Giu 5, 2024 | Consapevolezza, Crescita personale, Spiritualità
Il tema del potere delle piramidi è uno di quei temi tanto affascinanti, quanto ancora oggi misteriosi e segreti.
Infatti, nonostante decenni di studi e ricerche, molte domande legate alle piramidi rimangono ancora oggi avvolte nel mistero.
Tante sono ancora le questioni irrisolte e tuttora indecifrabili. Molte sono le simbologie legate a questi antichi monumenti e, in questo articolo del mio Blog, cercheremo di interpretarne qualcuno.
Leggi fino alla fine, perché ci sarà una meditazione legata alla piramide, questo simbolo tanto arcaico quanto primordiale.
Il potere delle piramidi: Simbologia delle piramidi
Per gli antichi Egizi, le piramidi non rappresentavano soltanto delle semplici tombe monumentali, tutt’altro, esse erano cariche di un profondo simbolismo religioso, filosofico e alchemico.
Il primo è il simbolo solare, associato al dio egizio del sole Ra.
Infatti, la superficie era rivestita in calcare bianco e rifletteva la luce del sole come un enorme specchio, a rappresentare sia la luce divina che la resurrezione del faraone nell’aldilà.
Il secondo simbolo era la scala verso il cielo.

Basti infatti vedere la stessa forma della piramide, che diventa sempre più sottile salendo verso l’alto.
Questa era la scala che dava modo al faraone defunto di ascendere verso il cielo e poter raggiungere il regno degli dei, senza dimenticare che l’angolo di inclinazione della piramide stessa era rivolto verso la stella polare, considerata la dimora eterna degli dei.
Il terzo simbolo, strettamente legato al secondo, è il simbolo del Cosmo.

Infatti, la disposizione delle piramidi nella Piana di Giza è tale da essere allineata alle stelle della cintura di Orione, creando un collegamento con i cicli celesti e cosmici. Questo non indica soltanto l’avanzata conoscenza astronomica degli antichi Egizi, ma collega le piramidi ad una riproduzione in miniatura dell’Universo stesso con al centro la figura del faraone nella sua essenza divina.
Altro simbolo è quello della dimora dell’Anima. Infatti all’interno della piramide si trovava la camera funeraria del faraone, dove la sua Anima avrebbe riposato, con tutta una complessa ed intricata struttura di corridoi e camere, che rappresentavano il viaggio dell’Anima verso il mondo dell’aldilà.
Il potere delle piramidi: l’unione tra cielo e terra
Tutto rimanda al significato simbolico più globale, e cioè all’unione tra cielo e terra, dove la base quadrata rappresenta la materia fisica e l’elemento terreno, mentre l’apice è il regno spirituale, il cielo e il divino.
Solo con questa forma il faraone poteva trascendere i limiti della materia e raggiungere il regno celeste. La piramide diventa allora un amplificatore di energia, attraverso il quale è possibile raggiungere la vera illuminazione.
Il potere delle piramidi: piramide e alchimia

Ma non mancano anche riferimenti all’Alchimia: il processo di costruzione della piramide, nella sua impeccabile struttura, impossibile da replicare oggi con le nostre più moderne tecnologie, può rappresentare il lavoro di trasformazione della pietra grezza in una forma perfetta, che è proprio l’opera alchemica di trasmutazione interiore.
Visto così, il processo di costruzione della piramide può essere visto come una vera e propria metafora del viaggio alchemico di perfezionamento e di purificazione dell’essere umano.
Le proporzioni armoniose delle piramidi incarnano l’idea dell’ordine cosmico e dell’equilibrio perfetto.
È innegabile che la piramide possa essere anche associata alla forma eterica dell’essere umano, dove la base rappresenta la sua parte fisica e materica, mentre la parte superiore, l’apice, simboleggia l’Anima e lo Spirito.
Il potere delle piramidi: la meditazione con la piramide

