fatto che fu l’ordine ecclesiastico dei Gesuiti ad introdurre in Europa la tecnica dell’Agopuntura intorno al 1600. Se per i Cinesi l’energia vitale era il “Ki”, per gli Indiani si chiamava “Prana” e permeava tutto il corpo attraverso numerosissimi centri, più o meno come i meridiani cinesi, ma evidenziandone sette di particolare e fondamentale importanza per la salute sia fisica, che emozionale, che spirituale : i Chakra. Il termine Chakra viene dal Sanscrito e significa “ruota”. Infatti i Chakra vengono descritti, anche se non sono visibili a occhio nudo, come delle ruote che girano in senso orario e antiorario e hanno la loro localizzazione in sette punti principali sia davanti al corpo fisico che posteriormente, in corrispondenza di questi stessi punti, lungo la spina dorsale. Sono come dei doppi coni di energia che ruotano vorticosamente con una facciata anteriore e una posteriore, entrambi con il vertice nella spina dorsale, o internamente al corpo da cui il Chakra emana. I Chakra frontali sono relativi alla coscienza, al vissuto quotidiano, all’attuale esistenza, e contengono al loro interno informazioni riguardanti la vita quotidiana, lo stato mentale, i pensieri, l’atteggiamento emotivo e psicologico nei confronti del mondo circostante, i bisogni primari, le decisioni da prendere e tutte le esperienze dell’attuale esistenza. Mentre il lato posteriore dei Chakra ha attinenza con informazioni che provengono dall’inconscio, dalle vite passate, dai sogni, dalle premonizioni, dai poteri psichici e medianici, dal contatto con energie spirituali e multidimensionali, tutto ciò insomma che fa parte del nostro essere, ma che è per il momento latente, se non opportunamente sollecitato. Ogni Chakra regola il sistema energetico umano e collega gli aspetti di visibile ed invisibile di corpo, mente e spirito, contribuendo allo scambio di energia tra le varie dimensioni. Ciascuno di questi centri opera attraverso una propria frequenza vibratoria. Generalmente se il centro è più in basso, verso la terra, la sua frequenza sarà molto più fisica rispetto ad un Chakra che si trovi più in alto, come la testa, per esempio. Da notare però che, essendo tutti i Chakra strettamente collegati tra loro, la disfunzionalità di uno porterà di conseguenza a delle disarmonie anche negli altri. Infatti, ogni Chakra possiede un proprio meccanismo per comunicare sia con l’organismo nel suo insieme, che con tutti gli altri centri energetici. Ovviamente, pur facendo parte di una stessa famiglia all’interno della quale il dialogo e la collaborazione sono fattori determinanti, mantengono delle caratteristiche e funzionalità del tutto proprie.
lotus and Seven chakras
CHAKRA, I FIORI DELLA VITA
I Chakra si sviluppano intorno alla nostra colonna vertebrale e li possiamo immaginare come dei fiori. Lo stelo del fiore è la nostra colonna, i fiori sono i singoli Chakra. Questi fiori sono molto flessibili, vibrano e girano secondo le circostanze della vita, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni: come, insomma, noi reagiamo alla realtà che ci circonda. Un Chakra non può mai essere chiuso, ma, piuttosto, dissonante o in squilibrio. Proprio come un fiore può afflosciarsi e non mostrare quei bei petali aperti alla vita. Se iniziamo a lavorare con i Chakra possiamo migliorare la nostra salute fisica, mentale, emozionale e spirituale, andando quindi ad impattare su tutti i nostri piani di esistenza. Il lavoro sui Chakra è un lavoro che ognuno dovrebbe intraprendere per cambiare la propria vita, il proprio sentito, il proprio stile di pensiero. Ogni Chakra è un universo a sé, anche se unito a tutti gli altri Chakra, come una mappa della coscienza che ci mostra le coordinate del nostro sviluppo personale. Quando entriamo in contatto con ii nostri Chakra in maniera dinamica, questo ci aiuta a fare scelte più consapevoli e responsabili, per affrontare in maniera entusiasmante il percorso della nostra esistenza su questa Terra.
PRIMO ESERCIZIO CON I CHAKRA
Mettetevi in piedi o seduti, l’importante è che la colonna vertebrale sia dritta ma non rigida. Gambe e braccia rilassate e non incrociate. Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro e a concentrarvi su di esso. Sentite l’inspirazione arrivare da un punto sopra la vostra testa, la corona. Poi spingete quell’inspirazione al centro del vostro corpo, fino a lasciare il respiro, espirando alla base della vostra colonna. Seguite questo ritmo per circa dieci respirazioni e poi invertite. Iniziate ad inspirare dalla base della vostra colonna, facendo salire il respiro fino al centro del vostro corpo e lasciandolo andare, espirando, sulla sommità della vostra testa. Continuate così per altre 10 respirazioni e poi invertite di nuovo. L’esercizio può durare quanto volete voi, sarebbe bene non meno di 5 minuti.
