Il Terzo Chakra è anche definito il Chakra del Guerriero e corrisponde sul corpo al punto dell’ombelico o anche qualche centimetro sopra, il punto preciso è molto individuale. Si trova nel nostro plesso solare, proprio a metà tra l’ombelico e la parte inferiore dello sterno. Il termine in sanscrito Manipura significa “la città della gemma splendente”. E’ infatti un centro molto potente, che ci rivela il nostro diritto a esistere, la nostra collocazione nel mondo e a promuovere la nostra autoaccettazione e autostima. E’ il Chakra della mente razionale, che regola i giudizi, le opinioni e le convinzioni che abbiamo di noi stessi e del mondo circostante, influenzando di conseguenza l’autostima e la fiducia che riponiamo nelle nostre e altrui capacità.
Le parole chiave che definiscono il Terzo Chakra e lo rappresentano sono: potere, ragione e azione.
POTERE
Il vero potere è un processo che porta all’uso personale di questo principio. Purtroppo è un termine che è stato molto spesso abusato in termini negativi, ma bisognerà dare un nuovo significato e valore a questo potere. Il potere personale riesce a far emergere le nostre capacità e potenzialità più vere e profonde, senza aspettarci permessi o approvazioni da parte di altre persone al di fuori di noi. La persona che raggiunge il potere personale usa la creatività del Secondo Chakra per dare potere a se stessa, ma anche agli altri.
Questo processo deve essere per forza contrapposto a quello del “dare potere agli altri”. Quando le autorità di qualsiasi genere e tipo si rivelano manipolatori, è molto probabile che siamo stati proprio noi a dar loro questo potere su di noi. Siamo noi a concedere loro questo spazio di potere che permette a loro di influenzarci negativamente nelle nostre scelte oppure facendo richieste esagerate del nostro tempo e delle nostre energie. La persona che riconosce il proprio autentico potere personale rispetta l’autorità, la saggezza o l’esperienza di un altro senza sminuirsi, anzi diventa più forte nel contatto. I veri insegnanti e i veri leaders accrescono il potere degli altri e non cercano fascinazione o applausi per se stessi, per il mero gusto di ottenerli. Diventiamo dunque il vero potere di noi stessi, solo così possiamo riappropriarci della nostra più vera autostima.
RAGIONE
Parte delle formazione della personalità è legata all’approccio logico e ragionevole alla vita e all’essere capaci di fermarci per valutare i nostri pensieri e le nostre azioni. E’ un processo che parte proprio dal radicamento del Primo Chakra per poi attraversare le emozioni del nostro Secondo Chakra ed arrivare alle peculiarità del nostro Terzo Chakra. Abbiamo bisogno di una razionalità indipendente se vogliamo prendere decisioni sulla nostra vita che ci permettono di raggiungere completamente le nostre potenzialità. Intelletto e mente hanno un importante rapporto con il plesso solare. I processi di conquista del sé, iniziati nel Centro del Sacro, continuano qui. Nella ricerca della propria più vera individualità è necessario talvolta mettere in discussione alcune delle richieste che ci fa la società in cui viviamo.
AZIONE
Ad ogni emozione corrisponde un pensiero, come anche ad ogni pensiero corrisponde un’emozione. Ma ciò che fa seguito poi dovrebbe sempre essere l’azione. Un pensiero centrato che non porta ad una conseguente azione, è un pensiero vuoto, talvolta inutile. Un affollamento di pensieri che continua a girare vorticosamente nella nostra testa è del tutto sterile. E’ l’azione che cambia il corso degli eventi, che determina le nostre scelte, ed è sempre l’azione che genera la nostra crescita personale e la nostra evoluzione. Non necessariamente un’azione deve agire nel mondo esterno, molto spesso può essere anche un’azione interiore, non c’è troppa differenza, se non nel risultato finale. Un’azione interiore può essere tanto efficace se non di più di un’azione svolta nel nostro mondo circostante. L’importante è che tutte queste azioni, interne ed esterne, portino sempre ad un cambiamento, ad un mutamento delle nostre abitudini, del nostro convenzionale modo di essere. Quando intraprendiamo un’azione, lo facciamo sempre per raggiungere un risultato, un obiettivo e una finalità. Esserne consapevoli ed agire in totale centratura per il nostro e l’altrui benessere, ci porta ad essere creatori e padroni del nostro mondo.
L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL TERZO CHAKRA
Tenendo conto che tutti i Chakra sono attivi nel momento della nascita del bambino, ognuno di essi ha comunque uno sviluppo più specifico in alcuni periodi della crescita del bambino. Il Terzo Chakra si sviluppa maggiormente negli anni che vanno dagli otto ai dodici, durante i quali avvengono dei grandi cambiamenti. Tanto per cominciare c’è l’emergere di un’indipendenza, che spesso è difficile da accettare per i genitori che ci si devono confrontare. E’ importante rendersi conto che, nonostante il bambino chieda e pretenda maggiore indipendenza, ci possono essere serie difficoltà se i bambini di questa età vengano spinti troppo presto e con troppa forza nella vita delle responsabilità adulte. Le scelte che si intraprendono durante questa fase della vita, anche se molto giovani, possono avere implicazioni che vanno lontano nel futuro, laddove non si lasci loro un’ampia opportunità di scelta.
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IL COLORE
Il colore giallo è il colore primario del Chakra del Guerriero. Sarebbe molto utile usare il colore giallo durante le attività lavorative, perché questo colore incrementa la concentrazione e l’attenzione, oltre alla memoria. Per la cura del plesso solare, o semplicemente per renderlo ancora più attivo, il colore giallo brillante o il colore oro sono di vitale importanza. La stessa luce del sole sul plesso solare, sostenuta dalla nostra stessa intenzione e consapevolezza, può nella realtà quotidiana aiutare il senso totale del benessere psico-fisico.
