LA KABBALAH EBRAICA: LE LETTERE COME SIMBOLI, SUONI E VIBRAZIONI

LA KABBALAH EBRAICA: LE LETTERE COME SIMBOLI, SUONI E VIBRAZIONI

LA KABBALAH EBRAICA
La tradizione kabbalistica sostiene che Dio ha fatto uso delle 22 lettere sacre dell’Alef-Beit (alfabeto) per creare il mondo. Attraverso lo studio della Kabbalah ci è permesso di ritrovare la lettera che è più vicina a noi, come fosse un canale da cui riceviamo tutta la vitalità e l’abbondanza dell’Universo.

La Kabbalah è uno di quegli studi che sai quando inizi, ma che non avrà mai fine, perché può durare tutta una vita. Quando pensi di avere compreso qualcosa, ecco che arrivano nuovi concetti ad aprire nuove porte di cui non immaginavi nemmeno l’esistenza. Tutto è un meraviglioso e magico incastro, che abbraccia tutta la conoscenza e l’esistenza.

La Kabbalah è una conoscenza esoterica, tipicamente ebraica nella sua matrice, che parte dallo studio della Bibbia, ma che parla un linguaggio universale, assolutamente in linea con altre tradizioni filosofiche e anche, mi permetto di affermare, con le conoscenze scientifiche più moderne, come la fisica quantistica.

Pensiero
Pensiero

Il suo linguaggio si manifesta su più piani, è multidimensionale. Porta al suo interno la radice “Qabal” che vuol dire “ricevere”.
Si tratta infatti di una tradizione tramandata di generazione in generazione, da tempi immemori. Ma “Qabal” vuol dire anche “parallelo”. La Kabbalah infatti è l’arte dei parallelismi e delle corrispondenze. Chi la studia impara presto a percepire l’ordine meraviglioso di tutto il creato e come quest’ordine sia collegato a livelli sempre più alti e sottili, che gradualmente conducono a Dio.

LE 22 LETTERE SACRE

Ho iniziato il mio studio della Kabbalah tanti anni fa con Yarona Pinhas, scrittrice e studiosa di mistica ebraica, che mi introdusse in questo mondo meraviglioso, che non ho più abbandonato. I suoi libri sono scritti in un linguaggio semplice e appassionante, riuscendo sempre nell’intento di spiegare concetti complessi in maniera chiara e lineare. I suoi libri sono dei veri best-seller sull’argomento: “La Saggezza Velata”, “Onda Sigillata”, “Le Lettere dal Cielo” e “Scintille dell’Anima”.


E’ stata proprio Yarona a farmi comprendere il profondo significato della Kabbalah e dell’Alef-Beit, l’alfabeto composto dalle 22 Lettere Sacre, in cui sono del tutto assenti le vocali. Ogni lettera è un vero e proprio mezzo di energia e di luce divina che opera direttamente sulla consapevolezza dell’essere umano attraverso quattro manifestazioni: il suono, la forma, il significato e il numero corrispondente di ogni lettera.

Lettera Qof - kabbalah ebraica
Lettera Qof

IL SUONO

Il suono di ogni lettera possiede un vero e proprio potere “mantrico”, soprattutto se viene intonato o ripetuto durante particolari momenti di meditazione. Infatti si viene a creare una vibrazione ed una risonanza con determinati organi non solo fisici, ma anche spirituali, migliorando dunque il loro funzionamento e lasciando entrare quel flusso di energia che arriva direttamente dalla consapevolezza cosmica.
Prendiamo ad esempio la ghiandola pineale, un organo essenziale per la nostra esistenza, in quanto produce melatonina, atta a regolarizzare il ritmo sonno veglia. La ghiandola pineale ha sede nel nostro cervello e si trova all’altezza del nostro “terzo occhio”, ecco dunque perché possiede anche un particolare potere per la nostra vita spirituale.

lettera Yod

La lettera Yod, rappresentata dall’apice י, se intonata o ripetuta in un certo modo,
è in grado di stimolare il perfetto funzionamento di questa ghiandola, potenziando di conseguenza
quelle facoltà sovrasensibili che, nella maggior parte dei casi, abbiamo dimenticato.

Lettera Pe
Lettera Pe

LA FORMA

La forma di ogni lettera sacra contiene al suo interno una simbologia molto forte e potente, creando in chi la legge o in chi la disegna un arricchimento energetico e spirituale. Ecco perché, a mio avviso, si può assolutamente affermare che ogni lettera sacra è come se formasse un vero e proprio “Mandala”. Ogni volta che ci soffermiamo su una singola lettera è come se entrassimo in una sorta di silenzio mentale, di pace interiore, in grado di guidarci alla nostra essenza più vera, alla nostra consapevolezza più profonda, collegandoci in questo stato di pace a quella che è la vera Energia Cosmica e Divina.

IL SIGNIFICATO

Ogni lettera ha diversi significati di ordine compiuto nella lingua ebraica.

lettera Aleph

La prima lettera dell’alfabeto ebraico è la Aleph א, la quale ha diversi significati tra cui “insegnare”.
E’ come se l’Universo, Dio, mantenessero fede alla promessa fatta di insegnarci una Conoscenza superiore.
Lo studio delle Sacre Scritture diventa dunque essenziale per poter arrivare ad una sapienza più nobile ed elevata.


lettera Beit

La seconda lettera Beit ב significa “casa”. Rappresenta la creazione stessa, infatti è la prima lettera
della prima parola del testo sacro della Torah: Bereshit, che significa in senso figurato
in principio” e in senso letterale “casa della beatitudine”.
Ciò significa che la Creazione tutta è la “casa di Dio” e tutte le creature sono i suoi inquilini.

Capite ora come sia complessa la Kabbalah? Ogni tassello riporta ad un altro e ad un altro ancora, in una sequenza multipla di significati e simboli. Ma proprio qui giace il suo fascino senza tempo.