SECONDO ESERCIZIO CON I CHAKRA
Questo esercizio è tratto dagli insegnamenti di un mio maestro sciamano. Mettetevi sempre in piedi o seduti (meglio ancora se all’aria aperta, appoggiando la schiena ad un albero). Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro. Quando il respiro inizia a rallentare, visualizzate voi stessi come un albero. I vostri rami si aprono sopra di voi, sopra la vostra testa, e le radici si allungano profondamente dentro la terra. Sentite i 4 elementi che vi nutrono : il sole riscalda tutto il vostro essere, il vento vi rinfresca, sentite la Terra che accoglie le vostre radici, fino a sentire l’acqua sotterranea che vi alimenta. Il tutto è piacevole, lasciatevi andare al ritmo della Natura. Respirate attraverso i vostri rami, prendete dentro di voi l’aria e il sole, mandate il vostro respiro lungo tutto il vostro tronco e lasciatelo andare, espirando, attraverso le radici nella terra e nell’acqua. Seguite questo ritmo per circa 10 respirazioni e poi invertite il flusso. Ora inspirate dalla Terra e dall’acqua viva, portate quel respiro su attraverso le radici, su per il tronco e fino ai rami dove lo lascerete andare, espirando, nell’aria e nel sole.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
Parlo spesso, e non solo in questo Blog, di risveglio, di non essere vittime inconsapevoli della nostra mente, di non lasciarci andare al continuo affollamento di pensieri inutili, che non aiuta a rimanere centrati sui nostri obiettivi o sul nostro sentito.
Ho già parlato di Meditazione, di come funziona e di come ci può essere di sostegno per vivere una vita più serena e consapevole. Una Meditazione alla quale dedicarci nel nostro spazio silenzioso, in tutta calma e rilassatezza. Ci sono però dei momenti nel corso della giornata in cui abbiamo veramente bisogno di rimanere concentrati su quello che stiamo facendo e, lo sappiamo benissimo, le distrazioni sono sempre in agguato, pronte a distogliere la nostra attenzione e il nostro focus.
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Naturalmente ci rendiamo conto dell’importanza della concentrazione solo quando… l’abbiamo persa. Esattamente quello che succede con tutte le cose belle della vita, quando le lasciamo andare e ci rendiamo conto della loro importanza nel momento in cui non le abbiamo più. Per fortuna la concentrazione la possiamo recuperare in qualsiasi momento.
Le distrazioni sono infinite e, negli ultimi anni, si sono aggiunte quelle che arrivano dalla tecnologia mobile, dagli strumenti multimediali, dai messaggi di ogni genere e natura, che ci portano a livelli pericolosi di disattenzione.
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LA CONCENTRAZIONE, COME FUNZIONA
Di tutti le informazioni che ogni giorno arrivano a noi, attraverso i nostri organi sensoriali, solo una parte viene selezionata dal nostro cervello. Il cervello filtra tutto ciò che entra nella nostra sfera di realtà, lasciando solo informazioni e stimoli che siano utili e, soprattutto, funzionali nella nostra vita. Questo è uno degli innumerevoli compiti del cervello inconscio.
Attraverso la concentrazione diamo però input al cervello inconscio di centrarsi su ciò che realmente ci interessa e di cui abbiamo davvero bisogno, tanto da sostenere il cervello inconscio nei processi di miglioramento e di sviluppo personale. In pratica, quando ci alleniamo nell’attivazione della concentrazione conscia, trasmettiamo al nostro cervello inconscio tutti quegli stimoli e quei processi che restano attivi ed impressi anche quando la nostra attenzione conscia è a riposo.
Mettendo in pratica la concentrazione impariamo a non essere più dominati dalla nostra mente, fatta di abitudini e risposte automatiche, ma a diventare noi il vero comandante della nostra mente. Così facendo possiamo diventare i maestri di noi stessi.
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TECNICHE DI CONCENTRAZIONE
E’ tanta la letteratura al riguardo. Tra tutti mi sento di consigliare “Esercizi di Concentrazione” di Mouni Sadhu, un testo dove vengono riportati degli esercizi molto efficaci e pratici con uno sguardo rivolto alla tradizione orientale. Altro testo da prendere in considerazione è “L’Arte della Concentrazione” di Harriet Griffey, con la descrizione di tecniche ben mirate e seconda del contesto di applicazione.
PRIMA TECNICA DI CONCENTRAZIONE
Quando ti stai rendendo conto di essere distratto da fattori esterni o interni alla tua persona, fermati per un minuto e unisci le due mani per i polpastrelli, tenendo le dita della mano ben distanziate. Poi senza muovere la testa guarda verso sinistra, poi verso destra e riporta lo sguardo in avanti. Riprendi la tua attività.