Mettiti in una posizione comoda e rilassata, chiudi gli occhi e concentrati sul tuo respiro.
Appena ti senti pronto visualizza di essere seduto o sdraiato nel centro esatto di una piramide. La piramide può avere le dimensioni che vuoi tu, non è importante, come riesci a immaginarla va bene.
Questo è un luogo amorevole, sicuro e protetto. Osserva adesso che dall’apice della piramide inizia a scendere una meravigliosa luce dorata che ti avvolge completamente.
Questa luce dorata è calda e avvolgente come il sole. Lascia che questa luce ti inondi della sua energia.
Questa luce può energizzare, purificare e riequilibrare tutto il tuo corpo fisico, mentale, emozionale e spirituale. Rimani in questo stato per qualche minuto.
Al termine osserva che la luce dorata inizia a ritirarsi, è questo il momento in cui puoi lasciare andare alla luce tutte le tue tensioni, di qualsiasi natura esse siano. E mentre la luce sta sempre più risalendo, sentiti libero, leggero sia nel corpo che nello spirito.
Quando ti senti pronto, ringrazia la piramide e la luce dorata, riprendi contatto con il tuo spazio fisico e quando vuoi riapri gli occhi.
Puoi tornare in questo luogo magico tutte le volte che vuoi.
Noi siamo Terra e Cielo, Spirito e Materia, noi siamo la piramide che tende al Tutto.
Buona pratica !
Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e formatrice olistica
Mar 16, 2023 | Consapevolezza, Crescita personale
Il 21 marzo 2023 alle ore 21 Serenella D’Ercole condurrà, su YouTube, il webinar gratuito
Il POTERE DEL SESTO SENSO
IL SESTO SENSO
Il Sesto Senso è quella strana percezione che arriva all’improvviso, senza che l’abbiamo cercata, senza sapere né da dove provenga e tantomeno come si sia sviluppata.
Il Sesto Senso si manifesta in un attimo, in una frazione di secondo ed è generalmente una brevissima sensazione difficile da definire, come una fugace allerta che non ci lascia il tempo di pensare. Così come velocemente si è presentata, altrettanto rapidamente ci abbandona, lasciando quel non so che di strano dentro di noi.
Ci rimane allora solo una cosa da fare: seguire quella momentanea intuizione o lasciarla perdere.
Qualunque sia stata la scelta, più tardi, a volte anche tanto tempo dopo, ci renderemo conto che quell’intuizione arrivata dal nulla aveva ragione. Il Sesto Senso, chissà perché, non mente mai. E’ come se avesse un fine, che a noi sfugge del tutto.
Nel webinar gratuito del 21 marzo 2023 “Il Potere del Sesto Senso” analizzeremo nel dettaglio questa fantastica facoltà che appartiene a tutti.
COSA VEDRAI AL WEBINAR
- Il Sesto Senso
- La Ghiandola Pineale
- Il Deja-Vu
- Il Terzo Occhio
- Mente, Coscienza e Anima
- Le Facoltà del Sesto Senso
- Come Sviluppare il Sesto Senso
Nov 26, 2020 | Consapevolezza, Benessere, Salute psico-energetica
Il Settimo Chakra è anche chiamato “Chakra della Corona“, poiché è collocato sulla sommità della testa, la fontanella dei neonati. È il Chakra che alimenta tutti gli altri centri energetici, essendo origine e punto di partenza per la manifestazione delle energie in tutti gli altri Chakra.
È il Chakra che ci connette con il nostro Sé Superiore, con il nostro essere completo e con la realtà cosmica e universale. È attraverso questo Chakra che viviamo e sentiamo l’energia del Divino, della Fonte Originaria, dell’Unità, del Tutto. Attraverso questo Chakra riceviamo il nutrimento dall’Energia Universale che ci porta alla piena e completa consapevolezza di essere parte di un tutto. Il Settimo Chakra non è mai completamente in disarmonia, ma nel caso in cui non fosse completamente in equilibrio, potrebbe portare a sentire tutta una serie di paure che renderebbero disarmonici tutti gli altri Chakra. La paura è solo uno stato mentale ed esiste solo se le diamo il permesso di manifestarsi.
Il termine in sanscrito Sahasrara significa “mille volte”, facendo riferimento al numero dei suoi petali, ma la sua radice esprime anche il concetto di “nato insieme, innato”, ad indicare che attraverso questo centro sin dalla nascita siamo in collegamento costante con il centro della Fonte in cui non esiste più dualità ma solo unione e unicità.
Le parole chiave che definiscono il Sesto Chakra e lo rappresentano sono: anima, abbandono e volontà interiore.

ANIMA
Esistono tante definizioni di Anima, io prediligo quella degli alchimisti, che l’hanno sempre considerata come ricettiva di tutte le esperienze di tutte le vite che ha percorso in tutti i tempi e in tutti i luoghi. L’evoluzione è sempre in progressione, mentre il tessuto del passato dell’Anima assorbe e riorganizza le nostre azioni e i nostri modi di apprendere. L’opportunità della reincarnazione permette di guadagnare esperienza e di creare equilibri. L’Anima governa la struttura del karma, spingendo all’azione con le sue leggi di causa ed effetto. Quando il viaggio karmico è vicino alla sua fine, diventa un bellissimo calice nel quale la scintilla dello Spirito può bruciare come forte fiamma.

ABBANDONO
Abbandono non va inteso come separazione, ma come un lasciarsi andare alla vita. Seguire le proprie intuizioni giorno dopo giorno, per seguire ciò che più ci fa stare bene. Se rimanessimo più concentrati al nostro interno per ascoltare noi stessi, sicuramente sapremmo perfettamente come fare. Diversamente ecco che la vita ci può incasellare in un titolo, ingabbiare in una situazione, rendere schiavi di un evento. L’abbandono, invece, presuppone una forte fiducia nel flusso dello Spirito e dell’Universo, che sono le uniche forze che guidano il nostro Essere, poiché sono ad esso intimamente connesse proprio grazie al Chakra della Corona.

VOLONTA’ INTERIORE
Si riferisce agli scopi della nostra Anima nell’attuale incarnazione. Quando la volontà più concreta riesce a liberarsi di una parte della sua severità e ad abbandonarsi alla volontà che entra in noi, allora la vita diventa più armoniosa e più spiritualmente guidata. E’ ben diversa dalla volontà mentale che utilizza lo sforzo per raggiungere i suoi obiettivi, infatti questa volontà interiore presuppone un costante e quotidiano lavoro di crescita, dove la fermezza non diventa durezza, ma lascia posto al semplice fluire e al distacco per meglio comprendere la realtà a noi esterna e, soprattutto, quella interna. Questi risultati sono possibili solo con la corona e il suo chakra. Se l’alleanza naturale con la volontà che entra in noi è difficile, il lavoro conscio con il Chakra della Corona sarà di grande aiuto.

