Il Sesto Chakra è posizionato a circa un dito sopra il ponte del naso, al centro della fronte, per questo è anche chiamato “Terzo Occhio”. Questo Chakra è stato venerato sin dall’antichità ed è stato raffigurato sempre con svariati simboli, proprio ad indicare la potenza della visione interna, la capacità di vedere oltre il sensibile e il reale. È associato alle facoltà di elaborare e rendere comprensibili i concetti intellettuali, di visualizzare e di memorizzare. È collegato non solo al senso della vista, ma anche alla capacità di pensare in maniera creativa e rendere altrettanto creative le azioni. Questo processo ci porta alla piena consapevolezza della nostra esistenza e del nostro essere multidimensionale. Il Sesto Chakra ci aiuta ad aprire la nostra mente verso quella realtà non tangibile e usare le facoltà del pensiero per arrivare alla conoscenza attraverso tutte le facoltà psichiche di vedere, udire e percepire, come l’intuizione e la chiaroveggenza, con estrema velocità ed immediatezza. Il Sesto Chakra ci permette quindi di accedere a tutti i piani sottili della realtà.

 

Ho scritto un eBook sull’apertura del Terzo Occhio e come sviluppare le facoltà extrasensoriali dal titolo “Percepire l’Invisibile” che ha avuto un notevole successo, grazie anche agli innumerevoli esercizi presenti, volti proprio all’allenamento di questo occhio invisibile, spesso trascurato e dimenticato.
Il termine in sanscrito Ajna significa proprio “percepire”, ma anche “comando” e vedremo perché ha anche questa definizione.

Le parole chiave che definiscono il Sesto Chakra e lo rappresentano sono: visione, comando e ispirazione.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

VISIONE

La visione è il livello più alto di intuizione, in quanto unisce la percezione alla conoscenza. Su un livello sottile, la visione penetra al di là dei confini del tempo e dello spazio e ci permette una più vasta comprensione dei mondi interiori. Quando la visione si attiva nel centro della fronte, è più facile incontrare Esseri di Luce, Spiriti Guida e Angeli. Abbiamo spesso delle forme spontanee di visione che possono anche essere chiamate “deja-vu”, che è quell’impressione di avere già vissuto quel preciso istante, quella precisa e breve esperienza nella propria vita. Chissà quante volte vi sarà capitato di avere la netta sensazione che quella situazione l’avevate già vissuta in precedenza o magari solo sognata. La caratteristica principale del deja-vu è la velocità di manifestazione, che tutte le volte ci lascia senza parole e ci spiazza costantemente, unita ad una strana sensazione che si prova subito dopo. E, soprattutto, ha a che fare con un processo che sembra andare, per una frazione di secondo, oltre il tempo e lo spazio, quasi a varcare una soglia che abbia condotto in una diversa dimensione.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

COMANDO

Ecco che arriviamo al secondo significato della parola in sanscrito Ajna che è proprio comando. Con il risveglio di questo centro noi possiamo raggiungere un maggior controllo delle nostre esistenze e rispondere con maggior coscienza e sensitività ai “comandi” dello spirito che è nostro. Nel mio libro “Percepire l’Invisibile” spiego bene come dare un comando al nostro inconscio, utilizzando l’Intento. Una definizione vera e propria di questa particolare forma di intento non esiste, perché in realtà non si sa bene da dove nasca e cosa effettivamente sia. Può essere spiegato in tanti modi, senza avere un’unica precisa definizione. Quel che è certo, ed è ciò che a noi serve per i nostri scopi, è che l’intento funziona veramente e i risultati sono tangibili. Personalmente definisco l’intento come un “potere creativo”, un qualcosa che trascende totalmente la fisicità dei sensi e della mente. Molti confondono l’intento con l’intenzione, con la quale invece non ha niente a che vedere. Sono due concetti separati e distinti. L’intenzione appartiene alla volontà, dunque alla razionalità. L’intento invece è una vera e propria forza, un potere che si collega direttamente alla Fonte Energetica Universale e che lavora con i sensi più sottili.

 

ISPIRAZIONE

La parola si spiega da sé, nel senso che si può essere spiritualmente ispirati o ricevere l’ispirazione, ed è qualcosa che accade manifestandosi in maniera inconscia, cioè senza che possiamo fare nulla perché accada: si crea nel cervello sinistro una momentanea condizione di torpore, lasciando andare la presa sulla visione della realtà oggettiva, permettendo per una frazione di secondo all’emisfero destro di emergere. Tutte le opere artistiche, le scoperte scientifiche, musicali, tecnologiche, imprenditoriali ed anche mediche hanno avuto dallo loro parte quel flash istantaneo chiamato anche ispirazione. Infatti la percezione basata sull’ispirazione inizia proprio dalla capacità di intuire nuove idee. Ecco come vengono fatte le invenzioni o lo scoperte in ogni settore del nostro mondo. Ma la parola significa anche “in-spirare” l’aria. Il greco “pneuma” e il latino “spiritus” significano entrambi aria e spirito. E’ da qui che deriva il “soffio di Dio” che noi inspiriamo e che ci ispira, ci anima spiritualmente, fisicamente e mentalmente.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