SECONDA TECNICA DI CONCENTRAZIONE
Nel momento in cui desideri riprendere la concentrazione persa, inizia a picchiettare leggermente la sommità della tua testa con le dieci dita per una decina di volte. Con gli indici picchietta per otto volte sul lato interno delle sopracciglia, ripeti sul lato esterno delle sopracciglia e poi sotto gli occhi, sempre per otto volte. Prosegui picchiettando sempre leggermente sopra il labbro superiore e poi sul mento, sempre per otto volte su ogni punto. Alla fine scuoti le mani.
TERZA TECNICA DI CONCENTRAZIONE
Fermati un momento per riprendere la tua attenzione, chiudi gli occhi, fai due respirazioni profonde e riprendi la respirazione normale sempre ad occhi chiusi, concentrandoti sul tuo respiro. Riapri gli occhi e osserva tutto intorno a te, gli oggetti, le cose, le persone, tutto. Osserva tutto con una visione circolare da sinistra verso destra e torna indietro. Adesso puoi riprendere la tua attività abituale.
Vi auguro di praticare la concentrazione al meglio !
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
LA LUNA E IL FEMMINILE La Luna, il nostro satellite misterioso e magico. Quante culture e tradizioni antiche l’hanno coinvolta in riti misterici, influssi magici, le hanno attribuito diversi nomi, quanto è stato scritto su di lei sotto ogni forma.
La Luna ai nostri occhi appare ancora oggi in tutto il suo fascino e mistero, la osserviamo sempre con occhi sognanti e non ci stanchiamo mai di esaltarne la sua bellezza, perché tutte le volte che ci appare sembra sempre che abbia qualcosa di nuovo e diverso. La Luna riesce tutte le volte ad incantarci con la sua bellezza e a lasciarci per alcuni secondi senza parole e senza pensieri, trasportandoci in un mondo di fantasia ed emozione.
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Da sempre collegata al femminile, alla Grande Dea, agli antichi e misteriosi culti di Demetra, Cibele, Freya, Astarte, Semele, Diana, Nat e molti altri, i quali ancora oggi rimangono non del tutto conosciuti sia agli storici che agli studiosi delle forme religiose ed iniziatiche dei popoli antichi. Infatti è stato molto complicato fare delle deduzioni sulla base dei pochi reperti archeologici arrivati sino a noi o sulla base di scarsissimi scritti esistenti. Di sicuro sappiamo che questi culti misterici erano riservati soltanto alle donne, che rimasero sempre protette da una forma di riservatezza e di silenzio, ancora più segrete rispetto alle tradizioni iniziatiche maschili.
La letteratura è piena di testi che trattano questi argomenti sul femminile e i culti che riguardano la Luna.
Ma in questo articolo voglio dedicarmi a qualcosa di diverso, fare una specie di gioco: spiegare le diverse fasi lunari e cercare di comprendere come queste influiscano sulla nostra vita. Non solo, ma sulla base del nostro anno e giorno di nascita andare a scoprire in quale precisa fase lunare siamo venuti al mondo e vedere se quelle peculiarità e caratteristiche si rispecchiano in noi.
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LE FASI LUNARI
Innanzitutto bisogna andare a vedere, sulla base del nostro anno e giorno di nascita, in quale fase lunare siamo nati. Il web mette a nostra disposizione questo calendario lunare che va dall’anno 1900 al 2030.
Cliccando sull’anno si apre una schermata con tutti i mesi, all’interno dei quali per ogni giorno viene visualizzata la relativa fase lunare. Questo calendario è anche molto utile per conoscere le varie fasi dell’anno in corso e dedicare una parte del nostro tempo ad esaltare, ringraziare, potenziare ciò che più ci interessa davanti ad una meravigliosa luna piena o, meglio ancora, nella sua fase in cui siamo nati, perché è importante tenere conto della fase che, in qualche maniera, ci appartiene dalla nascita.
Personalmente nella fase lunare del mio giorno di nascita amo dedicare del tempo a mostrare alla luna i miei progetti, i miei desideri, sotto qualsiasi forma, sia scritta che verbale o in forma meditativa. Usate la vostra immaginazione e lasciatevi guidare dal vostro intuito, che non sbaglia mai, e troverete la formula che è solo vostra e che più vi calza, sarà il vostro piccolo, prezioso ed unico rito.
FALCE DI LUNA
La Luna inizia il suo viaggio attorno alla terra. Dopo circa tre giorni dalla Luna nuova o nera, la piccola parte della superficie illuminata dal sole si mostra come una piccola falce. Coloro che sono nati nella fase lunare che va da 45 ai 90 gradi di fronte al sole appartengono alla falce di Luna.