IL COLORE
I colori primari del Settimo Chakra sono il viola e il bianco. Il viola ha la più alta qualità vibrazionale nello spettro dei sette colori. E’ il viola degli imperatori e dei re, profondo, ricco, regale. Il bianco è indice di perfezione e innocenza. E’ la pagina non scritta, l’innocente senza macchia, ma anche il colore dell’iniziato più alto che riflette la purezza proveniente da un ritorno all’innocenza, che sta al di là dell’esperienza. Il viola è un colore che pulisce, infatti visualizzarlo al Chakra della Corona aiuterà a ripulire le impurità del campo aurico. Il bianco e il viola aiutano a incoraggiare il rapporto con il nostro Io più nobile e con le guide. Questi colori, il bianco e il viola, indicano la capacità di conoscere se stessi e di sapere attingere alle capacità più profonde del proprio essere per far fronte alle difficoltà della vita. È quella sensazione di non essere mai soli, di sapere che siamo parte di un tutto, di un Universo che ci abbraccia e ci protegge. Sono colori strettamente collegati al senso di consapevolezza, al misticismo e alla spiritualità.

GLI ASPETTI FISICI
Gli organi fisici coinvolti nel Settimo Chakra sono la parte superiore del cervello, la ghiandola pituitaria, la pineale, di cui abbiamo già parlato in merito al Sesto Chakra e l’occhio destro. La ghiandola pituitaria regola il sistema endocrino. E’ il direttore di orchestra di tutte le ghiandole endocrine. E’ molto potente: secerne ormoni che sono responsabili della tiroide, delle ovaie, dei testicoli, delle surrenali che a loro volta producono altri ormoni. Controlla anche il metabolismo del corpo. Le complesse funzioni della pituitaria sono anche responsabili, in gran, parte, della struttura del nostro corpo e della maniera in cui esso funziona. Il collegamento del Chakra della Corona e la ghiandola pituitaria apre canali fisici attraverso i quali i propositi dell’Io Superiore possono riflettersi nei comportamenti del corpo e nel carattere che si manifestano sin dalla nostra nascita.

CONSIDERAZIONI FINALI DEL PECORSO CON I CHAKRA
I Chakra tutti sono dei trampolini di energia. Salendo verso l’alto, fino al Chakra della Corona, la velocità vibrazionale aumenta sempre di più. Attraverso la Corona noi facciamo esperienza degli stati di meditazione e ci sentiamo spiritualmente vivi. Ma lavorare soltanto con i Chakra superiori senza conoscere anche gli altri Chakra sarebbe come prendere in mano i fili dell’alta tensione. Dopo le meditazioni che si accentrano sui Chakra più alti, è necessario lavorare per ritornare pienamente nel mondo materiale in cui viviamo. E’ solo così che possiamo avvalerci dei vantaggi offerti dalla meditazione: una maggiore rilassatezza e un affinamento di noi stessi possono essere trasferiti nella realtà quotidiana, permettendoci di viverla con maggiore pienezza.
PRIMO ESERCIZIO PER IL SETTIMO CHAKRA – IL TEMPIO
Siediti o stenditi comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentra la tua attenzione sulla sommità della tua testa, senti come pulsa questo centro e rimani in questa sensazione per qualche attimo. Ora osserva, immagina o visualizza davanti a te un prato verde. Guardati intorno e osserva ogni dettaglio, i fiori, gli alberi, le foglie. Ad un certo punto scorgi una collina e vedi sulla cima un bellissimo tempio. Desideri raggiungerlo e per farlo percorri un sentiero. Nell’intraprendere questo viaggio puoi scegliere un compagno di viaggio, può essere un oggetto particolare o un animale. Continua a camminare fino ad arrivare di fronte al tempio, uno spazio sacro. Se senti di voler compiere un rituale prima di entrare nel tempio, fallo pure… possono essere dei passi particolari, una preghiera, la recitazione di un Mantra, togliere le scarpe o i vestiti, lavarti, scegli quello che più senti. Quando ti senti pronto, vedrai la porta del tempio che magicamente si apre di fronte a te. A questo punto entra e guardati intorno. Fai attenzione ai rumori o al silenzio, alle fragranze, ai colori, alla sua struttura. Trova un posto dove poterti sedere in questo tempio. A questo punto chiedi di poter vedere meglio la tua Anima, il tuo Io più nobile. E mentre sei assorto, vedi un Essere di Luce arrivare verso di te, offrendoti un calice da cui bere. E’ una coppa speciale e contiene una bevanda preziosa. Bevi con fiducia da questo calice e osserva se la tua mente adesso è più chiara, se arrivano le risposte che attendevi da tempo. Prenditi ancora qualche minuto di tempo. Una volta terminato il tutto, puoi riprendere la strada del ritorno. Questo è il tuo tempio e puoi ritornarci tutte le volte che vuoi e ricollegarti alla parte più nobile di te stesso, la tua Anima. Attraversa il cortile esterno e riprendi il sentiero.
Quando ti senti pronto, puoi riprendere il contatto con lo spazio intorno a te e ritornare nel qui e ora. E con i tuoi tempi riapri gli occhi.
SECONDO ESERCIZIO PER IL SETTIMO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della Corona, esattamente sula sommità della tua testa. Osserva come un raggio di luce bianca entra e irradia tutta la tua testa, e come scenda ad abbracciare tutto il tuo corpo. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach
Nov 19, 2020 | Benessere, Consapevolezza, Salute psico-energetica
Il Sesto Chakra è posizionato a circa un dito sopra il ponte del naso, al centro della fronte, per questo è anche chiamato “Terzo Occhio”. Questo Chakra è stato venerato sin dall’antichità ed è stato raffigurato sempre con svariati simboli, proprio ad indicare la potenza della visione interna, la capacità di vedere oltre il sensibile e il reale. È associato alle facoltà di elaborare e rendere comprensibili i concetti intellettuali, di visualizzare e di memorizzare. È collegato non solo al senso della vista, ma anche alla capacità di pensare in maniera creativa e rendere altrettanto creative le azioni. Questo processo ci porta alla piena consapevolezza della nostra esistenza e del nostro essere multidimensionale. Il Sesto Chakra ci aiuta ad aprire la nostra mente verso quella realtà non tangibile e usare le facoltà del pensiero per arrivare alla conoscenza attraverso tutte le facoltà psichiche di vedere, udire e percepire, come l’intuizione e la chiaroveggenza, con estrema velocità ed immediatezza. Il Sesto Chakra ci permette quindi di accedere a tutti i piani sottili della realtà.
Ho scritto un eBook sull’apertura del Terzo Occhio e come sviluppare le facoltà extrasensoriali dal titolo “Percepire l’Invisibile” che ha avuto un notevole successo, grazie anche agli innumerevoli esercizi presenti, volti proprio all’allenamento di questo occhio invisibile, spesso trascurato e dimenticato.
Il termine in sanscrito Ajna significa proprio “percepire”, ma anche “comando” e vedremo perché ha anche questa definizione.
Le parole chiave che definiscono il Sesto Chakra e lo rappresentano sono: visione, comando e ispirazione.