Lettera Ayin
Lettera Ayin

I NUMERI

Ogni lettera dell’alfabeto sacro ha una corrispondenza numerica da 1 a 400. Ogni numero ha una sua particolarissima vibrazione e l’insieme delle lettere che compongono ogni parola formano la “Ghematria”, data dalla la somma dei numeri di ogni singola lettera. Tutte le parole che avranno la stessa somma numerica hanno qualcosa in comune tra loro.


Poiché questo concetto è piuttosto complesso vi faccio un esempio proprio con la parola Kabbalah: la somma dei corrispondenti numeri di ogni singola lettera che la compongono è 137. Il numero 137 è anche la somma dei numeri delle lettere che compongono la parola OMETZ che vuol dire “coraggio”, della parola MATZEVAH che significa “monumento” e della parola YIMUTZ che vuol dire “rafforzamento”, per citarne solo alcune. Riuscite a trovare il filo conduttore tra tutte le parole che hanno somma 137 e la parola Kabbalah stessa? Ecco, funziona proprio così.


Tutti i concetti esposti, assolutamente indicativi e non esaustivi per la loro vastità e complessità, possono però essere approfonditi nei testi della mia insegnante Yarona Pinhas.

I QUADRI DI LETIZIA ARDILLO

Le immagini che ho inserito in questo articolo sono tratte dalle creazioni artistiche della stimata pittrice Letizia Ardillo, alla quale sono particolarmente legata da una profonda amicizia di lunga data. Insieme decidemmo di iniziare lo studio della Kabbalah con Yarona Pinhas, ormai diversi anni fa.
Il suo forte impatto creativo, il profondo simbolismo e la metafisica come immagine figurativa presente in ogni sua opera hanno permesso all’artista di collaborare proprio con Yarona Pinhas, il cui sodalizio è il fondamento di una perfetta unione di intenti, insegnamenti vivi, intensa creatività e spiritualità mistica.


Allo stato odierno è in atto una meravigliosa mostra, ad ingresso libero, a Roma dal titolo “Visioni”, che si protrarrà fino ad ottobre 2020, presso la Biblioteca Vallicelliana nel Salone Borromini, in cui sono esposte le opere dell’artista Letizia Ardillo in collaborazione con i testi di Yarona Pinhas, con un richiamo d’impatto alle 22 Lettere Sacre e al linguaggio contemplativo e spirituale della Kabbalah in ogni sua sfumatura.
Vi propongo inoltre la visione di questo video da cui sono rimasta particolarmente incantata, sia per i contenuti visivi che per i suoni, evocatori di antiche memorie, perse e dimenticate, ma ancora vive e pulsanti nella nostra Anima:

IL SIGNIFICATO DELLE VOCALI NEL PROPRIO NOME

Dopo aver parlato di Kabbalah, me ne allontano un po’ proponendo il significato prettamente simbolico delle Vocali che sono presenti nel nostro nome, frutto di studi e ricerche in ambiti esoterici e simbolici. E’ un “gioco” interessante da fare per comprendere quanto il nostro nome sia importante e mai scelto a caso, qualunque esso sia, poiché porta al suo interno caratteristiche o potenzialità, magari ancora inespresse della nostra personalità. Bisognerà tenere conto di quante volte la vocale si ripete nel nome e anche di quelle mancanti. Inoltre sarà importante verificare se nella nostra vita stiamo effettivamente mettendo in atto tutto ciò che quella o quelle vocali ci stanno comunicando attraverso il nostro nome.

VOCALE A

E’ sinonimo di creatività. Chi possiede la A nel proprio nome è portatore di forza creativa in ogni ambito della propria esistenza, dall’arte all’attività professionale, dalla bellezza all’amore. Non è infatti casuale che i nomi femminili nella nostra lingua terminino proprio con la lettera A.

VOCALE E

E’ propria di coloro che portano a compimento progetti, obiettivi, azioni e desideri. La lettera E evoca questo stato di completezza e perfezionamento. Inoltre appartiene a coloro che provano un forte senso di protezione nei confronti degli altri e di se stessi, come a sostenere e appoggiare tutti coloro che ne hanno bisogno.

VOCALE I

Coloro che hanno la I nel proprio nome hanno una particolare forza ed energia, che si manifesta nell’essere degli inventori o innovatori in qualsiasi campo. Il suo motto è “scoprire nuovi panorami e orizzonti”. In alcuni casi, poiché la I ha proprio questa particolare forza, può essere che si presentino nella propria vita delle sfide piuttosto difficili da sostenere, ma la tenacia e il coraggio tipici della I, riescono a far superare ogni tipo di ostacolo.

VOCALE O

E’ la vocale dell’espansione, della crescita e della manifestazione. E’ una vocale che apporta forza e successo nella vita. Chi possiede la O nel nome è come baciato dalla fortuna, anche se sappiamo bene che la fortuna non esiste, poiché esiste la nostra capacità di affrontare le sfide e superarle. La O porta in sé anche il significato di grandezza.

VOCALE U

La vocale U è di coloro che dovranno più di tutti manifestare sia all’esterno che all’interno una particolare energia e vitalità per sostenere le vicissitudini della vita. Hanno una grande capacità di osservazione, non solo con la vista fisica, ma anche e soprattutto con quella interna. La U è dotata di facoltà che vanno oltre il sensibile, ma per raggiungere tutto ciò bisognerà essere in grado di meritarlo, sostenendo una vita assolutamente etica e rigorosa.