Chi è nato in questa fase prova l’assoluta necessità di agire e di autoaffermarsi. La spinta ad iniziare sempre nuove attività o progetti è predominante e nasconde, talvolta, il desiderio di liberarsi dal passato, tanto che, spesso, queste persone si sentono letteralmente schiacciate da tutto quello che è stata la loro vita fino a quel momento. C’è anche da dire che questa fase lunare è loro favorevole per mettere in moto iniziative ricche e creative, nelle quali riescono egregiamente.
PRIMO QUARTO
Coloro che sono nati nell’arco che va da 90 a 135 gradi di fronte al sole appartengono alla fase lunare del primo quarto.
La Luna è progredita di novanta gradi, compiendo così un quarto dell’intero viaggio. Chi è nato in questa fase lunare sente un grande bisogno di essere coinvolto in attività decisionali ed anche manageriali, al fine di sentirsi motivato o realizzato. Sono in grado di sistemare tutte le cose a proprio vantaggio Sono persone che ritengono importante ed essenziale creare delle solide basi per il futuro. Infatti sono più portati alla concretezza che non ai sogni. Hanno la caratteristiche di trovare comunque un bell’equilibrio, dato proprio dall’essere per metà in luce e per metà in ombra.
LUNA CRESCENTE
Tutti coloro che sono nati nell’arco che va da 135 a 180 gradi di fronte al sole sono i tipi di Luna crescente.
Chi è nato in questa fase lunare attribuisce grande importanza alla crescita personale. Si tratta di individui che sentono la spinta di offrire qualcosa di valido come loro personale contributo alla società e faranno di tutto per ottenere questo scopo. Avere le idee molto chiare per queste persone è di estrema importanza ed hanno la mente sempre proiettata verso il raggiungimento di ideali legati ad una giusta causa. Sembra quasi che gli ostacoli della vita ad un certo momento vengano spazzati via dalla loro determinazione e chiarezza di intenti.
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LUNA PIENA
Coloro che sono nati in Luna piena e nei tre giorni e mezzo immediatamente successivi sono tipi di Luna piena.
In queste persone è molto spiccato il desiderio di apparire pubblicamente, di essere gratificati e riconosciuti per ciò che hanno fatto ed ottenuto, realizzando che tutto ciò in cui hanno operato abbia dato dei bei frutti visibili a tutti. E’ molto evidente anche la capacità di comprendere e collegare tra loro in modo chiaro e obiettivo le relazioni interpersonali. Possono essere considerati dei veri guerrieri, apprezzati per il proprio operato, proiettato al bene non solo personale ma anche comune.
LUNA CALANTE
Coloro che sono nati nell’arco che va da 135 a 90 gradi dietro il sole o, se si preferisce, nel periodo compreso fra tre giorni e mezzo ed il settimo giorno successivi alla Luna piena, sono tipi di Luna Calante.
La loro capacità più evidente è quella di essere capaci di mettere in pratica conoscenze ed esperienze. Sono bravissimi nel riconoscere e mettere in giusto risalto la parte migliore del lavoro altrui. Sono ottimi propugnatori di tutto ciò che ritengono meritevole di essere diffuso, dalle proprie alle idee altrui. Trovano sempre il momento propizio per promuovere o sviluppare qualcosa di buono, di cui si sentono orgogliosi e che desiderano condividere con il mondo intero.
ULTIMO QUARTO
Coloro che sono nati nell’arco che va da 90 45 gradi dietro il sole sono i tipi di Ultimo Quarto.
La loro prerogativa principale è di concretizzare nella vita di tutti i giorni i propri ideali. Nelle relazioni, talvolta, tendono ad irrigidirsi in atteggiamenti e convinzioni che si sentono come in dovere di difendere. Non si spaventano davanti a nulla, tanto meno di lavorare per un futuro che forse non vedranno mai, proprio come coloro che piantano dei semi che solo le generazioni future vedranno come alberi. Sono sempre animati da forte entusiasmo e determinazione, che li guida nella realizzazione di tutto ciò in cui fermamente credono.
ULTIMA FALCE
Questa fase è anche chiamata “balsamica” e si considerano i tre giorni e mezzo prima dell’arrivo della Luna Nuova o Nera o subito dopo l’ultimo quarto di Luna.
Le persone nate in quest’ultima falce di Luna sono persone estremamente sensibili, dotate di caratteristiche e peculiarità che le qualificano come sensitive. Avvertono intenso il sentimento del destino sociale, benché si muovano prevalentemente sul sentiero che conduce alla realizzazione dei propri obiettivi. Sono fortemente predominanti facoltà intuitive ed emozionali. Prevale un diffuso senso di conservazione, di mettere da parte per il futuro. Sono molti portati a definire progetti ed obiettivi nel lungo termine, che generalmente portano a conclusione.
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LUNA NUOVA
Coloro che sono nati in Luna Nuova o nei tre giorni e mezzo immediatamente successivi sono tipi Luna nuova.