GLI ASPETTI FISICI
Il Terzo Chakra controlla tutta la parte addominale, il sistema digestivo, lo stomaco, il fegato, la milza e la cistifellea. Quando il sistema digerente si fa sentire è anche un segnale forte su cosa non siamo in grado di digerire nella nostra vita. Può essere una o più persone specifiche, un lavoro, un luogo, un atteggiamento e così via. Tutte le volte che arriva un segnale dal nostro corpo, dovremmo prenderci del tempo per ascoltare la parte più profonda di noi e cercare di capire cosa c’è che in questo momento non sta funzionando nella nostra vita. Cosa vorremmo cambiare, dove vorremmo essere, con chi vorremmo essere, sono solo alcune delle riflessioni che il nostro Terzo Chakra desidera portare alla nostra attenzione. Il plesso solare è davvero un punto delicato del nostro corpo e non dovremmo mai smettere di ascoltarlo e portarvi spesso la nostra attenzione per un migliore accoglimento del suo sentito.
PRIMO ESERCIZIO PER IL TERZO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina di sentirti all’interno di una bolla dorata e ad ogni respiro fai entrare quella luce dentro di te. Immagina che questa luce penetri in ogni tua cellula, irradiandola con tutta la gioia e la serenità di cui hai bisogno. Ogni tua cellula risplende di questa luce dorata e se senti che una parte specifica del tuo corpo ne abbia bisogno, concentra quella luce dorata proprio su quella parte. Rimani in questo stato di beatitudine per tutto il tempo che vuoi, e quando senti che tutto il tuo corpo si è nutrito della tua luce dorata, puoi tornare lentamente al tuo stato normale di veglia e riaprire gli occhi.
SECONDO ESERCIZIO PER IL TERZO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo plesso solare, esattamente sul tuo Terzo Chakra. Osserva come un raggio di luce dorata entra e irradia tutto il tuo Terzo Chakra. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come vuoi il tuo futuro, puoi immaginare un tuo forte desiderio come se lo stessi vivendo proprio in questo momento già realizzato. Puoi visualizzare la tua posizione nel mondo che tu desideri più ardentemente. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e riapri gli occhi.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
Il Secondo Chakra è anche chiamato Chakra del Sacro, poiché corrisponde all’area del sacro della spina dorsale. Sul corpo fisico è posizionato a circa due dita sotto l’ombelico. Il termine in sanscrito è Svadhisthana e vuol dire “Dimora del Sé”. Questo Chakra trasforma l’energia vitale, che entra attraverso il Chakra della Radice, in energia di emozioni di qualsiasi tipo, dalla gioia al dolore, dal piacere alla paura.
Le parole chiave che definiscono il Secondo Chakra e lo rappresentano sono : sessualità, creatività ed emozione.
SESSUALITA’
Il termine “sessualità” va letto qui nel suo senso più ampio. A parte gli insegnamenti tantrici orientali, poche culture considerano l’attività sessuale come un mezzo, come una parte essenziale per un’esperienza spirituale. Ancora oggi pochi riconoscono il lato più spirituale e profondo dell’energia sessuale. La bellezza, la meraviglia e il livello di comunicazione spirituale, contenuti nell’attività sessuale, sono purtroppo troppo spesso ignorati.
L’interazione sessuale, in molte forme, può esaltare e dare sostanza a tutte le forme di creatività, poiché la sessualità è essa stessa creatività allo stato puro. Facciamo fatica a credere che lo scambio sessuale possa portare a liberare energia per progetti di lavoro, per creazioni artistiche, per prendere decisioni importanti, per ottenere ottime prestazioni sportive, per la scrittura di un libro o, più semplicemente, per una vita più libera e creativa. Nel sesso ci può essere la risata che unisce, la gioia e il divertimento, la comunicazione profonda e la manifestazione dell’amore. Quando la sessualità viene appesantita dal buio e dalla negazione diventa fonte di degradazione, creando allora paura e di ansietà, che possono sfociare nel senso di colpa e nella vergogna, invece di essere una infinita sorgente di gioia. Lavorare con il Chakra del Sacro può portare a una migliore chiarezza circa la nostra vita sessuale.
CREATIVITA’
La creatività è l’abilità del creare, dare cioè forma al non esistente, a ciò che ancora non è manifesto attraverso l’immaginazione, il pensiero e il sentimento. L’atto del creare ha dunque a che fare con la novità e il cambiamento. Il prezzo che molto spesso paghiamo per la troppa attenzione al conformismo, alle troppe convenzioni e convinzioni, è una sorta di resistenza al cambiamento. Creatività è soprattutto uscire dai soliti schemi conosciuti e confortevoli, iniziando dalle piccole cose che ci circondano. Imboccare una strada mai percorsa prima per raggiungere un luogo, iniziare qualcosa di nuovo, imparare una nuova lingua, iniziare a suonare uno strumento, indossare abiti che usualmente non siamo soliti portare, cucinare una ricetta nuova e così via. Tutto questo ha a che fare con la creatività. Nei nostri tempi il Chakra del Sacro ha bisogno sicuramente di molte cure e di molto aiuto affinché si rafforzi.