Vi auguro una buona analisi del vostro nome!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

LA MUSICA COME CURA PER IL PROPRIO BENESSERE PSICO-FISICO

LA MUSICA COME CURA PER IL PROPRIO BENESSERE PSICO-FISICO

Cosa sarebbe la vita senza la musica? Sono certa di affermare che sarebbe inimmaginabile, nessuno di noi potrebbe vivere un’esistenza senza musica. La musica, in qualsiasi genere o forma essa sia, ci ha sempre accompagnato nel corso della nostra vita. Abbiamo ricordi, emozioni, momenti indimenticabili, costantemente accompagnati da una musica, una canzone, una melodia. E’ sufficiente riascoltare quella musica e la nostra parte più profonda si accende nuovamente di quelle stesse emozioni e ricordi.

Se per una serie di motivi nell’arco della giornata ci sentiamo abbattuti e giù di tono, basta ascoltare un brano musicale a noi caro o la nostra musica preferita per sentirci nuovamente meglio e con un tono decisamente più accettabile. E’ un dato di fatto ormai che siamo fatti di frequenze e vibrazioni, da un punto di vista energetico, e quando entriamo in risonanza con quella melodia o canzone, le nostre frequenze si innalzano a quelle della musica, tanto da elevare l’umore e il nostro stato di benessere.

I primi suoni primordiali sono quelli emessi dalla Natura, che ogni istante ci regala sinfonie di una bellezza da togliere il fiato. Il fischio del vento, il suono delle onde, il fruscio delle chiome degli alberi, gli animali tutti con le loro voci corali. Tutto in natura è musica per i nostri sensi. In seguito l’uomo ha imitato questi suoni, fino ad arrivare alla composizione di vere e proprie melodie e sinfonie che nel corso dei secoli hanno allietato le nostre esistenze.

musica dell'anima
foto dal web

LA MUSICA A 432 HZ

Platone affermava che sia la musica che la danza ad essa abbinata avevano un forte impatto emotivo sugli esseri umani. Lo stesso Aristotele era convinto che la musica aveva il potere di intervenire sul riposo, sulla cura dell’Anima, sull’educazione del genere umano.
Tutte le antiche tradizioni, soprattutto orientali, hanno sempre abbinato il suono allo stato psicofisico della persona. Basti pensare al ritmo del tamburo degli Sciamani o il dolce suono del gong o delle campane tibetane. Tutti i suoni hanno un forte impatto emotivo su di noi.

Oggi si parla di musica accordata a 432 Hz. Numerosi studi sull’argomento sostengono che in natura tutto vibra a questa frequenza, dal vento al rumore delle onde del mare, al battito delle ali delle api quando estraggono il polline dai fiori, per fare solo alcuni esempi.

La musica accordata ad hoc a questa frequenza riesce ad innalzare il numero di endorfine, permettendo a chi l’ascolta di aumentare il proprio stato di benessere psichico, favorendo inoltre il rilassamento, la creatività, la memoria, le funzioni intuitive, la parte più profonda del nostro essere, l’Anima e il nostro Spirito. Ecco anche perché è sempre consigliabile ascoltare musica rilassante mentre si pratica la meditazione.

LA MIA ESPERIENZA CON LA MUSICA A 432 HZ – RINO CAPITANATA

Avevo da poco terminato il Master Reiki nel 1998. Per la disciplina del Reiki si usa generalmente una musica rilassante particolare, all’interno della quale ogni 3 minuti viene inserito il dolce suono di una campanellina per avvisare l’operatore Reiki di cambiare la posizione delle mani. Volevo acquistare per il Reiki una musica un po’ diversa rispetto alle solite in commercio all’epoca e che già possedevo.

Quando entrai in un negozio, che vendeva articoli di carattere olistico, il commesso mi consigliò un CD. Non me lo fece ascoltare perché era chiuso nel proprio cellophane, però mi fidai e lo acquistai. Quando arrivai a casa lo inserii subito nel lettore CD per ascoltarlo. Era meraviglioso… ogni tre minuti al posto della solita campanellina c’era il suono delle onde del mare.


Non avevo sentito niente del genere prima, era una musica che entrava direttamente nell’Anima e che la faceva vibrare. Ancora oggi, a distanza di così tanto tempo, sortisce in me lo stesso effetto. Il titolo del CD era “In the Garden of the Heart” e l’autore era Rino Capitanata, che solo a distanza di tanti anni avrei avuto il piacere e l’onore di conoscere ed invitare ai convegni che annualmente organizzo a Roma dal titolo “Tra Spirito e Materia”. Ovviamente mi appassionai così tanto alle sue creazioni che da quel momento tutte le volte che usciva un nuovo CD mi precipitavo ad acquistarlo.

Tutta la sua produzione musicale ha questo magico potere, quello non solo di rilassare, ma di suscitare una sorta di felicità dell’Anima, di elevare le vibrazioni, come in uno stato di sogno ad occhi aperti, dove tutto diventa possibile e tutto viene amplificato, dalla creatività allo stato di benessere anche fisico.

Musica dell'anima
foto dal web

LA MUSICOTERAPIA – ANNA CRISPINO

E’ dunque ormai risaputo che la musica aiuti a raggiungere il proprio benessere psico-fisico. Ed è proprio in questo ambito che si inserisce la Musicoterapia, che si avvale dell’uso del suono, del canto e della musica al fine di intervenire e migliorare lo stato educativo, riabilitativo ed anche terapeutico della persona.

E’ una disciplina che mi ha sempre affascinato proprio per la sua peculiarità: permetterci di entrare in contatto con la nostra parte emotiva per raggiungere quello stato di equilibrio che, per svariati motivi, possiamo avere perso o dimenticato.
Conobbi Anna Crispino nel 2000 e la nostra è una profonda amicizia che dura nel tempo, che ci ha sostenuto nel corso degli anni, come solo le grandi amicizie sanno fare. La conobbi come cantante e solo più tardi venni a sapere che era anche un’abilissima musicoterapeuta.