Siamo in presenza di persone singolari, impulsive e molto emotive con gli altri e con la società in generale. Talvolta hanno difficoltà a distinguere tra sogno e realtà. Certamente però è anche un abile apripista, un individuo che riesce ad influenzare chi gli vive vicino, in modo che quello che egli compie oggi, gli altri saranno in grado di farlo un domani. Queste persone amano le ripartenze in ogni loro forma, e se per ripartire è necessario fare piazza pulita di tutto ciò che è diventato obsoleto e inutile, sono ancora più determinati a raggiungere lo scopo.
Buone fasi lunari a tutti !
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
GLI ESSENI Non abbiamo molte notizie su questa antica comunità, che sembra avere vissuto nel II secolo a.C. Le uniche testimonianze storiche che abbiamo le ricaviamo da Tito Flavio Giuseppe, da Plinio il Vecchio e da Filone Alessandrino, che li descrivono tutti come una sorta di confraternita, ritirata dalla società dell’epoca, e che possedevano una filosofia di vita tutta loro.
Fu solo tra il 1947 e il 1957, con il ritrovamento dei Rotoli di Qumran, a 30 km da Gerusalemme nei pressi del Mar Morto, che abbiamo potuto ottenere maggiori e più dettagliate informazioni su questo popolo. Infatti alcuni di questi rotoli contenevano la descrizione della vita e del pensiero di questa comunità. Non è un caso se la filosofia di vita degli Esseni avesse molti tratti in comune con i Veda o il buddhismo.
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In breve, il loro pensiero si basa sulla piena consapevolezza dell’essere umano che al suo interno porta tracce dell’essenza Divina e che, nel corso delle varie esperienze terrene, ha il compito di ritrovare il progetto dell’Anima per riunirsi alla scintilla divina e al suo diventare luce. Tante teorie dei giorni nostri fanno risalire il pensiero e l’appartenenza di Gesù a questa comunità. Basti pensare agli scritti di Anne Givaudan e Daniel Meurois “L’altro volto di Gesù” e “Le strade di un tempo, memorie di un Esseno”.
GLI SPECCHI ESSENI
La teoria degli Specchi Esseni non è propriamente descritta negli antichi manoscritti ritrovati vicino al Mar Morto, per lo meno non come li conosciamo noi. Possiamo parlare di una rielaborazione e di una sintesi ad opera degli stessi Meurois-Givaudan su menzionati, ma soprattutto da parte dello scienziato e studioso Gregg Braden, il quale ne fa sempre riferimento in ogni suo splendido testo.
La teoria degli Specchi Esseni, come viene elaborata da Braden, riguarda essenzialmente il rapporto che intercorre tra noi e gli altri, dove gli altri fanno da specchio alle nostre emozioni e al sentito di quel momento. Noi abbiamo nelle nostre mani la piena responsabilità della nostra vita e, a volte, la Vita stessa ci viene in aiuto nella nostra crescita ed evoluzione personale attraverso coloro che abbiamo scelto di accogliere nel nostro cammino, affinché ci mostrino chi siamo veramente, anche in quegli aspetti che abbiamo la tendenza di tenere segreti, poiché sono quelli che meno ci piacciono, ma sono quelli attraverso i quali, riconoscendoli ed accettandoli, possiamo dare una reale svolta alla nostra esistenza.
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LA LEGGE DI RISONANZA
C’è molta superficialità nella definizione di Specchi Esseni, nel senso che si tende a sintetizzare il tutto nell’unica teoria del “ciò che trovo fastidioso negli altri, è una caratteristica che mi appartiene e che non voglio vedere”. Non è proprio così riduttivo e la teoria degli Specchi Esseni è molto più articolata e complessa ed intenderli con un’unica affermazione può essere solo fuorviante.
E’ vero che le situazioni esterne e gli altri si riflettono in noi come in uno specchio, ma è anche vero che non tutte le situazioni hanno questo riflesso nella stessa maniera. Per esempio possiamo incontrare persone che ci fanno comprendere attraverso di loro quali possono essere i nostri blocchi o ciò che non ci piace di noi, ma ce ne sono altre, forse la maggior parte, che invece ci aiutano a cogliere quelle caratteristiche che non abbiamo ancora afferrato di noi stessi, che non abbiamo il coraggio di tirare fuori o che abbiamo totalmente dimenticato.
Gli Specchi Esseni fanno dunque riferimento a quello che oggi chiamiamo “la legge di risonanza”, di cui anche la fisica quantistica tratta ampiamente nelle sue teorie. La risonanza è tale per cui ognuno attrae l’ambiente più congeniale per il proprio grado di evoluzione e al fine di compiere il prossimo passo sul proprio percorso di Vita.
E’ in effetti una vera e propria legge dell’Universo, perché non ha deroghe: tutto ciò che viene osservato nel proprio mondo è stato in qualche modo attratto, proprio per poter riuscire più velocemente nella propria evoluzione.