VISIONE
La visione è il livello più alto di intuizione, in quanto unisce la percezione alla conoscenza. Su un livello sottile, la visione penetra al di là dei confini del tempo e dello spazio e ci permette una più vasta comprensione dei mondi interiori. Quando la visione si attiva nel centro della fronte, è più facile incontrare Esseri di Luce, Spiriti Guida e Angeli. Abbiamo spesso delle forme spontanee di visione che possono anche essere chiamate “deja-vu”, che è quell’impressione di avere già vissuto quel preciso istante, quella precisa e breve esperienza nella propria vita. Chissà quante volte vi sarà capitato di avere la netta sensazione che quella situazione l’avevate già vissuta in precedenza o magari solo sognata. La caratteristica principale del deja-vu è la velocità di manifestazione, che tutte le volte ci lascia senza parole e ci spiazza costantemente, unita ad una strana sensazione che si prova subito dopo. E, soprattutto, ha a che fare con un processo che sembra andare, per una frazione di secondo, oltre il tempo e lo spazio, quasi a varcare una soglia che abbia condotto in una diversa dimensione.

COMANDO
Ecco che arriviamo al secondo significato della parola in sanscrito Ajna che è proprio comando. Con il risveglio di questo centro noi possiamo raggiungere un maggior controllo delle nostre esistenze e rispondere con maggior coscienza e sensitività ai “comandi” dello spirito che è nostro. Nel mio libro “Percepire l’Invisibile” spiego bene come dare un comando al nostro inconscio, utilizzando l’Intento. Una definizione vera e propria di questa particolare forma di intento non esiste, perché in realtà non si sa bene da dove nasca e cosa effettivamente sia. Può essere spiegato in tanti modi, senza avere un’unica precisa definizione. Quel che è certo, ed è ciò che a noi serve per i nostri scopi, è che l’intento funziona veramente e i risultati sono tangibili. Personalmente definisco l’intento come un “potere creativo”, un qualcosa che trascende totalmente la fisicità dei sensi e della mente. Molti confondono l’intento con l’intenzione, con la quale invece non ha niente a che vedere. Sono due concetti separati e distinti. L’intenzione appartiene alla volontà, dunque alla razionalità. L’intento invece è una vera e propria forza, un potere che si collega direttamente alla Fonte Energetica Universale e che lavora con i sensi più sottili.
ISPIRAZIONE
La parola si spiega da sé, nel senso che si può essere spiritualmente ispirati o ricevere l’ispirazione, ed è qualcosa che accade manifestandosi in maniera inconscia, cioè senza che possiamo fare nulla perché accada: si crea nel cervello sinistro una momentanea condizione di torpore, lasciando andare la presa sulla visione della realtà oggettiva, permettendo per una frazione di secondo all’emisfero destro di emergere. Tutte le opere artistiche, le scoperte scientifiche, musicali, tecnologiche, imprenditoriali ed anche mediche hanno avuto dallo loro parte quel flash istantaneo chiamato anche ispirazione. Infatti la percezione basata sull’ispirazione inizia proprio dalla capacità di intuire nuove idee. Ecco come vengono fatte le invenzioni o lo scoperte in ogni settore del nostro mondo. Ma la parola significa anche “in-spirare” l’aria. Il greco “pneuma” e il latino “spiritus” significano entrambi aria e spirito. E’ da qui che deriva il “soffio di Dio” che noi inspiriamo e che ci ispira, ci anima spiritualmente, fisicamente e mentalmente.

VERO O FALSO
Molte persone sono poco a loro agio con la parte che la loro mente gioca nel “sentire” e nel contattare i mondi sottili. In genere siamo condizionati a pensare che solo le cose esterne e tangibili sono vere. Ci è stato sempre insegnato a fare distinzione tra l’immaginario e il reale. Quando esploriamo le aree sottili, come per esempio durante una meditazione, o quando siamo in uno stato non ordinario di coscienza, o semplicemente all’improvviso nell’arco della giornata, e ci “viene in mente” qualcosa come un’immagine, un colore, un nome ecc., è molto probabile che quel qualcosa sia vero, anche se possono sorgere dei dubbi. Perché quel particolare pensiero o immagine deve proprio apparirci in quel momento particolare tra gli infiniti altri pensieri o immagini possibili? E’ probabile che ci sia venuto in mente proprio perché attinente alla situazione in cui ci stiamo trovando. L’immaginazione può essere creativa e giocosa, ma quando siamo in contatto con la realtà interiore, sia che una cosa ce la siamo “immaginata” o no, è sempre una cosa vera e bisognerà tenerne in forte considerazione. Sempre.