Sentire Anna cantare per la prima volta suscitò in me quella classica pelle d’oca, quei brividi che solo la musica e il canto armonioso riescono a suscitare: aveva smosso dentro di me qualcosa, aveva toccato delle corde emozionali così profonde come poche volte era accaduto in vita mia.
La sua collaborazione con tanti artisti nel mondo della musica e il suo costante desiderio di aiuto nel sociale, l’ha portata a realizzare un progetto di musicoterapia per le gestanti e per tutti coloro che sono alla continua ricerca di una vera identità e di un equilibrio emotivo e spirituale.

ESERCIZIO CON LA MUSICA

Personalmente mi addormento sempre ascoltando musica rilassante. Oggi i nostri dispositivi elettronici hanno la capacità di poterci accompagnare nel sonno. Non consiglio di tenere il cellulare accanto a noi durante la notte, ma di utilizzare un riproduttore o un lettore di musica ad almeno tre metri da noi. Il motivo è ovvio e risaputo: non entrare in contatto, almeno nell’arco di lasso notturno, con onde elettromagnetiche dannose, visto che ne impattiamo, volenti o nolenti, durante tutto il giorno.


Una volta partita la nostra musica, al buio, mettiamoci supini nel letto e portiamo le mani sul nostro centro del cuore, il Quarto Chakra. Rilassiamo tutti i muscoli e ci concentriamo per qualche secondo sul nostro respiro. Inspiriamo ed espiriamo, inspiriamo ed espiriamo, cercando di non fare caso a tutti i pensieri che possano arrivare. Semplicemente ci focalizziamo sul nostro respiro e sul nostro centro del cuore.


Dopo pochi secondi di respiro, sentiamo che tutte le nostre tensioni, che si sono accumulate nell’arco della giornata, ci stanno abbandonando. Se non riusciamo a sentirlo in maniera naturale, ci aiutiamo con l’immaginazione, visualizzando che tutte le pesantezze della giornata stiano abbandonando il nostro corpo sotto forma di fumo, nuvolette, vapore, nebbia, ognuno troverà il suo. Oppure possiamo avvalerci della ripetizione di un Mantra, come già abbiamo spiegato.


Fatto questo, ci lasciamo andare alla melodia della musica. Se il corpo e la mente si sono davvero rilassati, il sonno non tarderà ad arrivare. I benefici della musica continueranno a lavorare anche durante il sonno, permettendoci di godere delle sue preziose qualità, rigenerando completamente il nostro corpo, la nostra mente, la nostra Anima e il nostro Spirito.

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

LA MEMORIA, COME SVILUPPARLA ATTRAVERSO TECNICHE DI MEMORIA

LA MEMORIA, COME SVILUPPARLA ATTRAVERSO TECNICHE DI MEMORIA

Non esistono persone senza o con poca memoria. In realtà spesso le persone utilizzano male le proprie risorse, perché non sanno come fare. In questo articolo vi parlo della memoria, come svilupparla attraverso tecniche di memoria.

Tutti sappiamo che cosa sia la memoria: è la facoltà della nostra mente di ricordare dati di ogni genere e tipo. Questa facoltà, che appartiene a tutti, non è però sviluppata a dovere e spesso e volentieri ci ritroviamo a dimenticare nomi, volti, date, informazioni in generale. Spesso perdiamo oggetti e non ci ricordiamo dove li abbiamo lasciati, ci presentano una persona e, come un velo di Maya calato improvvisamente sul nostro volto, dopo nemmeno due secondi abbiamo già dimenticato il suo nome. E allora ci chiediamo: perché la memoria è così labile e perché con il passare degli anni fa sempre più cilecca?

Sicuramente, al di là delle varie forme e classificazioni di memoria, un fatto è certo: quando si dimentica qualcosa ci sentiamo in imbarazzo, andiamo in tilt, entriamo in confusione, ci sentiamo inadeguati. Per questo è importante potere sviluppare la memoria per ricordare meglio le cose. Esiste molta letteratura in questo campo, con numerosi manuali su come sviluppare la memoria.
Il più autorevole in questo campo è un italiano, considerato l’uomo con più memoria al mondo.
Sto parlando di Gianni Golfera , autore di numerosi best seller su questo interessante argomento.
Ha sviluppato una sua personale tecnica che ha chiamato “Metodo Golfera” che propone in molti seminari e nei sui libri, tra cui forse il suo più famoso e venduto “Più Memoria”.

Tecniche di memoria
foto dal web

IL CERVELLO

Per spiegare bene il funzionamento della memoria, dobbiamo partire dalla suddivisione del nostro cervello: l’emisfero sinistro e l’emisfero destro.
La parte sinistra del cervello è matematica, percepisce gli impulsi uno alla volta e comprende le informazioni attraverso la logica, le parole e i numeri, il suo pensiero è analitico, logico e lineare, si occupa dei dettagli, riesce a svolgere contemporaneamente da 5 a 9 attività, elabora e percepisce i dati e le informazioni in bianco e nero, la sua memoria è ripetitiva e a breve termine, è la sede della mente conscia.


L’emisfero destro invece è creativo, percepisce le cose nel loro insieme, è sede delle intuizioni, delle emozioni e della fantasia, riesce a svolgere contemporaneamente 64.000 attività, comprende le informazioni che arrivano attraverso immagini, disegni e gesti, il suo pensiero è spaziale, intuitivo e creativo, elabora e percepisce le informazioni a colori, la sua memoria è associativa e a lungo termine, è la sede della mente inconscia.


E’ un dato di fatto che siamo abituati a utilizzare maggiormente più la parte sinistra del nostro cervello rispetto alla destra, soprattutto in uno stato di veglia ordinaria.
Quando noi, attraverso l’uso dei nostri cinque sensi percepiamo la realtà, utilizziamo le facoltà della memoria che a sua volta diventa visiva, uditiva, olfattiva, gustativa e tattile. Se un nostro senso è più sviluppato rispetto agli altri, avremo la predominanza di una memoria rispetto all’altra.