Tutto ciò che accade nella vita, che ci piaccia o no, lo abbiamo attratto per risonanza e, da un punto di vista evolutivo, che talvolta ci sfugge, siamo sempre nel posto più giusto e migliore in cui potremmo essere. Se ciò che ci circonda non lo troviamo a noi congeniale, sarà necessario un cambiamento interiore per risintonizzare le nostre frequenze e risonanze. Basterà cambiare il nostro interno, affinché anche il riflesso esterno assuma altri connotati per noi più piacevoli e armonici.
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I 7 SPECCHI ESSENI
I 7 specchi Esseni rappresentano i 7 diversi stati di consapevolezza. Non ce n’è uno meglio dell’altro, ma tutti quanti concorrono a far comprendere dove siamo in questo esatto momento e cosa ci serve per la nostra migliore evoluzione.
Diamo solo pochi cenni qui di seguito ai contenuti dei 7 Specchi Esseni, rimandando l’approfondimento ai libri di Gregg Braden oppure ad un testo molto interessante ed esaustivo di Giovanna Garbuio“Gli Specchi Esseni”, la quale arriva addirittura a descrivere 14 Specchi Esseni.
Primo specchio: ci indica chi siamo davvero nel qui e ora e ci mostra come reagiamo a ciò che ci piace o non ci piace. E’ lo specchio più conosciuto e compreso, come dicevo prima, ma sicuramente c’è molto oltre.
Secondo specchio: riguarda il giudizio. Ciò che ci viene detto come giudizio o il giudizio emesso da noi riflette cosa pensiamo della nostra situazione attuale.
Terzo specchio: riflette ciò che ci manca o che abbiamo perduto. Fa riferimento all’innamoramento e alla consapevolezza che quell’attrazione, di qualsiasi tipo, rifletta una parte di noi che abbiamo dimenticato o rinunciato con la perdita della persona. E’ uno sguardo al passato per capire cosa possiamo recuperare oggi di ciò che ci piaceva.
Quarto specchio: riguarda le dipendenze. Le dipendenze di oggi, anche metaforiche come il lavoro, la famiglia, il denaro, ci hanno fatto dimenticare quelle che erano le nostre passioni più vere e profonde.
Quinto specchio: riguarda il rapporto con i nostri genitori e al richiamo del nostro rapporto con il maschile e il femminile. Quando questo rapporto non è in equilibrio tendiamo a ricadere negli stessi comportamenti dei nostri genitori o a trovare partner che li richiamino, facendo loro da specchio.
Sesto specchio: riguarda “l’oscura notte dell’Anima”. Sono tutte quelle situazioni che si presentano come delle proprie e vere sfide nell’arco della nostra Vita e il modo con cui le affrontiamo. Queste sfide non sono punizioni, ma riflettono il modo di superare o meno le nostre paure più profonde e ataviche, facendo in modo di trovare all’interno di noi tutte quelle risorse necessarie.
Settimo specchio: riguarda il paragone. E’ uno specchio molto sottile ed ignorato. Ci incoraggia ad osservare le nostre qualità, i inostri talenti, i nostri successi e a considerare le nostre debolezze ed insuccessi distaccandocene senza paragonarci a nessun altro. Facendo ciò arriveremo a riscontrare quella che è la nostra natura più divina e perfetta. Questo specchio ci esorta ad essere noi e solo noi il perno e il punto di riferimento di noi stessi.
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ESERCIZIO CON GLI SPECCHI ESSENI
Prendete come riferimento uno dei 7 Specchi Esseni, quello che in questo momento vi attrae di più o che sentite di voler approfondire per evolvere nel qui e ora.
Mettetevi in uno stato di rilassamento, lontani da distrazioni varie. Concentratevi sullo specchio che avete scelto e ripetete mentalmente, dentro di voi, la qualità di quello specchio e cosa suggerisce. Siate onesti con voi stessi nell’ascoltare la risposta che dovesse arrivare. Fatevi consigliare, chiedete dettagli, arriverà tutto.
Osservate nei giorni seguenti che cosa accade nella vostra vita, quali sono gli specchi che si mostrano davanti a voi. Tutto ciò che arriva è ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra crescita ed evoluzione. Accettare è la parola chiave. Consapevoli che tutto ciò che non è in risonanza con me lo posso sempre cambiare.
Vi auguro i migliori specchi per la vostra Vita!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
I VAMPIRI Nella letteratura e nel cinema i vampiri hanno avuto sempre un ruolo da protagonista in storie terrificanti e agghiaccianti. Lo scrittore irlandese di romanzi gotici Bram Stoker scrisse nel 1897 un romanzo che è diventato un vero e proprio cult. Sto parlando del libro dal titolo “Dracula”.