IL COLORE
Il colore primario del Sesto Chakra è l’indaco. E’ collegato alla facoltà visiva e immaginativa, ma anche alla visione oltre e all’ispirazione. È infatti il colore principe della meditazione, dell’intuizione e della veggenza. L’indaco è un colore che ci risulta difficile percepire e descrivere. E’ sempre presente in ogni arcobaleno, ma è più difficile da identificare rispetto a tutti i colori basilari. Le tinture di indaco si fanno con la pianta dell’indaco e sono spesso usate nel lavoro per il batik, sulle stoffe nell’India Occidentale. E’ un colore che sta a metà tra la lavanda e il porpora e non è ancora il viola. Imparare a distinguere l’indaco è un buon esercizio per risvegliare il Sesto Chakra e il terzo occhio.

GLI ASPETTI FISICI
Gli organi fisici coinvolti nel Sesto Chakra sono la parte inferiore del cervello, le orecchie, il naso, l’occhio sinistro, il cervelletto e la ghiandola pineale. Della ghiandola pineale, che ritroveremo anche nel Settimo Chakra, sappiamo molto poco. E’ piccola e ha la forma di una pigna. Secerne una sostanza simile agli ormoni chiamata melatonina, la quale negli animali fa scattare i meccanismi di riproduzione e della nidificazione, i tempi delle migrazioni e quelli del letargo. Negli uomini la ghiandola pineale è sensibile alla luce e controlla il nostro orologio interiore che segna il ritmo tra il giorno e la notte. Molte tradizioni antiche hanno sempre attribuito un valore magico a questa ghiandola, sia immaginandola come sede dell’Anima oppure come “antenna” per il collegamento con lo Spirito. Sicuramente, anche per la sua posizione proprio dietro al terzo occhio, fa sì che abbia un forte collegamento con le nostre intuizioni, le nostre facoltà extrasensoriali e il nostro contatto diretto con l’Universo, la Sorgente, la Fonte, il Campo delle infinite possibilità.
PRIMO ESERCIZIO PER IL SESTO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Porta la tua attenzione al tuo Terzo Occhio, in mezzo alle sopracciglia. Immagina che dal tuo Terzo Occhio parta una luce che si va sempre più allargando nel fondo. Questa luce che parte dalla tua fronte è come un proiettore e tu puoi osservare davanti a te una scena del tuo futuro, del tuo migliore futuro, all’interno della quale ti puoi muovere come l’attore principale. Puoi osservare in questa scena un tuo desiderio realizzato, un sogno che hai da tanto tempo o un obiettivo, come già accaduto. Puoi stare in questa scena tutto il tempo che vuoi e assaporare ogni desiderio che si è compiuto. Quando ti senti pronto, puoi riprendere il contatto con lo spazio intorno a te e ritornare nel qui e ora. E con i tuoi tempi riapri gli occhi.
SECONDO ESERCIZIO PER IL SESTO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della fronte, esattamente sul tuo Sesto Chakra. Osserva come un raggio di luce indaco entra e irradia tutta la tua fronte e la tua testa. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, i tuoi pensieri, le tue aspirazioni, il collegamento con le tue capacità e facoltà nascoste. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach
Nov 12, 2020 | Benessere, Consapevolezza, Salute psico-energetica, Spiritualità
Il Quinto Chakra è anche definito Chakra della Gola o Chakra della Comunicazione, poiché è posizionato proprio sul corpo fisico al livello della gola. Rappresenta il centro della capacità di espressione, di comunicazione e d’ispirazione. Questo Chakra è in grado di portare verso l’esterno tutto quello che è contenuto in tutti gli altri Chakra, perché rende manifesti, attraverso la parola e la comunicazione, i nostri sentimenti, le nostre aspettative, i bisogni primari della nostra sussistenza, le nostre paure, il senso di felicità, l’ansia, le nostre idee, i nostri pensieri, le nostre reazioni e ogni forma di emozione. Questo Chakra determina anche come noi portiamo all’interno le frequenze del suono e della parola, perché rappresenta certamente l’ascolto di ciò che arriva dall’esterno, ma anche e soprattutto come noi ci rivolgiamo a noi stessi nel nostro spazio interno. Infatti questo Chakra ci consente un certo spazio interiore per riflettere e meditare su ciò che sono i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti e i nostri più veri desideri.
Il termine in sanscrito Vishudda significa “purificazione”, indicando così come dovrebbe essere la nostra comunicazione verso gli altri e anche verso noi stessi: pura, chiara, sincera e armoniosa. Le parole chiave che definiscono il Quinto Chakra e lo rappresentano sono: espressione, responsabilità, comunicazione.