1 tecnica di memoria
foto dal web

COME FUNZIONA LA MEMORIA

Sicuramente ci sono ricordi indelebili nella nostra memoria: il giorno della laurea, del matrimonio, della nascita dei figli, di viaggi, di compleanni e di feste, ma anche di giorni meno spensierati come la perdita di una persona cara, una separazione o un divorzio, un licenziamento, una bocciatura e così via.
Che cosa hanno in comune tutti questi avvenimenti? L’emozione forte. Sia che si tratti di gioia e soddisfazione o di paura e dolore non fa differenza. Ricordiamo solo e soltanto qualcosa che è stata causata da un’emozione particolarmente forte, che le ha permesso di rimanere nella nostra memoria per decenni in maniera indelebile. Ecco quindi il segreto di una memoria duratura: il coinvolgimento emotivo.


Questo è anche il motivo per cui ricordiamo a volte anche cose apparentemente prive di importanza, ma che hanno suscitato in noi una forte emozione, di qualsiasi genere.
Facciamo un esempio. Siete invitati ad una cena di lavoro, tutti gli uomini portano la classica giacca e cravatta, tutte le signore sono adeguatamente abbigliate, ma in sala c’è solo una persona che indossa un kimono molto colorato. Alla fine della serata, chi sarà rimasto nella vostra memoria? Ovvio, chi indossava il kimono! Questo perché la memoria registra cose fuori dall’ordinario e paradossali, che non rientrano nella ovvia banalità di tutti giorni. Ne consegue che nel caso di una memoria duratura ciò che viene utilizzato principalmente è l’uso del nostro emisfero destro.

1 tecnica di memoria
foto dal web

TECNICHE DI MEMORIA

La dea greca Mnemosyne era la dea della memoria. Proprio da lei prende nome il termine moderno di “mnemonico”.
Gli antichi Greci avevano infatti già stilato una serie di tecniche di memoria, proprio perché avevano compreso, senza sapere nulla della distinzione dei due emisferi del cervello, che la memoria poteva essere sviluppata attraverso due principi essenziali: l’immaginazione e le associazioni mentali.

Mentre al giorno d’oggi poca importanza viene data alla facoltà dell’immaginazione e di conseguenza anche alla capacità di creare associazioni mentali, i Greci ne avevano fatto dei capisaldi, aprendo quindi una nuova strada per lo studio di queste tecniche, che ancora oggi vengono utilizzate.
Infatti ormai tutte le tecniche di memoria sono da qui partite incrementando poi altre peculiarità, in modo da rendere le tecniche ancora più efficaci.
1 tecnica di memoria fra le numerose proposte nella letteratura che si occupa di memoria, è la Tecnica delle associazioni di immagini.


LA TECNICA DELLE ASSOCIAZIONI DI IMMAGINI

Affinché si possa ricordare qualcosa bisognerà associarla ad un’immagine, che dovrà essere esagerata, in movimento, colorata ed emotivamente coinvolgente.
Tutto questo processo ci ricorda forse qualcosa? Ma certo… la pubblicità!
Chi ha una certa età ricorda ancora oggi quelli che erano dei veri e propri spot diventati famosi grazie a Carosello.
Ogni spot, grazie anche alla sua costante messa in onda, all’utilizzo di parole chiave, alla loro forma talvolta esagerata, al movimento della scenetta, alla comicità, sono rimasti indelebili nella nostra memoria, anche a distanza di anni.

Se poi viene aggiunta anche una buona e sapiente dose di coinvolgimento emotivo, lo spot pubblicitario avrà raggiunto il suo obiettivo e il suo successo. Avrete infatti notato come le pubblicità oggi non dicano quasi più nulla delle specifiche caratteristiche del prodotto, ma puntino direttamente a suscitare un’emozione.
Il tutto sembra più semplice di quello che possiamo immaginare, ma la memoria funziona proprio così, per immagini e associazioni.

Facciamo un esempio con una parola straniera, che rende maggiormente l’idea. Voglio ricordare il vocabolo inglese “chin” che in italiano significa “mento”. “Chin” si pronuncia “cin”, quindi immagino un Cin-ese che tiri il mio mento, tanto da farlo diventare lunghissimo, oltre un metro. In questa immagine più esagerazione ci metto, più azione e colori uso, più la nuova parola verrà memorizzata.

La parola “Filantropo” può evocare un licantropo (per assonanza) che fa la “fila” alla posta e tutti scappano spaventati.
Più sarà viva e movimentata l’immagine, più sarà ricordata nel tempo.
Ancora una più sfidante: “Faldistorio” (una sedia pieghevole, senza spalliera, usata dal papa e dai vescovi in alcune funzioni sacre). Immagino un enorme faldone con sopra scritto storia che cerco di portare sulla mia schiena con enorme fatica e alla fine mi lascio pesantemente cadere su una sedia dove c’è il Papa e gli finisco in braccio. Più tutti i sensi saranno fortemente coinvolti, esagerati e anche comici, più rimarrà indelebile.

Vi invito a selezionare una serie di parole tratte da dei testi che dovete studiare o una lingua straniera che state imparando e lavorare su questi principi basilari. Il vantaggio è soprattutto quello di ricominciare ad usare la nostra creatività e la nostra immaginazione, che troppo spesso abbiamo accantonato e dimenticato. I risultati si faranno vedere presto.

Buon lavoro!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

GUIDA AL VIAGGIO ASTRALE: COS’È, E COME FUNZIONA

GUIDA AL VIAGGIO ASTRALE: COS’È, E COME FUNZIONA

Avere un’esperienza di uscita fuori dal corpo in forma spontanea può essere normale. In gergo questa esperienza si chiama “Out of Body Experience – O.B.E.”, o anche comunemente “viaggio astrale”.