Dracula, il vampiro per eccellenza, sul quale sono state realizzate infinite versioni sia nella letteratura che nelle trasposizioni cinematografiche, come “Miriam di sveglia a mezzanotte”, con degli indimenticabili Catherine Deneuve e David Bowie, “Intervista col vampiro” con attori del calibro di Brad Pitt, Tom Cruise e Antonio Banderas, “Nosferatu il vampiro”, che è diventato un’icona del cinema dal 1922 quando fu proiettato per la prima volta sul grande schermo, fino ad arrivare alla saga di “Twilight” che ha appassionato non solo gli adolescenti ma anche il pubblico adulto dei nostri tempi.
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Nella tradizione il vampiro è un essere costretto a vivere lontano dalla luce del sole e a rifugiarsi nelle tenebre, nelle ore notturne, durante le quali assale le sue vittime succhiando loro il sangue per la sua sopravvivenza. Il vampiro è diventato dunque la metafora di colui che si alimenta dell’energia delle persone. Il sangue, che nella Kabbalah ebraica è “dam” rappresenta l’energia vitale dell’essere umano. Infatti non a caso “dam” è la radice di Adamo, il primo essere vivente sulla terra, colui che porta dentro di sé l’energia necessaria alla vita.
I VAMPIRI ENERGETICI
I vampiri energetici sono dappertutto. Molto spesso crediamo che questi esseri siano solo al di fuori noi, ma non è così. Anche noi siamo vampiri energetici per qualcun altro, sia che ne siamo consapevoli che non. E’ bene sapere che nessuno è esente dall’esserlo. Quante volte neghiamo un saluto, non ricambiamo un sorriso, ci inalberiamo con qualcuno per un nonnulla, non prestiamo attenzione al nostro interlocutore o non diamo il giusto riconoscimento ad un merito? Ecco, il vampiro energetico vive in ognuno di noi e parte proprio da qui il suo comportamento, dai piccoli gesti quotidiani quasi insignificanti, fino ad arrivare a situazioni molto più estreme e patologiche.
Ci tenevo a fare questa precisazione affinché fosse chiara la posizione di ognuno e farci rendere conto quando e in quali situazioni abbiamo adottato questo insano comportamento. Detto questo, possiamo affermare che un vampiro energetico è colui che in qualche maniera sottrae l’energia di qualcuno, ricercando la sua dose giornaliera a discapito di chiunque gli capiti a tiro, perché ogni occasione è buona per alimentarsi dell’essenza vitale degli altri, come fanno tutti i bravi parassiti.
RICONOSCERE I VAMPIRI ENERGETICI
Esiste una ricca varietà di testi sull’argomento. Il primo testo che voglio citare è dell’autore Mario Corte con il suo libro “Vampiri energetici, come riconoscerli e come difendersi”. Corte entra molto nel dettaglio di ogni tipo di vampiro, dal più innocuo a quello più aggressivo e manipolatore, descrivendolo nel dettaglio. Traccia anche delle linee guida per difendersi da questi esseri e lo fa in maniera pratica, analizzando ogni forma del binomio predatore-vittima. Un libro che consiglio vivamente a tutti coloro che si sentono preda di esseri che talvolta appaiono nella loro duplice forma di ammaliatori e manipolatori.
Un altro autore che descrive nel dettaglio i vampiri energetici parlando di “pendoli” è il russo Vadim Zeland in tutti i suoi libri che trattano del “Transurfing”. C’è da dire che Zeland tratta di diversi argomenti e che quello dei “pendoli energetici” è uno dei tanti, forse il primo e anche il più importante. Credo di essere una delle rarissime persone a cui Zeland scrisse in risposta a una mia mail e che in seguito ho avuto anche modo di incontrare nell’unica sua presenza in Italia diversi anni fa, in occasione della presentazione di un suo libro. Autore enigmatico di cui si sa ben poco, rimane uno degli scrittori a cui mi sono particolarmente affezionata.
Il vampiro che si alimenta della nostra energia lo si riconosce molto facilmente solo se siamo svegli e centrati. Al contrario saremo prede facili e inconsapevoli, alla loro completa mercé, rimanendo alla fine con una sensazione di vuoto, di disagio, di fastidio, di frustrazione e di impotenza. Un vampiro energetico si muove su tutti i livelli di esistenza, da quello mentale a quello emotivo, da quello fisico a quello spirituale. Non fa differenza, l’importante è prendere, prendere e ancora prendere. Solo se sappiamo come difenderci, questo parassita dell’energia cadrà nel vuoto, arrancando e scivolando via come goccia d’acqua su una superficie liscia. Dobbiamo divenire questa superficie liscia se non vogliamo farci agganciare dai suoi falsi e illusori comportamenti.