L’EMOZIONE
Il Secondo Chakra ci insegna il diritto di provare le emozioni. Una cultura che disapprova la manifestazione delle emozioni e considera la sensibilità solo come una debolezza umana, non fa altro che privare l’individuo del suo diritto di provare emozioni. Quando questo diritto ci viene negato, perdiamo il contatto con noi stessi e ci scolleghiamo dalla nostra vera essenza. La conseguenza peggiore può essere quella che, se non possiamo provare emozioni, non possiamo nemmeno sapere cosa desideriamo e vogliamo di più nella nostra vita. Imparare a gestire le emozioni più forti, questo sarebbe necessario, ma mai reprimerle o negarle. Quando invece ci prendiamo il nostro diritto di provare emozioni, liberiamo il flusso di energia dinamica che è essenziale per la crescita, per il cambiamento e per la trasformazione, lasciando andare quella corazza che ci separa dal resto del mondo e da noi stessi. Riappropriandoci delle nostre emozioni dissolviamo il giudizio e acquistiamo una maggiore accettazione di noi stessi e degli altri, ricostituendo l’unità necessaria. Se le emozioni non vengono espresse, non possono evolvere. Ecco perché è importante comprendere quale è l’emozione che ricorre a volte troppo spesso e invece di sopprimerla va portata alla luce. Perché non dobbiamo consegnare la coscienza all’ombra, ma piuttosto portare l’ombra alla coscienza.
L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL SECONDO CHAKRA
Il funzionamento del Chakra del Sacro è influenzato notevolmente dalle esperienze che abbiamo avuto dall’età di tre-cinque anni fino all’età degli otto. Vorrei sottolineare nuovamente che l’età bassa è molto variabile perché oggigiorno i bambini crescono in maniera sempre più accelerata. I bambini, infatti, oggi tendono a stare molto meno tempo nella fase del Chakra della Radice. Gli anni dello sviluppo che più si riferiscono a questo Chakra del Sacro sono quelli delle scoperte, delle esplorazioni dell’individualità, della persona. L’ambiente caldo e ricco di stimoli, così importante per il Chakra della Radice, deve continuare a essere presente nelle attività del bambino, affinché egli possa vedere il mondo come una divertente avventura e una continua scoperta.
Repressioni, traumi, conflitti in quest’epoca dello sviluppo hanno conseguenze importanti e lasciano ferite che avranno bisogno di tanto tempo per rimarginarsi. Il Chakra del Sacro contiene energie vitali particolarmente forti e utili alla Vita. Il Secondo Chakra è collegato al Quinto Chakra, quello della gola e delle comunicazione. Se il flusso tra questi due centri è insufficiente, è difficile trovare un ruolo che ci soddisfi nella vita. Ma il Chakra del Sacro, grazie alla sua vitalità, ha una grande potenzialità curativa, sia per se stesso che per l’intero essere.
IL COLORE
Il colore arancione è il colore primario del Chakra del Sacro. E’ il colore della vitalità, soprattutto nelle sue espressioni più vivide. Se si stanno attraversando dei periodi della vita in cui ci si sente nervosi o in contrasto, il colore ambra o quello dell’oro dovrebbero essere usati nelle meditazioni e nella cura di questo Chakra. Durante una convalescenza o semplicemente se ci si sente stanchi e si necessita di una botta di energia, visualizzare una luce arancione che scorre dentro a questo Chakra è un ottimo metodo che funziona. Un vassoio colmo di arance o qualche vetro arancione messo alla finestra, così che il sole lo attraversi può essere di stimolo e di grande aiuto.
GLI ASPETTI FISICI
Il corpo fisico rilascia sempre dei feedback sul suo stato di salute. Molto spesso sono dei segnali forti, altre volte sono invece così sottovoce che ci dobbiamo mettere in ascolto per percepirne il dialogo. Il Secondo Chakra ci manda spesso forti segnali sullo stato di salute dell’intestino, degli organi di riproduzione, del nervo sciatico, dei reni, della vescica e della prostata, che sono gli organi controllati proprio da questo Chakra.
In questi organi in modo particolare le emozioni si fanno maggiormente sentire. Riuscire a percepire il disagio dell’organo e ascoltare dentro di sé l’emozione che in quel momento sta vibrando, dovrebbe essere il compito da eseguire per avere un Secondo Chakra in perfetta salute.
PRIMO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA
Poiché l’elemento del Secondo Chakra è l’acqua, lavoreremo con questo elemento.
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Immagina adesso di vedere davanti a te dell’acqua, può essere un bellissimo mare calmo, una grande fontana, un fiume o un lago. Avvicinati sempre di più a quella fonte di acqua e inizia a immergerti. Arriva dove vuoi fino a sentirti in armonia con quell’acqua. Questo mare o lago o fiume o quello che preferisci, è un luogo sicuro che ti protegge. Quando ti senti ancora più rilassato circondato dall’acqua, inizia a concentrarti sul tuo Secondo Chakra, due dita sotto l’ombelico, e senti che da questo punto parte un fascio di luce colore arancione. Questa luce inizia a illuminare tutta l’acqua intorno a te. Tutto intorno a te assume questo bellissimo colore arancione. E’ un colore che riscalda, dà pace e serenità. Rimani immerso in questi momenti di assoluto colore arancione e godi di ogni istante. Puoi rimanere quanto vuoi. Questo è un bagno rigeneratore per tutto il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Quando ti senti pronto, puoi riemergere dall’acqua, ascoltare lo spazio intorno a te e ritornare al tuo normale stato di veglia.
SECONDO ESERCIZIO PER IL SECONDO CHAKRA
Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo addome, esattamente sul tuo Secondo Chakra. Osserva come un raggio di luce arancione entra e irradia tutto il tuo secondo Chakra. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido se si rendesse necessario. Fai anche attenzione alle tue emozioni, a quello che provi durante questa esperienza. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e riapri gli occhi.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
Il Primo Chakra è anche chiamato Chakra della Radice, in sanscrito Muladhara, che significa “radice” o “supporto”. E’ collocato nel perineo, cioè l’area situata tra l’ano e i genitali. E’ collegato naturalmente all’elemento terra.