Tanto si è scritto e discusso sul viaggio astrale con numerose teorie sia a favore che contro. Personalmente è stata una delle cose che ho affrontato in tarda età, soprattutto perché ho sempre avuto alcune esperienze spontanee e non vedevo la necessità di affrontare la questione in modo che divenisse un viaggio indotto sul piano astrale. Quando però venni a sapere che la migliore eccellenza al mondo su questo argomento era in Italia per alcuni seminari, decisi di partecipare.

Sto parlando di William Buhlman, scrittore di best-seller americano, che sin dagli anni ’70 si è occupato di come realizzare e indurre i viaggi astrali. Un ricercatore e studioso che ha in definitiva reso possibile quel viaggio che già gli Sciamani di ogni epoca e paese compivano da sempre.
I testi di William Buhlman sono dei veri e propri manuali per sperimentare questi viaggi molto particolari: “Avventure fuori dal corpo” e “Come uscire fuori dal corpo” sono i più venduti in tutto il mondo.
Fui molto sorpresa nell’apprendere che per partecipare al suo corso dovevo portare un sacco a pelo. In effetti, ma questo lo compresi solo durante il seminario di due giorni, per indurre un’uscita fuori dal corpo, c’era l’assoluta necessità di entrare in uno stato di sonno.

Viaggio astrale, out of body experience
foto dal web

LIBERARSI DAL GUSCIO

L’esperienza del viaggio astrale è in effetti qualcosa di unico e indimenticabile. E’ un’esperienza che può essere fatta solo in prima persona, al di là di qualsiasi teoria, speculazione o credenza. E’ l’esperienza diretta che fa la differenza. Come dicevo, molti possono avere avuto delle avventure fuori dal corpo in forma del tutto spontanea, senza sapere bene che cosa possa essere accaduto e, nella maggior numero dei casi, lasciando un senso di timore per l’imprevedibilità dell’esperienza e per l’ignoto.

Tutti però raccontano più o meno la stessa esperienza: durante il sonno, durante la meditazione, comunque in uno stato alterato rispetto al normale stato di coscienza, ci si sente fluttuare al di sopra del proprio corpo fisico, che rimane inattivo e inerme. Questo momento può essere preceduto da una forte vibrazione del corpo oppure da uno strano stato di rigidità.

Il fatto è che ognuno può avere delle modalità del tutto personali e non rientrare nelle varie casistiche accertate: senso di pesantezza o sentirsi sprofondare (questo capita spesso quando ci stiamo per addormentare), un insolito formicolio nel corpo, sentire il proprio nome chiamato a voce alta, mancanza di peso, senso di leggerezza diffusa, una sensazione di rotazione o movimento di qualunque tipo, un ronzio o un mormorio, per citare i più comuni.


Personalmente, durante le mie avventure fuori dal corpo avverto uno strano tremolio, come una forte vibrazione, e sento improvvisamente il rumore di uno sparo o un forte tuono. Quest’ultimo aspetto me lo ha chiarito molto bene William Buhlman durante il corso: sia la vibrazione che il forte rumore sono soltanto aspetti energetici e non reali, ma indicano che si sta lasciando il corpo fisico.

Una volta accertati questi fenomeni, bisognerebbe rimanere in uno stato di assoluta tranquillità, poiché qualsiasi forma di paura o agitazione non permette il successo dell’esperienza. Sicuramente tutto questo ci offre l’opportunità di sperimentare ed esplorare al di là dei limiti dei nostri sensi fisici.


E’ interessante che i viaggiatori astrali sperimentino un “nuovo corpo”, come un duplicato di energia, un “doppio” più sottile, leggero e puro rispetto alla densità del normale corpo fisico.

VIAGGIO TRA LE DIMENSIONI

Le domande più comuni nel caso di un viaggio astrale sono: dove si va? quali possono essere i luoghi o i mondi da visitare?
Anche qui non esiste una risposta uguale per tutti. Di certo dipende molto dallo stato di consapevolezza e di coscienza di ognuno di noi. Si può rimanere all’interno della nostra casa “astrale” o visitare luoghi su questa terra o addirittura, per i più temerari e avventurosi, spingersi ancora oltre. Non esistono regole, ognuno troverà le sue modalità per affrontare questi meravigliosi viaggi.

Avventure fuori dal corpo, viaggi astrali
foto dal web


Molti credono che durante un viaggio astrale si possano incontrare esseri non propriamente benevoli e che addirittura possano arrecare danno. Tutto dipende da come viviamo la nostra vita quotidiana, quanto abbiamo lavorato su noi stessi, quanto tempo abbiamo dedicato alla nostra crescita personale e soprattutto spirituale. A me queste esperienze così buie non sono mai capitate. Di certo, durante un viaggio astrale, che assomiglia molto a un “sogno lucido”, abbiamo la facoltà di poterci muovere in piena consapevolezza e decidere di cambiare destinazione in ogni momento. Di conseguenza non c’è niente che possa arrecare danno, tutto è nelle nostre mani, senza dimenticare che non ci stiamo muovendo con il corpo fisico, ma solo con una proiezione della nostra energia in totale sicurezza.


Inizialmente le mie avventure fuori dal corpo mi hanno fatto girovagare all’interno della mia stessa casa, che appariva molto più luminosa e solo in alcuni minimi dettagli un po’ diversa, ma era davvero solo una questione di minimi particolari. Sicuramente non è permesso di modificare nulla all’interno di questo spazio. Il viaggio astrale dovrebbe sempre portare con sé una massiccia dose di rispetto e soprattutto etica. Parlo di etica, perché se qualcuno pensasse di utilizzare questi viaggi anche solo per scopi non propriamente tali, come per esempio andare a sbirciare dentro la vita di qualcuno, è bene sapere sin da subito che le cose che apparirebbero potrebbero non essere veritiere. Siamo tutti ospiti su questa Terra, figurarsi in una dimensione di cui abbiamo poca conoscenza o dimestichezza.