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DIFENDERSI DAI VAMPIRI ENERGETICI
Elenchiamo qui di seguito una serie di efficaci strumenti da adottare per allontanare o annullare le azioni o i pensieri di questi esseri inutili alla nostra esistenza. Primo fra tutti e di estrema importanza è la consapevolezza. Essere consapevoli dei nostri pensieri, emozioni ed azioni è la conditio sine qua non per uscire indenni e fortificati da questi incontri deleteri per il nostro stato energetico. Uno stato di risveglio e consapevolezza lo si può raggiungere con la Meditazione, con la ripetizione consapevole dei Mantra, ma anche con alcuni accorgimenti che possono in extrema ratio salvare il nostro campo aurico ed energetico. Se non siamo veloci ad intervenire attraverso la nostra centratura anche i metodi di seguito consigliati cadrebbero nel vuoto, poiché ci si dimenticherebbe di adottarli e di farli funzionare in maniera efficace. Non scordiamoci mai che tutto parte da noi e che siamo noi a determinare il nostro stato di salute psico-energetica.
LA VISUALIZZAZIONE
Uno degli strumenti più efficaci e a costo zero è la visualizzazione. Questa tecnica di largo uso nelle tradizioni sciamaniche di ogni paese e tempo si avvale della nostra immaginazione, eseguita con l’intento fermo e sicuro di proteggere la nostra bolla energetica, Aura o corpi sottili. Visualizziamoci all’interno di una bolla, che può assumere un qualsiasi colorazione, dorata o verde o semplicemente bianca, l’importante è che sia luminosa e brillante. Sentiamoci sicuri e protetti all’interno di questo uovo energetico, ben consapevoli che niente e nessuno può scalfirlo, perché è forte e resistente come uno scudo.
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Si può adottare questa tecnica tutte le volte che sappiamo in anticipo di dover incontrare qualche persona che non è in linea con le nostre energie oppure nel momento stesso in cui se ne presentasse la necessità. In quest’ultimo caso però dobbiamo ricordarci di attivare il nostro focus sulla bolla e lo possiamo fare solo se? Beh, avete capito.
TECNICHE ENERGETICHE
Tutte le tecniche energetiche possono essere efficaci, dal Reiki al Pranic Healing, dalla Bioenergetica al Qigong, dalla Reconnection alla Matrix Energetics e a tutte le altre. Chi è operatore in questi ambiti, può utilizzarle con estrema facilità, avendo imparato come eseguire passo passo il loro utilizzo. Ognuna di queste tecniche fonda i propri principi sulla salvaguardia del proprio benessere e anche di quello degli altri. Per cui ci si può avvalere dei singoli operatori affinché possano intervenire energeticamente sul proprio campo aurico.
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Tutte le tecniche energetiche devono la propria efficacia soprattutto agli auto-trattamenti, che trovo una pratica essenziale per poter preservare e custodire in totale autonomia le proprie energie. Quindi, chi abbia frequentato corsi di questo genere non abbia dubbi o tentennamenti nell’usare le relative tecniche su se stessi.
CRISTALLI
Studio e opero con la Cristalloterapia dal 1996 e posso dunque consigliarvi qualche cristallo che ha la peculiarità di proteggere e difendere dagli attacchi dei ladri energetici.
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La prima in assoluto, che non dovrebbe mai mancare, è la Tormalina Nera, che, per propria conformità fisica e chimica, riesce ad allontanare dal proprio campo aurico le energie indesiderate di qualsiasi tipo, anche le nostre. Infatti questo cristallo meraviglioso, attraverso le sue numerose scanalature in superficie, ha la tendenza a far scivolare via tutte quelle energie pesanti che sono sia in entrata (quelle degli altri) che in uscita (le nostre attraverso pensieri ed emozioni). E’ quindi una protezione a tutto tondo, a 360 gradi, perché anche noi, talvolta, siamo i peggiori nemici di noi stessi.
Un piccolo pezzetto di Tormalina grezza va portata nella tasca della giacca o dei pantaloni, purché a sinistra, perché è alla nostra sinistra che entra il flusso energetico per poi uscire dalla nostra parte destra. La Tormalina può anche essere utilizzata per allontanare le onde elettromagnetiche di cellulari, televisione, apparecchi vari, semplicemente posizionandola in prossimità di queste apparecchiature. L’importante è lavarla spesso sotto l’acqua corrente in modo da eliminare qualsiasi impurità assorbita.
Altri cristalli che hanno la funzione protettiva sono il Quarzo Ialino o di Rocca, il quarzo per eccellenza dalle infinite proprietà, la Staurolite che nasce con la sua naturale forma a croce, la Andalusite Chiastolite, con una croce celtica naturale al centro, la Parideira, molto rara che nasce in Portogallo e viene letteralmente partorita da un enorme blocco di granito che mette alla luce queste piccole pietre, l’Acquamarina, una vera e propria pietra scudo, Il Corallo Rosso che non è una vera pietra ma una specie marina. Questi cristalli possono essere indossati grezzi oppure sotto forma di gioielli. Ovviamente, nella loro forma grezza e naturale hanno un’efficacia e un potere maggiore.
Buona protezione a tutti!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
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