ESPRESSIONE
Su un livello più semplice, espressione vuol dire cercare la realizzazione personale trovando modi che esprimano e manifestino le nostre particolari abilità, le nostre doti e i nostri talenti. Si ha bisogno di far udire la nostra voce, sia letteralmente che metaforicamente. A un livello più alto, espressione significa il nostro legame con le nostre qualità più spirituali. Si sente allora il bisogno di non fare compromessi con se stessi, anche a costo di mettere in forse più e più volte le nostre aspettative e anche quelle degli altri nei nostri riguardi. Soprattutto i genitori sono i primi a riversare su di noi aspettative che molto spesso non siamo in grado di soddisfare. L’espressione di idee, emozioni e sentimenti in forma equilibrata e pacata, in questi casi, ha la facoltà di farci ergere ad un piano fisico e spirituale molto più elevato, che si manifesterà anche in tutte le altre sfere della nostra vita: affettiva, lavorativa e sociale.
RESPONSABILITÀ
Non può esserci espressione, come l’abbiamo appena descritta, senza la responsabilità, senza il prendersi carico della propria vita, diventando adulti, attraversando i “riti di passaggio” in qualunque forma si presentino e con tutte le implicazione che questo comporta. La Responsabilità, quella vera e profonda, comprende anche il saper leggere, ascoltare e interpretare i messaggi che arrivano da un piano più alto di esistenza, a noi talvolta sconosciuto, ma che è sempre presente nella nostra vita. Entrare in contatto attraverso il nostro Quinto Chakra con queste forze universali vuol dire dare voce alle nostre richieste e saper accogliere tutto ciò che di conseguenza arriva. Se questo processo avviene in forma fluida, saremo anche responsabili di trovare la nostra vera strada, la nostra mission nella vita, e di vivere un’esistenza piena e soddisfacente.
COMUNICAZIONE
Tutti sappiamo cosa sia la comunicazione: l’espressione della voce rivolta all’esterno, verso gli altri, ma anche verso noi stessi, attraverso il nostro dialogo interno. Noi usiamo la comunicazione per esprimerci nel mondo, per esporre le nostre idee, per scambiare informazioni e per organizzare tutto quello che ci serve per meglio comprendere e farci comprendere dal nostro mondo. Esiste certamente un legame preciso tra i suoni che noi emettiamo e il tipo di vita che conduciamo. In definitiva la parola è un pensiero che si è concretizzato ed è diventato “materia” attraverso il suono. Il Vangelo di San Giovanni si apre con questo versetto: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di Lui, e senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste. In Lui era la Vita e la Vita era la Luce degli uomini. La Luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non la hanno accolta”. Finalmente alcuni scienziati cominciano a credere che il suono sia la struttura base che permette all’universo di prendere corpo. Se verrà confermata questa tesi, allora questi versi del Vangelo potranno essere considerati come un testo ispiratore che si esprime sulle leggi della fisica. Per il momento li continuiamo a considerare in termini metafisici: attraverso il concetto che il linguaggio dà forma e possibilità di comunicazione, la creazione, di qualsiasi tipo, ha luogo. La coscienza del Chakra della Gola è dunque essenziale e vitale, se vogliamo realizzare noi stessi al massimo delle nostre capacità.

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL QUINTO CHAKRA
Tenendo conto che tutti i Chakra sono attivi nel momento della nascita del bambino, ognuno di essi ha comunque uno sviluppo più specifico in alcuni periodi della crescita del bambino. Premesso che il Quinto Chakra è l’ultimo Chakra ad essere collegato con una specifica età dello sviluppo, il periodo in cui maggiormente si espande è tra i quindici e i ventuno anni. Durante questi anni c’è la preparazione per l’entrata nel mondo adulto, ci sono le scelte della carriera, con il conseguente allontanamento dal controllo dei genitori. I giovani sentono sempre una personale “chiamata” a svolgere una missione particolare nella vita. Spesso però le convenzioni sociali e le convinzioni di genitori o insegnanti li fanno deviare dal loro desiderio primario. Prendere una decisione importante troppo presto o seguire le aspirazioni di altri piuttosto che le proprie, creeranno in seguito delle crisi molto forti, soprattutto all’avvicinarsi della “mezza età”. E’ importante che il Chakra della Gola nel lasso di tempo dai quindici ai ventuno anni circa rimanga sempre bene aperto, sempre propenso ad ascoltare, ma anche ad ascoltarsi e senza remora alcuna poter esprimere la propria opinione. Laddove ci fosse ancora uno stato di confusione dovuto all’età, meglio allora tacere e attendere un tempo migliore per fare il grande passo. L’ascolto di se stessi è di fondamentale importanza, unitamente ad una forte dose di sincerità verso se stessi e gli altri.

IL COLORE
Il colore primario del Quinto Chakra è l’azzurro con tutte le sue sfumature. Indossare o circondarsi di tutte queste variazioni di azzurro porterà a rafforzare l’abilità nella comunicazione, non solo interpersonale, ma anche di fronte a gruppi di persone più o meno numerosi. Insegnanti di professione, scrittori e persone che lavorano nei media possono avvantaggiarsi vestendo o meditando su queste tonalità. L’azzurro è il colore del cielo. Osservare questo colore immersi nella natura, meglio ancora se sdraiati sull’erba, assicura un miglioramento di tutte le funzioni del Quinto Chakra, apportando inoltre calma, pacatezza e centratura. Questo colore in tutte le sue tonalità non dovrebbe mai mancare nella nostra vita quotidiana.
GLI ASPETTI FISICI
Gli organi fisici coinvolti nel Quinto Chakra sono il collo, la gola, le corde vocali, la tiroide, la laringe, la trachea, l’esofago, l’udito. Una buona comunicazione verso l’esterno deve anche comportare una buona comunicazione verso l’interno. Questa forma di comunicazione in entrata si chiama ascolto. Una persona che ha la tendenza a parlare tanto, con un tono di voce troppo elevato o, al contrario, una persona che parla troppo poco e con una voce bassa e flebile, porterà a degli squilibri in questo Chakra, dove probabilmente verranno coinvolti tutti gli organi corrispondenti. Per il perfetto equilibrio di questo Chakra sarà dunque importante osservare come stiamo parlando alle persone intorno a noi e come ci rivolgiamo verso noi stessi. L’ascolto sarà anch’esso fondamentale per l’armonia del Chakra. Ascolto gli altri, lascio loro spazio nell’esprimere opinioni anche divergenti dalle mie? E soprattutto, ascolto me stesso, i messaggi che il mio Sé Superiore e la mia Anima vogliono comunicarmi? Ascolto il mio corpo che mi parla costantemente? Queste sono le domande che ogni giorno ci dovremmo porre e rimediare immediatamente laddove ci fosse stata una carenza ad una di queste domande.