In seguito ho preso sempre più coraggio e mi sono spinta “oltre” dove ho avuto l’immensa fortuna di visitare luoghi a me sconosciuti ed incontrare esseri che mi hanno dato consigli, conferme, novità in ogni ambito in cui chiedevo. Qui vale la stessa legge: se non chiedi, nulla ti viene detto.
Il rientro nel proprio corpo avviene sempre in maniera dolce, se ciò non accadesse vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Basterà pensare al nostro corpo fisico o decidere semplicemente di rientrare che questo accadrà in maniera del tutto spontanea e veloce.

ESERCIZIO PER SPERIMENTARE UN VIAGGIO ASTRALE

Esistono tantissimi esercizi per indurre un viaggio astrale. I tempi variano da persona a persona, ma sicuramente il successo è assicurato solo con la tenacia, la pazienza e l’esercizio quotidiano. Questa tecnica l’ho ovviamente appresa da William Buhlman.

Come prima cosa bisogna andare a letto quando si ha sonno, in questo stato di torpore ripetere a se stessi “Io rimango consapevole mentre scivolo nel sonno”. Nel frattempo visualizzate voi stessi che venite sollevati da una mongolfiera o da una nuvola leggera o da un deltaplano. Immaginate qualcosa che vi piaccia, prendetelo come un gioco e lasciate libero sfogo alla vostra fantasia. Tutto questo deve accadere mentre si scivola nel sonno.

Una volta addormentati, dopo pochissimo, qualche secondo come qualche minuto, vi risveglierete nello stato vibratorio o in uno stato che ho menzionato sopra. Ora ripetete a voi stessi “Adesso sono fuori dal corpo”. L’importante è rimanere calmi e tranquilli, distogliendo completamente l’attenzione dal corpo fisico. E vedete cosa accade. All’inizio può non succedere nulla, l’importante è riprovare con costanza tutte le sere.

Buon viaggio astrale a tutti !!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

SPIRITI GUIDA, CHI SONO E COME ENTRARE IN CONTATTO

SPIRITI GUIDA, CHI SONO E COME ENTRARE IN CONTATTO

Gli Spiriti Guida hanno il compito di suggerirci come ritornare sul nostro vero sentiero, dal quale le esperienze di questa vita potrebbero averci fatto allontanare.

Gli Spiriti Guida sono nostri amici, amici che forse abbiamo sempre conosciuto. Essi creano con noi la vita che vivremo su questa Terra, secondo linee, obiettivi e mission su cui ci siamo già accordati. Ebbene sì, secondo il mio parere e la mia esperienza, abbiamo concordato prima di nascere delle linee guida per la nostra evoluzione. Solo che al momento della nascita ne perdiamo completamente la memoria.

LO SPIRITO GUIDA E L’AMICO IMMAGINARIO

Una cosa è certa: non siamo soli. Siamo costantemente accompagnati dai nostri Spiriti Guida a partire da quando siamo piccoli. Chi non ha mai avuto un amico immaginario? Io ricordo perfettamente il mio che si chiamava “Pitemu” (lo scrivo come lo pronunciavo, solo molto più tardi ho scoperto che si chiamasse Peter Moon). Aveva la mia stessa età ed era inglese, giocava insieme a me, parlavo e ridevo con lui, lo incontravo spesso sotto il tavolo del salotto, dove mia madre mi trovava a fare lunghe chiacchierate con qualcuno di invisibile. Per fortuna credeva anche lei nell’esistenza degli amici immaginari e si limitava a sorridere e a chiedermi se lo avessi incontrato e a che cosa avessimo giocato.


Se volete approfondire l’argomento dell’amico immaginario, vi consiglio la lettura di questo romanzo, davvero bellissimo, un po’ giallo, ma che apre un mondo sull’esistenza e sulla vita di questi amici invisibili: “L’Amico Immaginario” di Matthew Dicks. E’ molto, molto di più di un semplice romanzo.

MA CHI SONO GLI SPIRITI GUIDA?

Gli Spiriti Guida sono Esseri di Luce che ci accompagnano nel nostro cammino terreno. Non hanno niente a che vedere con gli Angeli, perché mentre gli Angeli sono anch’essi Esseri di Luce, questi però non hanno mai avuto esperienze terrene o fisiche. Al contrario gli Spiriti Guida si sono incarnati sul nostro piano fisico e hanno condotto una vita cosiddetta “normale” fino al momento del loro trapasso su un’altra dimensione. Possono essere state persone che abbiamo conosciuto nella nostra vita, come invece essere a noi totalmente sconosciute. Può anche essere un animale, come credono gli Sciamani di tutte le antiche tradizioni. Non lo sappiamo… o forse sì.

foto dal web

GLI SPIRITI GUIDA SONO SEMPRE CON NOI

Le nostre Guide sono nostri amici, amici che forse abbiamo sempre conosciuto. Essi creano con noi la vita che vivremo su questa Terra, secondo linee, obiettivi e mission su cui ci siamo già accordati. Ebbene sì, secondo il mio parere e la mia esperienza, abbiamo concordato prima di nascere delle linee guida per la nostra evoluzione. Solo che al momento della nascita ne perdiamo completamente la memoria.

Ecco perché i nostri Spiriti Guida hanno il compito di suggerirci come ritornare sul nostro vero sentiero, dal quale le esperienze di questa vita potrebbero averci fatto allontanare. E non lo faranno mai attraverso degli avvertimenti che possano incutere timore o attraverso qualcosa che possa offendere o intralciare altre persone. Il loro punto di vista è sempre obiettivo ed etico, hanno una visione d’insieme e “dall’alto” e nei loro consigli si riflette il loro amore per tutti gli esseri umani.
Essi non offrono mai un consiglio. Il consiglio arriva quando lo richiediamo e siamo sempre assolutamente liberi di accettarlo o meno.