VERO O FALSO

Molte persone sono poco a loro agio con la parte che la loro mente gioca nel “sentire” e nel contattare i mondi sottili. In genere siamo condizionati a pensare che solo le cose esterne e tangibili sono vere. Ci è stato sempre insegnato a fare distinzione tra l’immaginario e il reale. Quando esploriamo le aree sottili, come per esempio durante una meditazione, o quando siamo in uno stato non ordinario di coscienza, o semplicemente all’improvviso nell’arco della giornata, e ci “viene in mente” qualcosa come un’immagine, un colore, un nome ecc., è molto probabile che quel qualcosa sia vero, anche se possono sorgere dei dubbi. Perché quel particolare pensiero o immagine deve proprio apparirci in quel momento particolare tra gli infiniti altri pensieri o immagini possibili? E’ probabile che ci sia venuto in mente proprio perché attinente alla situazione in cui ci stiamo trovando. L’immaginazione può essere creativa e giocosa, ma quando siamo in contatto con la realtà interiore, sia che una cosa ce la siamo “immaginata” o no, è sempre una cosa vera e bisognerà tenerne in forte considerazione. Sempre.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

IL COLORE

Il colore primario del Sesto Chakra è l’indaco. E’ collegato alla facoltà visiva e immaginativa, ma anche alla visione oltre e all’ispirazione. È infatti il colore principe della meditazione, dell’intuizione e della veggenza. L’indaco è un colore che ci risulta difficile percepire e descrivere. E’ sempre presente in ogni arcobaleno, ma è più difficile da identificare rispetto a tutti i colori basilari. Le tinture di indaco si fanno con la pianta dell’indaco e sono spesso usate nel lavoro per il batik, sulle stoffe nell’India Occidentale. E’ un colore che sta a metà tra la lavanda e il porpora e non è ancora il viola. Imparare a distinguere l’indaco è un buon esercizio per risvegliare il Sesto Chakra e il terzo occhio.

 

SESTO CHAKRA – AJNA

 

GLI ASPETTI FISICI

Gli organi fisici coinvolti nel Sesto Chakra sono la parte inferiore del cervello, le orecchie, il naso, l’occhio sinistro, il cervelletto e la ghiandola pineale. Della ghiandola pineale, che ritroveremo anche nel Settimo Chakra, sappiamo molto poco. E’ piccola e ha la forma di una pigna. Secerne una sostanza simile agli ormoni chiamata melatonina, la quale negli animali fa scattare i meccanismi di riproduzione e della nidificazione, i tempi delle migrazioni e quelli del letargo. Negli uomini la ghiandola pineale è sensibile alla luce e controlla il nostro orologio interiore che segna il ritmo tra il giorno e la notte. Molte tradizioni antiche hanno sempre attribuito un valore magico a questa ghiandola, sia immaginandola come sede dell’Anima oppure come “antenna” per il collegamento con lo Spirito. Sicuramente, anche per la sua posizione proprio dietro al terzo occhio, fa sì che abbia un forte collegamento con le nostre intuizioni, le nostre facoltà extrasensoriali e il nostro contatto diretto con l’Universo, la Sorgente, la Fonte, il Campo delle infinite possibilità.

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL SESTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Porta la tua attenzione al tuo Terzo Occhio, in mezzo alle sopracciglia. Immagina che dal tuo Terzo Occhio parta una luce che si va sempre più allargando nel fondo. Questa luce che parte dalla tua fronte è come un proiettore e tu puoi osservare davanti a te una scena del tuo futuro, del tuo migliore futuro, all’interno della quale ti puoi muovere come l’attore principale. Puoi osservare in questa scena un tuo desiderio realizzato, un sogno che hai da tanto tempo o un obiettivo, come già accaduto. Puoi stare in questa scena tutto il tempo che vuoi e assaporare ogni desiderio che si è compiuto. Quando ti senti pronto, puoi riprendere il contatto con lo spazio intorno a te e ritornare nel qui e ora. E con i tuoi tempi riapri gli occhi.

 

SECONDO ESERCIZIO PER IL SESTO CHAKRA

Siediti comodamente e chiudi gli occhi, lascia andare tutti i pensieri e inizia a respirare, semplicemente inspira ed espira e ad ogni respiro sentiti sempre più rilassato. Concentrati adesso sul tuo centro della fronte, esattamente sul tuo Sesto Chakra. Osserva come un raggio di luce indaco entra e irradia tutta la tua fronte e la tua testa. Porta quel colore nelle zone in cui avverti dei disagi o dei disturbi. Rendi il colore sempre più vivido e intenso se si rendesse necessario. Fai anche attenzione a ciò che provi durante questa esperienza. Se lo desideri, puoi anche fare delle affermazioni su come desideri cambiare il tuo stato interiore, i tuoi pensieri, le tue aspirazioni, il collegamento con le tue capacità e facoltà nascoste. Rimani così per tutto il tempo che vuoi. Solo al termine, riprendi il contatto con lo spazio intorno a te e con i tuoi tempi riapri gli occhi.

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

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