Ci sono delle parole “chiave” che lo definiscono perfettamente e sono: radicamento, incarnazione e sopravvivenza.
RADICAMENTO
Il radicamento è mettere radici nella nostra Madre Terra, divenendo più coscienti della vita terrena. Più ci radichiamo e meno la vita ci appare come un peso o un macigno da portare. Le difficoltà e i conflitti che ci portiamo dentro assumono dunque un altro aspetto, totalmente nuovo, regalandoci un senso e un significato in questo mondo.
INCARNAZIONE
Molti insegnamenti spirituali ed esoterici presuppongono l’accettazione della reincarnazione e di molte vite. Questi insegnamenti, in cui io credo fortemente e di cui ne ho fatto anche una professione grazie agli insegnamenti del mio maestro Dr. Brian Weiss, affermano che siamo noi a scegliere prima di nascere i genitori, il tempo storico, la cultura e anche la posizione che in quella incarnazione prenderemo. Portare tutto questo alla forma conscia e consapevole è uno dei compiti che prevede questo viaggio terreno. Alcune di queste informazioni sulle nostre scelte prima di nascere nello stato fisico sono riportate nel nostro campo energetico, detto anche Aura, e nei colori emanati dal nostro Chakra della Radice.
SOPRAVVIVENZA
Riguarda il nostro comportamento istintivo volto alla nostra sopravvivenza e salvezza. Tutti noi impariamo da piccoli, per esempio, che possiamo usare il fuoco per scaldarci o per cucinare, ma che deve essere anche contenuto e controllato, se non vogliamo che non ci faccia male o possa diventare distruttivo.
Le paure che ci avvisano che dobbiamo stare entro certi limiti sono dei meccanismi di difesa e di autoconservazione. Alcune aree di competizione della nostra vita, che sono molto evidenti per esempio negli sport estremi, ci portano a provare i confini tra il pericolo e la sopravvivenza. A volte si prova una forte esaltazione nel mettere alla prova noi stessi in quelle circostanze. Rafforzando il Chakra della Radice si è in grado di stabilire il giusto equilibrio tra la nostra mente reattiva e istintiva e la nostra mente conscia.
L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL PRIMO CHAKRA
Lo sviluppo di questo Chakra nel bambino va dagli zero ai tre – cinque anni di età. Oggi i bambini piccoli si sviluppano molto più velocemente rispetto a quando io avevo la loro stessa età. Il tempo di sviluppo e di crescita di ciascun Chakra non significa che il Chakra stesso smette di crescere dopo quel periodo o che gli altri Chakra non esistono in quel particolare periodo. Ci sono fasi della prima infanzia che sono fondamentali a ciascuno dei primi cinque Chakra. Se i bisogni di ciascun Chakra vengono alimentali, il Chakra funzionerà con più scioltezza, con maggior forza e apertura in ogni parte della nostra vita, soprattutto nell’età adulta.
Se i bisogni sono invece trascurati, allora quel Chakra diventerà un importante punto focale per la diagnosi e la cura ogni volta che disagi fisici o difficoltà emozionali o psicologiche diverranno manifesti.
I primi anni sono davvero essenziali per il resto della nostra vita. Se i bisogni primari, secondo anche la famosa piramide dei bisogni di Maslow, che sono casa, calore, cibo e amore, vengono soddisfatti, si rifletterà sullo sviluppo e sulla salute del singolo Chakra.
Nel bambino piccolo l’esplorazione del mondo è di vitale importanza. Una ricca varietà del gioco è essenziale. Quello che noi adulti chiamiamo “gioco”, per i bambini, e dovrebbe esserlo ancora oggi per noi, in realtà è un vero e proprio lavoro, un serissimo lavoro, dove le possibilità sono immense.
I bambini devono arrampicarsi, toccare, sentire, schiacciare, udire, gustare, odorare e osservare tutto ciò che li circonda. Queste esperienze sono necessarie allo sviluppo della loro comprensione della vita, ma sono anche necessarie al radicamento e all’accettazione della propria incarnazione su questo piano di esistenza.
Non esiste ambiente che non produca traumi, blocchi o sfide di qualsiasi genere. Se ce ne sono abbastanza per ciascuno stadio della crescita, allora è salutare e c’è voglia di vivere come risultato. Chakra pieni di colore e che pulsano correttamente sostengono la vitalità della persona e aprono a grandi opportunità.
IL COLORE
Il colore rosso è il colore primario del Chakra della Radice. E’ il colore che ha la minore quantità di vibrazione nello spettro di tutti i colori e produce, quindi, un colore rosso nel nostro campo di energia o Aura. In genere un campo di energia sana è quello che contiene tutti i colori dello spettro, dove la distribuzione dei colori rappresenta il riflesso delle qualità e dei talenti della persona.
Nello specifico il colore rosso del Primo Chakra, se in equilibrio, avrà un bel colore brillante e vivace, al contrario, in caso di uno squilibrio psicofisico, avrà un colore più scuro tendente al magenta o al bordeaux.
Quando si vuole portare in equilibrio un Chakra dissonante, è bene circondarsi o portare addosso i colori corrispondenti del Chakra stesso. Nel caso del Primo Chakra si possono indossare abiti che abbiano del rosso al loro interno o circondarsi dentro la propria abitazione di oggetti di colore rosso. Sono validissimi anche gioielli che hanno questo colore.
GLI ASPETTI FISICI
Ogni Chakra influenza ed è influenzato dal corpo fisico, dalla sua salute e dal suo funzionamento. Questo legame è particolarmente stretto nei confronti del sistema ghiandolare.
Il Chakra della Radice, per la sua bassa velocità di vibrazione, è il Chakra legato alla materia ed è legato agli aspetti più “solidi” del corpo fisico: alle ossa, ai muscoli, ai tendini, ma anche ai nervi, ai denti, alle unghie, alle ghiandole surrenali e al coccige.
Imparare ad amare di più il nostro corpo fisico e mantenerlo in uno stato di salute e di benessere è un fattore determinante per la nostra autostima. Se questi aspetti ci risultano difficili, il lavoro sul Chakra della Radice sarà determinante e di grande aiuto.
PRIMO ESERCIZIO PER IL PRIMO CHAKRA
Questo è un esercizio da fare durante l’arco della giornata. Si tratta di attivare e “sentire” attraverso l’olfatto. Cercate di percepire i più piccoli odori e accostate proprio il vostro naso agli oggetti per percepirne l’odore. Inspirate ogni odore mentre cucinate, mentre passeggiate, mentre siete in auto, nei negozi o a casa vostra. E’ importante che questo senso sia maggiormente sviluppato se desideriamo avere un Primo Chakra in equilibrio.
SECONDO ESERCIZIO PER IL PRIMO CHAKRA
Questo esercizio è molto simile al secondo esercizio presentato nel primo articolo di questo Blog dedicato ai Chakra che trovi qui, ma con una variante interessante.
Mettetevi seduti Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro. Quando il respiro inizia a rallentare, visualizzate voi stessi come un albero. I vostri rami si aprono sopra di voi, sopra la vostra testa, e le radici si allungano profondamente dentro la terra. Sentite i 4 elementi che vi nutrono : il sole riscalda tutto il vostro essere, il vento vi rinfresca, sentite la Terra che accoglie le vostre radici, che sono di un colore rosso vivo, fino a sentire l’acqua sotterranea che vi alimenta. Il tutto è piacevole, lasciatevi andare al ritmo della Natura. Respirate attraverso i vostri rami, prendete dentro di voi l’aria e il sole, mandate il vostro respiro lungo tutto il vostro tronco e lasciatelo andare, espirando, attraverso le vostre rosse radici nella terra e nell’acqua.
Adesso iniziate a visualizzare tutte le memorie di questo vostro albero, da quando era seme piantato nella terra, al suo mettere radici, al suo integrarsi con gli elementi e al suo dipendere da questi e a tutti i suoi cicli di crescita. Prendetevi tutto il tempo necessario e lasciatevi andare alle sensazioni piacevoli che tutto questo provoca dentro di voi. Solo al termine, quando vi sentite pronti, percepite nuovamente lo spazio intorno a voi e ritornate al vostro stato di coscienza ordinaria.
Buona pratica!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
Parlo spesso, e non solo in questo Blog, di risveglio, di non essere vittime inconsapevoli della nostra mente, di non lasciarci andare al continuo affollamento di pensieri inutili, che non aiuta a rimanere centrati sui nostri obiettivi o sul nostro sentito.
Ho già parlato di Meditazione, di come funziona e di come ci può essere di sostegno per vivere una vita più serena e consapevole. Una Meditazione alla quale dedicarci nel nostro spazio silenzioso, in tutta calma e rilassatezza. Ci sono però dei momenti nel corso della giornata in cui abbiamo veramente bisogno di rimanere concentrati su quello che stiamo facendo e, lo sappiamo benissimo, le distrazioni sono sempre in agguato, pronte a distogliere la nostra attenzione e il nostro focus.
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Naturalmente ci rendiamo conto dell’importanza della concentrazione solo quando… l’abbiamo persa. Esattamente quello che succede con tutte le cose belle della vita, quando le lasciamo andare e ci rendiamo conto della loro importanza nel momento in cui non le abbiamo più. Per fortuna la concentrazione la possiamo recuperare in qualsiasi momento.
Le distrazioni sono infinite e, negli ultimi anni, si sono aggiunte quelle che arrivano dalla tecnologia mobile, dagli strumenti multimediali, dai messaggi di ogni genere e natura, che ci portano a livelli pericolosi di disattenzione.
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LA CONCENTRAZIONE, COME FUNZIONA
Di tutti le informazioni che ogni giorno arrivano a noi, attraverso i nostri organi sensoriali, solo una parte viene selezionata dal nostro cervello. Il cervello filtra tutto ciò che entra nella nostra sfera di realtà, lasciando solo informazioni e stimoli che siano utili e, soprattutto, funzionali nella nostra vita. Questo è uno degli innumerevoli compiti del cervello inconscio.
Attraverso la concentrazione diamo però input al cervello inconscio di centrarsi su ciò che realmente ci interessa e di cui abbiamo davvero bisogno, tanto da sostenere il cervello inconscio nei processi di miglioramento e di sviluppo personale. In pratica, quando ci alleniamo nell’attivazione della concentrazione conscia, trasmettiamo al nostro cervello inconscio tutti quegli stimoli e quei processi che restano attivi ed impressi anche quando la nostra attenzione conscia è a riposo.
Mettendo in pratica la concentrazione impariamo a non essere più dominati dalla nostra mente, fatta di abitudini e risposte automatiche, ma a diventare noi il vero comandante della nostra mente. Così facendo possiamo diventare i maestri di noi stessi.
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TECNICHE DI CONCENTRAZIONE
E’ tanta la letteratura al riguardo. Tra tutti mi sento di consigliare “Esercizi di Concentrazione” di Mouni Sadhu, un testo dove vengono riportati degli esercizi molto efficaci e pratici con uno sguardo rivolto alla tradizione orientale. Altro testo da prendere in considerazione è “L’Arte della Concentrazione” di Harriet Griffey, con la descrizione di tecniche ben mirate e seconda del contesto di applicazione.
PRIMA TECNICA DI CONCENTRAZIONE
Quando ti stai rendendo conto di essere distratto da fattori esterni o interni alla tua persona, fermati per un minuto e unisci le due mani per i polpastrelli, tenendo le dita della mano ben distanziate. Poi senza muovere la testa guarda verso sinistra, poi verso destra e riporta lo sguardo in avanti. Riprendi la tua attività.
SECONDA TECNICA DI CONCENTRAZIONE
Nel momento in cui desideri riprendere la concentrazione persa, inizia a picchiettare leggermente la sommità della tua testa con le dieci dita per una decina di volte. Con gli indici picchietta per otto volte sul lato interno delle sopracciglia, ripeti sul lato esterno delle sopracciglia e poi sotto gli occhi, sempre per otto volte. Prosegui picchiettando sempre leggermente sopra il labbro superiore e poi sul mento, sempre per otto volte su ogni punto. Alla fine scuoti le mani.
TERZA TECNICA DI CONCENTRAZIONE
Fermati un momento per riprendere la tua attenzione, chiudi gli occhi, fai due respirazioni profonde e riprendi la respirazione normale sempre ad occhi chiusi, concentrandoti sul tuo respiro. Riapri gli occhi e osserva tutto intorno a te, gli oggetti, le cose, le persone, tutto. Osserva tutto con una visione circolare da sinistra verso destra e torna indietro. Adesso puoi riprendere la tua attività abituale.
Vi auguro di praticare la concentrazione al meglio !
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
Si è sempre fatta una distinzione tra un al di qua e un al di là, intendendo il nostro mondo terreno e un luogo indefinito dove l’Anima volerà una volta lasciato l’involucro del corpo fisico. Naturalmente per chi ci crede. E io ci credo.
Esistono numerosissime testimonianze, riportate in moltissimi testi, che narrano una fugace visita in un mondo al di là del nostro di coloro che hanno avuto un’esperienza di premorte. Si tratta di persone che si sono trovate a vivere tra la vita e la morte, tra un al di qua e un al di là, ma che per insondabili motivi, hanno poi scelto di tornare sulla terra per continuare la loro esistenza.
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Raymond Moody è stato il primo autore a cui mi sono appassionata, soprattutto con il suo best-seller scritto nel 1975 con più di venti milioni di copie vendute in tutto il mondo “La Vita oltre la Vita”, in cui narra le esperienze di persone che hanno vissuto questa particolare esperienza, che ha poi totalmente cambiato le loro esistenze.
Quando partecipai come relatrice nell’ottobre del 2019 al Convegno a L’Aquila “La Vita oltre la Vita, al di là del tramonto” ascoltai con molto interesse l’intervento di un medico cardiologo olandese Pim Van Lommel che da oltre 20 anni aveva raccolto le testimonianze dei suoi pazienti che avevano vissuto una NDE, “Near Death Experience”, un’esperienza di pre-morte e che sono riportate nel suo libro “Coscienza oltre la Vita”. Il fatto che un cardiologo, un uomo di scienza, abbia approfondito l’argomento e lo tratti in profondità, fa molto riflettere.
I protagonisti di queste temporanee esperienze di morte clinica raccontano di essersi sentiti estremamente svegli e di avere avuto una percezione della realtà nettamente più vivida rispetto al normale. Inoltre tutte le dichiarazioni provenienti da persone dalle più disparate estrazioni sociali, religiose, culturali e ideologiche, si sentivano immerse in un senso di pace e di amore mai provato prima. Io stessa, che ho avuto un’esperienza analoga diversi anni fa, posso confermare questo stato di pace e tranquillità come mai avevo sentito nella mia vita.
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DOVE SI TROVA L’ALDILA’
Impossibile sapere dove si trovi un aldilà. Certo è che nel momento in cui viene lasciato il corpo fisico, ci si libera dei vincoli del tempo e dello spazio. Di conseguenza le percezioni sono molto più intense e, soprattutto, si attiva quella facoltà che a noi sfugge del tutto: la possibilità di essere in uno stato di contemporaneità. Poiché il tempo lineare e il concetto di spazio non esistono più su quella dimensione, tutto può accadere contemporaneamente. Nella nostra vita quotidiana è impossibile concepire il termine di “contemporaneità”. Però se pensiamo ai sogni, questo concetto è molto più semplice da afferrare e immaginare.
L’aldilà può essere a un passo da noi, in una dimensione parallela di cui non abbiamo alcuna consapevolezza, in quanto i nostri sensi fisici, del tutto limitanti, non hanno accesso a questa o queste dimensioni.
Sono fermamente convinta che i nostri cari sentano le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni quando sono a loro rivolti. E possono anche seguire tutte le nostre esperienze terrene partecipando intensamente. Tutto quello che di eterno ed immortale vive dentro di noi, e di cui ne siamo totalmente inconsapevoli a livello razionale, viene osservato e percepito da coloro che si sono liberati dall’involucro fisico.
Tutto questo fa certamente parte di un insondabile mistero, a cui possiamo solo lontanamente dare una risposta.
Consiglio la lettura di un romanzo molto bello “Amabili Resti” di Alice Sebold. In questo romanzo quello che colpisce maggiormente non è tanto la storia in sé, quanto la vita della Susie nell’aldilà, dove tutto non appare subito come un giardino fiorito, anzi tutto è grigio e triste, ma con il passare del “tempo” che non c’è, anche la consapevolezza di Susie assume una crescita maggiore e tutto intorno a lei comincerà davvero a fiorire. La partecipazione e la vicinanza di Susie alla vita della sua famiglia sulla terra è reale e concreta, a tratti divertente e a tratti commovente.
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IL MEDIUM MODERNO
Come riporto nel mio eBook “Percepire l’Invisibile”, è stato determinante per me avere frequentato per qualche anno di seguito la Scuola di Medianità e Arti Psichiche “Arthur Findlay College” a Stansted in Inghilterra.
Attraverso le lezioni di medium di fama internazionale si arriva a poter contattare i nostri cari nel mondo dello Spirito.
Mentre in passato la medianità veniva esercitata attraverso una trance profonda, uno stato di coscienza in cui il medium poteva non avere alcun ricordo di quanto detto, negli ultimi 30 o 40 anni ha preso sempre più piede un tipo di medianità in cui il professionista che la esercita non perde mai il contatto con la realtà, rimanendo in uno stato di veglia e di attenzione, pur continuando a rimanere connessa con il mondo dello Spirito. In questo stato riesce a parlare tranquillamente con le persone e, addirittura, con un’intera platea durante le dimostrazioni pubbliche.
Per come la vedo io, le coscienze delle persone sono cambiate, tutto è cambiato, tutto è più veloce ed immediato, di conseguenza anche il modo di approccio con questi stati extrasensoriali hanno avuto un’accelerazione ed evoluzione.
Ecco anche perché il medium è in grado durante lo stato di veglia di attivare quei canali che comunemente vengono denominati chiaroveggenza, chiaroudienza e chiarosenzienza.
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COME CONTATTARE IL MONDO DELLO SPIRITO
Sempre nel mio libro “Percepire l’Invisibile” parlo del potere dell’Immaginazione. E’ decisamente lo strumento più a portata di mano fra quelli a nostra disposizione per comunicare e raggiungere i nostri cari ed è anche lo stesso strumento che loro usano per comunicare con noi. L’Immaginazione ha il potere di aprire la nostra percezione extrasensoriale a dimensioni non fisiche, attraverso la sua spiccata capacità creativa sia sul piano fisico che su quello spirituale. Nel momento in cui immaginiamo una situazione in cui poter incontrare i nostri cari, quell’atto immaginativo, comprensivo di pensieri ed emozioni, li richiama in un batter di ciglia, desiderosi di “parlare” con noi.
Decisamente fondamentale è anche uno stato di rilassatezza e di calma totali, che possiamo tranquillamente trovare nello stato meditativo. Ciò che unirà questo dialogo sarà lo Spirito, quello dentro di noi, celato alla nostra coscienza e quello puro e disincarnato dei nostri cari.
Una volta che abbiamo raggiunto uno stato di tranquillità, come descritto in un altro articolo del Blog, per il raggiungimento di un stato meditativo, ci concentriamo sul nostro cuore, osservando una piccola luce all’interno di esso. A poco a poco espandiamo questa luce sempre di più, fino a circondare tutta la nostra persona, riempire tutta la stanza, oltrepassare le mura di casa, riempire tutta la città… una luce sempre più espansa… sempre di più, fino a circondare la terra stessa. Siamo noi adesso un minuscolo puntino di questa immensa luce.
Attraverso questa luce immaginiamo e osserviamo una mano che si tende verso di noi. Afferriamo questa mano e ci sentiamo sollevare, e saliamo, saliamo, saliamo sempre più in alto, fino a superare la coltre di luce che abbiamo creato. E ci troviamo all’improvviso su un prato verde o un luogo che ci accoglie con amore. Ci guardiamo intorno e in lontananza vediamo una panchina dove è seduto qualcuno. Non riusciamo bene a capire chi sia, poiché la panchina è lontana. Cominciamo a dirigerci verso la panchina e mano a mano che la stiamo raggiungendo i contorni della persona si fanno sempre più nitidi. E’ una persona a noi cara che ci sta aspettando. Ci sediamo accanto a lei.
Qui inizia il dialogo. Ascoltate quello che ha da dirvi. Lasciate che vi abbracci se ne sente il desiderio. Ponete le domande che volete. Osservate se non ha un qualcosa per voi, un regalo, un oggetto.
Una volta concluso il dialogo potete rifare il percorso a ritroso e ritrovarvi nell’immensità della luce. A questo punto riassorbite la luce dentro di voi, lasciatela contrarre nuovamente in quel punto che è il vostro cuore. Quando vi sentite pronti, potete riaprire gli occhi.
Fate caso a tutte le sensazioni ed emozioni che questa meravigliosa esperienza ha lasciato dentro di voi.
Vi auguro una meravigliosa connessione con il mondo dello Spirito!
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
LE RUNE, LE ORIGINI Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare delle Rune e le avranno quasi certamente associate ad un oracolo di tradizione germanica.
Sentii parlare per la prima volta dell’alfabeto runico ai tempi dell’università, quando dovetti affrontare un esame particolarmente complesso di Filologia Germanica con lo studio di un testo in lingua originale dal titolo “Edda” di Snorri Sturluson (1179-1241), in cui venivano trattati i miti e le leggende della tradizione nordica.
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Le origini dei simboli runici si perdono nella notte dei tempi e vengono fatte risalire addirittura all’Era del Bronzo. Anche se le origini sono molto incerte, la tradizione comune le fa risalire alle popolazioni nordiche, germaniche, scandinave e anche celtiche, anche se qualcuno afferma che abbiano avuto origine da qualche popolazione etrusca. Di certo sappiamo che dalla Germania si diffusero in tutto il Nord Europa, in particolare in Svezia. Lo storico romano Tacito tratta di questa usanza nel 98 d.C., annoverandola tra le pratiche più diffuse tra le tribù germaniche. Riporto qui di seguito il testo di Tacito, che è davvero affascinante:
“Essi attribuiscono alla divinazione e al responso del caso più importanza di qualsiasi altro popolo. Il loro modo di procedere alla consultazione è sostanzialmente uno: tagliano un ramo da un albero che dà frutti e lo dividono in piccoli pezzi che incidono con segni distintivi e li disperdono a caso su un panno bianco. Successivamente il sacerdote della comunità, nel consulti pubblici, oppure il capofamiglia, nelle cerimonie private, dopo avere invocato gli dei con gli occhi rivolti al cielo, raccoglie tre bastoncini, uno alla volta, e li interpreta secondo i segni precedentemente incisi su di essi”
(Germania, cap. X).
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LA MAGIA DELLE RUNE
Il termine Runa significa “cosa segreta, mistero”. Fin dall’origine le Rune ebbero proprio questa funzione rituale e vennero utilizzate per divinare ed evocare alti poteri in grado di influenzare la vita delle persone, ma anche le condizioni atmosferiche, le maree, le guarigioni, la fertilità. Le Rune venivano incise negli amuleti, sulle coppe in cui si beveva, sulle lance di combattimento, sulle architravi delle dimore, sulle prue delle navi.
In tutto si tratta di 24 geroglifici o simboli più una completamente vuota, ognuno dei quali ha un significato particolare e si avvalgono dell’alfabeto runico chiamato “futhark”, che diventò l’alfabeto ufficiale delle popolazioni nordiche, affinché potessero comunicare tra loro.
Molti sono i testi che trattano questo affascinante argomento, anche se il più autorevole scrittore di questa materia è sicuramente Norak Odal, italianissimo, nonostante il nome, una vera autorevolezza in materia di Rune, i suoi 5 tomi sull’argomento sono semplicemente stupefacenti. Intanto consiglio il Primo tomo dal titolo “Rune – Tomo 1 – Manuali per la divinazione”. In realtà Norak va molto oltre la mera divinazione e descrive questo potentissimo mezzo molto dettagliatamente, in grado di suggerire o sussurrare ad ognuno il proprio cammino di crescita e di evoluzione.
Il motto delle Rune potrebbe coincidere con la frase incisa all’ingresso dell’Oracolo di Delfo “Conosci te stesso”. Le Rune ci insegnano, ci educano, ci portano all’interno del nostro Essere. Ciascuno di noi è un “oracolo” e quando preghiamo o meditiamo ci mettiamo in contatto con la nostra guida interiore, con quella parte di noi che conosce perfettamente tutto ciò di cui abbiamo bisogno di sapere in merito alla nostra vita e alla nostra evoluzione.
Consultare le Rune ci consentirà di oltrepassare le barriere della ragione, le catene dei condizionamenti, consacrando quella parte in cui il nostro Essere è più duttile, sensibile e aperto al cambiamento. Gli insegnamenti arriveranno più velocemente quanto più le nostre Anime e l’Universo ci spingono verso una nuova crescita e consapevolezza.
Qualunque cosa siano le Rune, un ponte tra l’Ego e l’Io Superiore, un legame tra l’Io Superiore e il Divino, comunque l’energia che assumono è la nostra e, alla fine, anche la Saggezza. Perciò, quando inizieremo a prendere contatto con la Conoscenza del nostro Io Superiore, inizieremo a ricevere messaggi di intesa e profonda bellezza e di autentica utilità.
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LE RUNE, IL SIGNIFICATO
Molte persone preferiscono incidere personalmente le proprie Rune su pezzetti di legno, o disegnarle su piccoli sassi o su pietre. Questa è un pratica molto interessante e fa sì che il mezzo delle Rune diventi proprio, si leghi alla persona, al suo inconscio, al suo Essere più profondo. Ma vanno bene anche le Rune acquistate, cercando tra le centinaia in commercio quelle che più vi attirano e che vi parlano attraverso un linguaggio silenzioso.
Vorrei elencare qui di seguito i semplici significati delle 25 Rune con una sola parola chiave che ne riassume l’essenza. Il simbolo corrispondente lo potete vedere dall’immagine di questo articolo. Io le ho riportate secondo la sequenza con cui le ho imparate, l’immagine invece le riporta in ordine sparso
• Mannaz Il Supremo • Gebo Dono • Ansuz Runa Messaggera • Othala Separazione • Uruz Forza • Perthro Iniziazione • Naudhiz Necessità • Ingwaz Fertilità • Eihwaz Difesa • Elhaz Protezione • Fehu Possesso • Wunjo Luce • Jera Raccolto • Kenaz Fuoco • Tiwaz Vittoria • Berkano Rinascita • Ehwaz Progresso • Laguz Acqua • Hagalaz Vulcano • Raidho Comunicazione • Thurisaz Ingresso • Dagaz Trasformazione • Isa Arresto • Sowilo Sole • Runa Bianca Destino
Ci sono tanti modi per poterle leggere ed interpretare e, ovviamente, ci vuole studio, dedizione ed anche il suo tempo. Se siete curiosi provare con una sola Runa, come messaggio della giornata o come responso ad una domanda che vi sta particolarmente a cuore. La risposta arriva sempre, quando siamo pronti a riceverla.
Che le Rune siano con voi…
Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach
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