PRIMO ESERCIZIO PER IL QUINTO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina di sentirti all’interno di una bolla di colore azzurro e ad ogni respiro fai entrare quella luce dentro di te. Immagina che questa luce penetri in ogni tua cellula, irradiandola con tutta la gioia e la serenità di cui hai bisogno. Ogni tua cellula risplende di questa luce azzurra e se senti che una parte specifica del tuo corpo ne abbia bisogno, concentra quella luce proprio su quella parte. Rimani in questo stato di beatitudine per tutto il tempo che vuoi, e quando senti che tutto il tuo corpo si è nutrito della tua luce azzurra, puoi tornare lentamente al tuo stato normale di veglia e riaprire gli occhi.
SECONDO ESERCIZIO PER IL QUINTO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della gola, esattamente sul tuo Quinto Chakra. Osserva come un raggio di luce azzurra entra e irradia tutta la tua gola e il tuo collo. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, il tuo modo di comunicare, o se hai bisogno di prenderti maggiori responsabilità per diventare l’autore e il fautore della tua vita. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach
Nov 5, 2020 | Benessere, Consapevolezza, Crescita personale, Salute psico-energetica
Il Quarto Chakra è anche definito Chakra del Cuore, poiché è posizionato sul corpo fisico al livello del cuore cardiaco, al centro del petto. Il cuore diventa allora una fucina alchemica, che trasforma e convoglia le energie dei primi tre Chakra, fisici ed emotivi, verso l’alto e facendo scendere le energie degli ultimi tre, mentali e spirituali, verso il basso. È il Chakra dell’amore, quello vero, totale, incondizionato. Ci permette di relazionarci con tutto e tutti, senza discriminazioni, considerando la bellezza e l’armonia anche nelle situazioni e negli aspetti meno positivi, quando proviamo sentimenti di sofferenza, di paura del distacco o di perdita di affetto. I nostri simili vengono visti come sostegno alla nostra esistenza, dando sostegno noi stessi alla loro. Questo Chakra ci concede la capacità di donare e ricevere amore.
Il termine in sanscrito Anahata significa “suono non causato” e sta ad intendere un suono che non sia generato dal battere di due oggetti tra loro, esattamente come il suono del nostro cuore fisico che batte, suona e vibra per semplice e autonoma contrazione ed espansione.
Le parole chiave che definiscono il Quarto Chakra e lo rappresentano sono: amore, compassione, distacco.

AMORE
La parola amore è da sempre uno dei termini più controversi e talvolta anche ingiustamente abusato. Nel Chakra del cuore le emozioni basilari si dovrebbero trasformare in amore vero. C’è un progresso che parte dalle emozioni “di pancia” che passa attraverso la coscienza del Sé del plesso solare per arrivare infine al centro del cuore. Una persona che ha un centro del cuore sviluppato, aperto ed attivo, porta nella sua vita una qualità del sentimento che non è comandata o spinta dalla crudezza delle emozioni. Le emozioni possono essere guidate senza essere represse o soppresse. La loro energia può essere usata con attenzione, rafforzando il rispetto di se stessi e il rispetto verso gli altri. Tutto questo processo si chiama Amore, quello vero, incondizionato. Quando il cuore si apre noi ci riveliamo e ci dichiariamo al mondo. Ci mettiamo “a disposizione”. Solo quando siamo pronti a questo processo, siamo in grado di dare amore e compassione agli altri.
COMPASSIONE
Dal latino “cum patior” che vuol dire “soffro con” e dal greco “sym patheia”, che significa “simpatia”, cioè “provare emozioni con”. Comunque sia, implica un sentimento di identificazione con una persona. La compassione dovrebbe portare ad una comprensione senza giudizio. Dalla cultura degli Indiani d’America viene il detto “Non giudicare nessuno, se prima non hai camminato almeno un miglio nei suoi mocassini”. E’ questo il vero senso della compassione. Non ha niente a che vedere con la pietà o con la commiserazione, ma è una partecipazione a ciò che prova l’altro senza minimamente entrare nella dinamica di quelle emozioni. Per partecipare alle emozioni dell’altro c’è comunque bisogno di una forte centratura, per evitare il ri-sentito che quell’emozione può provocare dentro di noi. E’ un processo talvolta lungo e difficile, ma non per questo impossibile o necessario. Per arrivare a sentire con il nostro cuore, e quindi alla compassione, ci dobbiamo in qualche maniera estraniare da quelle emozioni, non giudicandole e rimanendo in forte centratura, per dare aiuto e sostegno all’altro.
DISTACCO
Avete letto proprio bene… distacco. Sembra quasi in contraddizione con tutto quanto detto finora, soprattutto con la compassione, anch’essa una bellissima forma di amore. Eppure non è così e questo Chakra ce lo vuole infatti ricordare.
Distacco non vuol dire freddezza o poco interesse. La mancanza di questa qualità, perché di qualità si tratta, può mettere seriamente in difficoltà e creare scompensi energetici proprio al Chakra del cuore. Il distacco è essenzialmente la centratura nel proprio Essere e per farlo c’è sempre bisogno di rimanere distaccati da tutti e da tutto. Quando siamo troppo coinvolti nelle situazioni, non riusciamo ad osservare la realtà che ci circonda con obiettività e non riusciamo nemmeno a equilibrare le nostre emozioni e i nostri pensieri. Un distacco sano dalle cose ci porta ad essere in armonia con noi stessi e con tutto quello che esiste e vibra intorno e dentro di noi, permettendoci di esercitare quell’amore davvero incondizionato, così difficile da provare.

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL QUARTO CHAKRA
Tenendo conto che tutti i Chakra sono attivi nel momento della nascita del bambino, ognuno di essi ha comunque uno sviluppo più specifico in alcuni periodi della crescita del bambino. Il Quarto Chakra si sviluppa maggiormente negli anni che vanno dai 12 ai 15 anni, in cui i ragazzi sono maggiormente teneri e vulnerabili, sono aperti al mondo, appassionati nei confronti degli ideali, coraggiosamente aperti alle esperienze, sballottati dai batticuori dei primi amori. E’ un’età che ha certamente ancora bisogno di sostegno, eppure ha già la forza sufficiente per esplorare il mondo. Molto spesso questa fase della vita porta con sé un forte bisogno di ribellione, cercando nel mondo esterno un bersaglio da attaccare potentemente. Comunque sia, questo stadio è assolutamente necessario, sano e utile. Avere un figlio che mette tutto in discussione è una buona opportunità per mettere a fuoco la coscienza della propria integrità personale e può essere anche la base sulla quale un padre e una madre fondano le proprie regole e vedute. L’apertura al cambiamento è anch’essa una qualità del cuore.

IL COLORE
I colori primari del Quarto Chakra sono il verde e il rosa. Il verde è il colore della primavera, quando la natura si risveglia dall’inverno e torna a crescere rigogliosa. Il verde lenisce le pene che vengono dalla troppa vulnerabilità alla vita e aiuta ad aprire il cuore quando questo si è “indurito” in seguito a esperienze emozionali che lo hanno devastato. Il rosa porta calore e morbidezza all’interno del proprio Sé, rinsalda e fortifica un cuore triste e addolorato. Ambedue i colori rappresentano l’energia curativa per eccellenza, ma anche i sogni e le aspirazioni personali, di ciò che più si desidera fare nella vita. Questi colori sono legati alle relazioni interpersonali, con tutto quello che si è disposti ad offrire al mondo e agli altri, ma anche viceversa, cioè la capacità di relazionarsi con se stessi e quanto di bello e di buono si è disposti ad accettare e accogliere dalla vita.
GLI ASPETTI FISICI
Gli organi fisici coinvolti nel Quarto Chakra sono il cuore, il timo, tutto l’apparato respiratorio con bronchi e polmoni e il nervo vago. Le pulsazioni di questo Chakra sono uguali a quelle di un cuore che batte sicuro. Questo ritmo è universale e quando il Quarto Chakra è in equilibrio noi siamo in pace sia con gli altri che con il nostro ambiente. Un cuore sano, non solo fisico ma anche metafisico, porta ad un respiro armonico, dove inspirazione ed espirazione hanno ritmi equilibrati e simmetrici. Ecco allora che ogni inspirazione fa entrare dentro di noi tutta l’energia cosmica, e ogni espirazione fa rilasciare tutto ciò di cui non abbiamo più bisogno. Questo è alla base della meditazione, dove si impara ad accogliere e a lasciare andare, anche qui senza giudizio. Il ritmo dell’uno e dell’altro ci insegna ad abbandonare schemi, azioni, pensieri ed emozioni che non ci nutrono più, per lasciare il posto a tutto ciò che di bello e di nuovo l’Energia Cosmica Universale ha in serbo per noi.

PRIMO ESERCIZIO PER IL QUARTO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Quando tutto il tuo corpo è in uno stato di tranquillità e benessere, osserva davanti a te un giardino. Può essere un meraviglioso giardino che già conosci o qualcosa di totalmente nuovo. Guardati intorno e osserva ogni dettaglio: c’è tanto verde, alberi meravigliosi e fiori colorati dappertutto. Trova un posto dove poterti distendere, può essere il prato stesso, ai piedi di un albero secolare, ma anche un comodo lettino o la tua poltrona preferita. Sentiti ancora più rilassato e senti lo stato di puro benessere nell’osservare tutta questa meravigliosa natura che ti circonda. Ad un certo punto senti la presenza di qualcuno accanto a te. Puoi vederlo distintamente oppure ne puoi vedere solo la luminosità e i contorni. Non fa niente, comunque tu lo percepisca va bene. Questo Essere di luce ha un regalo per te e te lo sta porgendo. E’ una scatola in legno finemente intarsiata. Prendi la scatola e aprila. All’interno c’è il tuo regalo, prendilo e osservalo bene. Puoi anche fare delle domande all’Essere vicino a te se qualcosa non fosse chiaro. Porta l’oggetto all’altezza del tuo cuore e sentine l’importanza e la vibrazione. Rimani in questo stato tutto il tempo che vuoi. Quando ti senti pronto, ringrazia l’Essere che è rimasto con te tutto il tempo, riprendi consapevolezza del tuo corpo fisico e dello spazio intorno a te, fai due profondi respiri e con i tuoi tempi torna al tuo stato normale di coscienza e riapri gli occhi.
SECONDO ESERCIZIO PER IL QUARTO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro del cuore, esattamente sul tuo Quarto Chakra. Osserva come un raggio di luce verde entra e irradia tutto il tuo cuore. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, se vuoi provare più amore, più compassione, se invece hai bisogno di rimanere più centrato e distaccato dalle situazioni che ti coinvolgono di più e che ti creano fastidio. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach
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