Molto spesso i nostri Amici ci “mostrano” un altro modo di vedere una situazione, un’alternativa, che nemmeno avevamo preso in considerazione. I loro suggerimenti non sono certo ordini. Riflettono solo il punto di vista da dove stanno guardando. Accettano sempre senza giudizio il fatto che possiamo intraprendere una strada diversa da quella “suggerita” e adatteranno immediatamente i loro consigli alla nuova via intrapresa. Non esistono decisioni sbagliate, ma infinite opportunità, ognuna delle quali porta sviluppi sempre e comunque interessanti.

COME CONTATTARE LO SPIRITO GUIDA

Se qualcuno si aspetta di sentire la loro voce con le orecchie fisiche, non sentirà nulla; se si aspetta di vedere la loro presenza con gli occhi fisici, non vedrà assolutamente niente. Solo attraverso i canali sottili, i sensi sottili, sarà possibile contattare lo Spirito Guida. Ma anche pensare che queste informazioni arrivino dall’esterno, dal di fuori di noi, è assolutamente errato. Perché gli Spiriti Guida ci parlano attraverso la nostra Anima, il nostro Sé più profondo e nascosto.

La nostra Anima è l’unico mezzo, l’unico ponte di comunicazione tra il nostro mondo terreno e il mondo oltre, il sovrasensibile.

Sono arrivata a questa conclusione con l’esperienza diretta, dopo aver frequentato il primo corso dal titolo “I Maestri Invisibili” che lo scrittore e filologo Igor Sibaldi tenne a Roma nel 2000, con il quale si è poi consolidata una forte amicizia durata nel tempo. Avevo letto due anni prima il suo libro “I Maestri Invisibili”, che mi aveva letteralmente appassionato e dal quale avevo attinto informazioni per me completamente nuove ed inedite.

I maestri invisibili di Igor Sibaldi


Avevo già avuto contatti con il mio Spirito Guida in molte occasioni, soprattutto durante stati meditativi o durante le fasi che precedono il sonno. Però desideravo qualcosa di più, qualcosa che mi permettesse di entrare in contatto con loro non più in forma spontanea, ma indotta. Quello con Igor è stato uno dei corsi più entusiasmanti della mia vita, dal quale ho potuto ottenere un’efficacissima tecnica di contatto, che ancora oggi utilizzo e tante, tantissime risposte.

Soprattutto ebbi conferma di tanti miei sentiti: il fatto che il contatto avveniva proprio “telepaticamente” attraverso quella nostra parte così profonda e insondata che si chiama Anima, che avevano un nome, bastava avere il coraggio di chiederglielo, che ogni tanto cambiavano sembianze, perché a seconda del nostro stato di coscienza lasciavano posto ad altri Maestri più adatti a quel nostro preciso momento, che potevo contattare anche altri Esseri che non erano propriamente le mie guide, ma che mi venivano date “in prestito” per esigenze contingenti e che magari non avrei mai più rivisto. Insomma ebbi l’opportunità d imparare a sentirli, viverli e amarli.


Ma come contattare lo Spirito Guida? Il miglior contatto con il nostro Maestro Invisibile è sempre l’ascolto interiore. Loro ci inviano continuamente messaggi, che spesso cadono però nel vuoto, perché non siamo in grado di coglierli. Solo se siamo in uno stato di apertura e di centratura le “porte” possono aprirsi e lasciar fluire il dialogo, un dialogo che avviene sempre nel nostro presente. Possono sussurrarci le risposte o i consigli che tanto attendevamo. Quelle intuizioni, quelle idee brillanti sono le loro che ci hanno trasmesso in uno stato momentaneo di silenzio interiore, quando lasciamo che tutto si fermi, in una frazione di secondo.

Ecco, in questo preciso istante si apre una porta, si crea un ponte di contatto, anche se fugace. E’ solo nostra la facoltà di poter scegliere se lasciare quella porta aperta oppure no. Loro, i nostri Spiriti Guida, i nostri Maestri, sono lì in attesa, senza giudizio, senza alcuna ombra, ma solo e sempre pieni di amore e di protezione nei nostri confronti.

ESERCIZIO PER CONTATTARE IL NOSTRO SPIRITO GUIDA

Per contattare lo Spirito Guida sarà sufficiente metterci in uno stato di assoluta tranquillità, rilassamento e silenzio. Sedersi in una posizione comoda, chiudere gli occhi, contare da 10 a 1 per entrare nel nostro spazio interiore. Dobbiamo raggiungere uno stato di vuoto mentale (i pensieri a dire il vero potrebbero ancora venire alla nostra mente, ma non focalizziamoci su essi, lasciamoli scorrere come foglie al vento, andranno via da soli, se non diamo loro attenzione).

A questo punto diciamo a noi stessi: “Spirito Guida parlami, io ti ascolto” oppure possiamo formulare una domanda più specifica “Spirito Guida, indicami la soluzione per…”. L’importante è che la domanda sia breve, chiara e senza troppi concetti aggiuntivi.

Se siamo già abituati ad entrare al centro del nostro Essere, è molto probabile che la risposta arrivi dopo pochi secondi o minuti. L’importante è mantenere lo stato di calma e rilassamento. Se invece non dovesse arrivare nulla, siate vigili e attenti nei giorni a venire, perché la risposta potrebbe arrivare attraverso segnali inaspettati: uno spot pubblicitario, alcune frasi dette da altri, un sogno, un’intuizione improvvisa, alcune frasi di un libro… insomma, i mezzi possono essere molteplici. L’importante è essere attenti, centrati, focalizzati sui nostri pensieri, emozioni, sul nostro presente.

Vi auguro di poter fare amicizia con il vostro Spirito Guida, lui non vede l’ora di farlo!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach