PRIMO CHAKRA – MULADHARA

PRIMO CHAKRA – MULADHARA

Il Primo Chakra è anche chiamato Chakra della Radice, in sanscrito Muladhara, che significa “radice” o “supporto”. E’ collocato nel perineo, cioè l’area situata tra l’ano e i genitali. E’ collegato naturalmente all’elemento terra.

Ci sono delle parole “chiave” che lo definiscono perfettamente e sono: radicamento, incarnazione e sopravvivenza.

 

PRIMO CHAKRA – MULADHARA

 

RADICAMENTO

Il radicamento è mettere radici nella nostra Madre Terra, divenendo più coscienti della vita terrena. Più ci radichiamo e meno la vita ci appare come un peso o un macigno da portare. Le difficoltà e i conflitti che ci portiamo dentro assumono dunque un altro aspetto, totalmente nuovo, regalandoci un senso e un significato in questo mondo.

 

INCARNAZIONE

Molti insegnamenti spirituali ed esoterici presuppongono l’accettazione della reincarnazione e di molte vite. Questi insegnamenti, in cui io credo fortemente e di cui ne ho fatto anche una professione grazie agli insegnamenti del mio maestro Dr. Brian Weiss, affermano che siamo noi a scegliere prima di nascere i genitori, il tempo storico, la cultura e anche la posizione che in quella incarnazione prenderemo. Portare tutto questo alla forma conscia e consapevole è uno dei compiti che prevede questo viaggio terreno. Alcune di queste informazioni sulle nostre scelte prima di nascere nello stato fisico sono riportate nel nostro campo energetico, detto anche Aura, e nei colori emanati dal nostro Chakra della Radice.

 

SOPRAVVIVENZA

Riguarda il nostro comportamento istintivo volto alla nostra sopravvivenza e salvezza. Tutti noi impariamo da piccoli, per esempio, che possiamo usare il fuoco per scaldarci o per cucinare, ma che deve essere anche contenuto e controllato, se non vogliamo che non ci faccia male o possa diventare distruttivo.

Le paure che ci avvisano che dobbiamo stare entro certi limiti sono dei meccanismi di difesa e di autoconservazione. Alcune aree di competizione della nostra vita, che sono molto evidenti per esempio negli sport estremi, ci portano a provare i confini tra il pericolo e la sopravvivenza. A volte si prova una forte esaltazione nel mettere alla prova noi stessi in quelle circostanze. Rafforzando il Chakra della Radice si è in grado di stabilire il giusto equilibrio tra la nostra mente reattiva e istintiva e la nostra mente conscia.

 

 

L’ETA’ DELLO SVILUPPO DEL PRIMO CHAKRA

Lo sviluppo di questo Chakra nel bambino va dagli zero ai tre – cinque anni di età. Oggi i bambini piccoli si sviluppano molto più velocemente rispetto a quando io avevo la loro stessa età. Il tempo di sviluppo e di crescita di ciascun Chakra non significa che il Chakra stesso smette di crescere dopo quel periodo o che gli altri Chakra non esistono in quel particolare periodo. Ci sono fasi della prima infanzia che sono fondamentali a ciascuno dei primi cinque Chakra. Se i bisogni di ciascun Chakra vengono alimentali, il Chakra funzionerà con più scioltezza, con maggior forza e apertura in ogni parte della nostra vita, soprattutto nell’età adulta.

Se i bisogni sono invece trascurati, allora quel Chakra diventerà un importante punto focale per la diagnosi e la cura ogni volta che disagi fisici o difficoltà emozionali o psicologiche diverranno manifesti.

I primi anni sono davvero essenziali per il resto della nostra vita. Se i bisogni primari, secondo anche la famosa piramide dei bisogni di Maslow, che sono casa, calore, cibo e amore, vengono soddisfatti, si rifletterà sullo sviluppo e sulla salute del singolo Chakra.

Nel bambino piccolo l’esplorazione del mondo è di vitale importanza. Una ricca varietà del gioco è essenziale. Quello che noi adulti chiamiamo “gioco”, per i bambini, e dovrebbe esserlo ancora oggi per noi, in realtà è un vero e proprio lavoro, un serissimo lavoro, dove le possibilità sono immense.

I bambini devono arrampicarsi, toccare, sentire, schiacciare, udire, gustare, odorare e osservare tutto ciò che li circonda. Queste esperienze sono necessarie allo sviluppo della loro comprensione della vita, ma sono anche necessarie al radicamento e all’accettazione della propria incarnazione su questo piano di esistenza.

Non esiste ambiente che non produca traumi, blocchi o sfide di qualsiasi genere. Se ce ne sono abbastanza per ciascuno stadio della crescita, allora è salutare e c’è voglia di vivere come risultato. Chakra pieni di colore e che pulsano correttamente sostengono la vitalità della persona e aprono a grandi opportunità.

 

 

IL COLORE

Il colore rosso è il colore primario del Chakra della Radice. E’ il colore che ha la minore quantità di vibrazione nello spettro di tutti i colori e produce, quindi, un colore rosso nel nostro campo di energia o Aura. In genere un campo di energia sana è quello che contiene tutti i colori dello spettro, dove la distribuzione dei colori rappresenta il riflesso delle qualità e dei talenti della persona.

Nello specifico il colore rosso del Primo Chakra, se in equilibrio, avrà un bel colore brillante e vivace, al contrario, in caso di uno squilibrio psicofisico, avrà un colore più scuro tendente al magenta o al bordeaux.

Quando si vuole portare in equilibrio un Chakra dissonante, è bene circondarsi o portare addosso i colori corrispondenti del Chakra stesso. Nel caso del Primo Chakra si possono indossare abiti che abbiano del rosso al loro interno o circondarsi dentro la propria abitazione di oggetti di colore rosso. Sono validissimi anche gioielli che hanno questo colore.

 

GLI ASPETTI FISICI

Ogni Chakra influenza ed è influenzato dal corpo fisico, dalla sua salute e dal suo funzionamento. Questo legame è particolarmente stretto nei confronti del sistema ghiandolare.

Il Chakra della Radice, per la sua bassa velocità di vibrazione, è il Chakra legato alla materia ed è legato agli aspetti più “solidi” del corpo fisico: alle ossa, ai muscoli, ai tendini, ma anche ai nervi, ai denti, alle unghie, alle ghiandole surrenali e al coccige.

Imparare ad amare di più il nostro corpo fisico e mantenerlo in uno stato di salute e di benessere è un fattore determinante per la nostra autostima. Se questi aspetti ci risultano difficili, il lavoro sul Chakra della Radice sarà determinante e di grande aiuto.

 

 

PRIMO ESERCIZIO PER IL PRIMO CHAKRA

Questo è un esercizio da fare durante l’arco della giornata. Si tratta di attivare e “sentire” attraverso l’olfatto. Cercate di percepire i più piccoli odori e accostate proprio il vostro naso agli oggetti per percepirne l’odore. Inspirate ogni odore mentre cucinate, mentre passeggiate, mentre siete in auto, nei negozi o a casa vostra. E’ importante che questo senso sia maggiormente sviluppato se desideriamo avere un Primo Chakra in equilibrio.

SECONDO ESERCIZIO PER IL PRIMO CHAKRA

Questo esercizio è molto simile al secondo esercizio presentato nel primo articolo di questo Blog dedicato ai Chakra che trovi qui, ma con una variante interessante.

Mettetevi seduti Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro. Quando il respiro inizia a rallentare, visualizzate voi stessi come un albero. I vostri rami si aprono sopra di voi, sopra la vostra testa, e le radici si allungano profondamente dentro la terra. Sentite i 4 elementi che vi nutrono : il sole riscalda tutto il vostro essere, il vento vi rinfresca, sentite la Terra che accoglie le vostre radici, che sono di un colore rosso vivo,  fino a sentire l’acqua sotterranea che vi alimenta. Il tutto è piacevole, lasciatevi andare al ritmo della Natura. Respirate attraverso i vostri rami, prendete dentro di voi l’aria e il sole, mandate il vostro respiro lungo tutto il vostro tronco e lasciatelo andare, espirando, attraverso le vostre rosse radici nella terra e nell’acqua.

Adesso iniziate a visualizzare tutte le memorie di questo vostro albero, da quando era seme piantato nella terra, al suo mettere radici, al suo integrarsi con gli elementi e al suo dipendere da questi e a tutti i suoi cicli di crescita. Prendetevi tutto il tempo necessario e lasciatevi andare alle sensazioni piacevoli che tutto questo provoca dentro di voi. Solo al termine, quando vi sentite pronti, percepite nuovamente lo spazio intorno a voi e ritornate al vostro stato di coscienza ordinaria.

 

Buona pratica!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

I CHAKRA

I CHAKRA

Inizia da oggi in questo Blog una serie di articoli, ne seguiranno 7 nello specifico, uno per ogni Chakra, in modo da analizzarli nel dettaglio, vedere come funzionano e come tenerli sempre attivi attraverso esercizi specifici e mirati.

Si legge e si sente molto parlare di Chakra, descritti come un millenario sistema indiano, che tratta le correnti energetiche del corpo umano. Tutte le tradizioni esoteriche hanno sempre affermato che il corpo fisico è solo la manifestazione esteriore e materiale di un involucro che contiene la vera essenza dell’uomo, e cioè il suo essere spirituale. Hanno anche messo in evidenza come il corpo fisico sia solo lo strato più denso ed evidente tra tutti i corpi che tutti gli esseri viventi possiedono.

 

 

 

COSA SONO I CHAKRA

Questa descrizione è tratta dal mio libro “Percepire l’Invisibile”, è solo un breve capitolo dedicato a questo immenso argomento  di cui tratteremo in maniera più approfondita nei prossimi articoli del Blog. Il concetto di energia e la sua funzionalità era molto ben conosciuta, soprattutto nelle tradizioni orientali, India e Cina, da più di 4.000 anni fa. La medicina tradizionale cinese, che trova larga applicazione ancora oggi, non solo in Cina ma in tutto il mondo, si basa prevalentemente sui cosiddetti “meridiani”, decine di particolari punti e canali localizzati sul corpo, esattamente come a formare una mappa, attraverso i quali scorre l’energia vitale definita “Qi”. Lo studio dell’antica medicina cinese è molto complesso ed è il fondamento dell’agopuntura, una disciplina olistica molto antica e anche molto conosciuta nel mondo occidentale, che, attraverso la stimolazione di quegli stessi meridiani con l’inserimento di aghi sottilissimi, tende a prevenire e curare diverse malattie, oltre a sollecitare il benessere psico-fisico. Sono stati addirittura ritrovati dei primordiali aghi fatti di osso, bambù e terracotta risalenti a circa 5.000 anni fa. Ed è anche molto interessante il fatto che fu l’ordine ecclesiastico dei Gesuiti ad introdurre in Europa la tecnica dell’Agopuntura intorno al 1600. Se per i Cinesi l’energia vitale era il “Ki”, per gli Indiani si chiamava “Prana” e permeava tutto il corpo attraverso numerosissimi centri, più o meno come i meridiani cinesi, ma evidenziandone sette di particolare e fondamentale importanza per la salute sia fisica, che emozionale, che spirituale : i Chakra. Il termine Chakra viene dal Sanscrito e significa “ruota”. Infatti i Chakra vengono descritti, anche se non sono visibili a occhio nudo, come delle ruote che girano in senso orario e antiorario e hanno la loro localizzazione in sette punti principali sia davanti al corpo fisico che posteriormente, in corrispondenza di questi stessi punti, lungo la spina dorsale. Sono come dei doppi coni di energia che ruotano vorticosamente con una facciata anteriore e una posteriore, entrambi con il vertice nella spina dorsale, o internamente al corpo da cui il Chakra emana. I Chakra frontali sono relativi alla coscienza, al vissuto quotidiano, all’attuale esistenza, e contengono al loro interno informazioni riguardanti la vita quotidiana, lo stato mentale, i pensieri, l’atteggiamento emotivo e psicologico nei confronti del mondo circostante, i bisogni primari, le decisioni da prendere e tutte le esperienze dell’attuale esistenza. Mentre il lato posteriore dei Chakra ha attinenza con informazioni che provengono dall’inconscio, dalle vite passate, dai sogni, dalle premonizioni, dai poteri psichici e medianici, dal contatto con energie spirituali e multidimensionali, tutto ciò insomma che fa parte del nostro essere, ma che è per il momento latente, se non opportunamente sollecitato. Ogni Chakra regola il sistema energetico umano e collega gli aspetti di visibile ed invisibile di corpo, mente e spirito, contribuendo allo scambio di energia tra le varie dimensioni. Ciascuno di questi centri opera attraverso una propria frequenza vibratoria. Generalmente se il centro è più in basso, verso la terra, la sua frequenza sarà molto più fisica rispetto ad un Chakra che si trovi più in alto, come la testa, per esempio. Da notare però che, essendo tutti i Chakra strettamente collegati tra loro, la disfunzionalità di uno porterà di conseguenza a delle disarmonie anche negli altri. Infatti, ogni Chakra possiede un proprio meccanismo per comunicare sia con l’organismo nel suo insieme, che con tutti gli altri centri energetici. Ovviamente, pur facendo parte di una stessa famiglia all’interno della quale il dialogo e la collaborazione sono fattori determinanti, mantengono delle caratteristiche e funzionalità del tutto proprie.  

 

Chakra, i fiori della vita

lotus and Seven chakras

 

CHAKRA, I FIORI DELLA VITA

I Chakra si sviluppano intorno alla nostra colonna vertebrale e li possiamo immaginare come dei fiori. Lo stelo del fiore è la nostra colonna, i fiori sono i singoli Chakra. Questi fiori sono molto flessibili, vibrano e girano secondo le circostanze della vita, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni: come, insomma, noi reagiamo alla realtà che ci circonda. Un Chakra non può mai essere chiuso, ma, piuttosto, dissonante o in squilibrio. Proprio come un fiore può afflosciarsi e non mostrare quei bei petali aperti alla vita. Se iniziamo a lavorare con i Chakra possiamo migliorare la nostra salute fisica, mentale, emozionale e spirituale, andando quindi ad impattare su tutti i nostri piani di esistenza. Il lavoro sui Chakra è un lavoro che ognuno dovrebbe intraprendere per cambiare la propria vita, il proprio sentito, il proprio stile di pensiero. Ogni Chakra è un universo a sé, anche se unito a tutti gli altri Chakra, come una mappa della coscienza che ci mostra le coordinate del nostro sviluppo personale. Quando entriamo in contatto con ii nostri Chakra in maniera dinamica, questo ci aiuta a fare scelte più consapevoli e responsabili, per affrontare in maniera entusiasmante il percorso della nostra esistenza su questa Terra.  

PRIMO ESERCIZIO CON I CHAKRA

Mettetevi in piedi o seduti, l’importante è che la colonna vertebrale sia dritta ma non rigida. Gambe e braccia rilassate e non incrociate. Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro e a concentrarvi su di esso. Sentite l’inspirazione arrivare da un punto sopra la vostra testa, la corona. Poi spingete quell’inspirazione al centro del vostro corpo, fino a lasciare il respiro, espirando alla base della vostra colonna. Seguite questo ritmo per circa dieci respirazioni e poi invertite. Iniziate ad inspirare dalla base della vostra colonna, facendo salire il respiro fino al centro del vostro corpo e lasciandolo andare, espirando, sulla sommità della vostra testa. Continuate così per altre 10 respirazioni e poi invertite di nuovo. L’esercizio può durare quanto volete voi, sarebbe bene non meno di 5 minuti.

SECONDO ESERCIZIO CON I CHAKRA

Questo esercizio è tratto dagli insegnamenti di un mio maestro sciamano. Mettetevi sempre in piedi o seduti (meglio ancora se all’aria aperta, appoggiando la schiena ad un albero). Iniziate a sentire il ritmo del vostro respiro. Quando il respiro inizia a rallentare, visualizzate voi stessi come un albero. I vostri rami si aprono sopra di voi, sopra la vostra testa, e le radici si allungano profondamente dentro la terra. Sentite i 4 elementi che vi nutrono : il sole riscalda tutto il vostro essere, il vento vi rinfresca, sentite la Terra che accoglie le vostre radici, fino a sentire l’acqua sotterranea che vi alimenta. Il tutto è piacevole, lasciatevi andare al ritmo della Natura. Respirate attraverso i vostri rami, prendete dentro di voi l’aria e il sole, mandate il vostro respiro lungo tutto il vostro tronco e lasciatelo andare, espirando, attraverso le radici nella terra e nell’acqua. Seguite questo ritmo per circa 10 respirazioni e poi invertite il flusso. Ora inspirate dalla Terra e dall’acqua viva, portate quel respiro su attraverso le radici, su per il tronco e fino ai rami dove lo lascerete andare, espirando, nell’aria e nel sole.

 

Buona pratica!

Serenella D’Ercole Ricercatrice spirituale e life coach

Tra Spirito e Materia – Terzo Convegno Internazionale

Tra Spirito e Materia – Terzo Convegno Internazionale

L’Associazione La Porta Eterica ha il piacere di presentare il Terzo Convegno Internazionale dal titolo
“Tra Spirito e Materia”.
L’obiettivo di questo convegno è dimostrare che il confine tra il visibile e l’invisibile è solo una pura illusione, dove la materia e lo spirito, che ci appaiono così separati e lontani tra loro, coesistono in perfetta armonia.
Sarà un’intera giornata dedicata al riconoscimento e al sentito della nostra parte più profonda. Attraverso gli interventi di relatori di fama internazionale e musiche che viaggeranno su vibrazioni elevate, entreremo in contatto con il linguaggio segreto della nostra Anima.

Quest’anno il Convegno si terrà online.
L’evento sarà come sempre ricco di spunti e riflessioni per la nostra crescita personale e la nostra consapevolezza.
Potrete seguirlo comodamente da casa, o in qualsiasi posto siate!

Buona visione!

Abbiamo deciso di mantenere il prezzo speciale di 35€ fino alla fine della vendita.
Pagherai sempre 35€ invece di 50€


IMPORTANTE!!!

La prenotazione é valida solo dopo aver cliccato sul pulsante di prenotazione in fondo a questa pagina ed aver effettuato il pagamento.
Nel caso di bonifico, la prenotazione sarà valida solo dopo che ne avremo verificato l’avvenuto pagamento.
Una volta acquistato il tuo posto al Convegno riceverai via mail il link della piattaforma Zoom alla quale potrai collegarti per partecipare.


PROGRAMMA

9:00 Introduzione

9:10 RINO CAPITANATA
Il potere curativo della Musica – musiche a 432 Hz

9:40 ALBERTO FERRARINI
La Numerologia antica e la Medicina dell’Anima

10:40 VINCENZO FANELLI La Mente Quantica

11:40 Break

12:00 SERENELLA D’ERCOLE
Percepire l’Invisibile

13:00 Pausa pranzo

14:30 RINO CAPITANATA
Il potere curativo della Musica – musiche a 432 Hz

15:00 DARIO CANIL
La Magia dell’Essere

16:00 IVAN NOSSA
Il potere della gratitudine e del cambiamento come strumenti per amare la vita

17:00 Break

17:15 STEFANO MAYORCA
La Medicina Aurea, i poteri dell’uomo nella cura ermetica a distanza

18:30 Chiusura e saluti

Relatori

Rino Capitanata

Rino Capitanata, Musicoterapeuta e produttore della CapitanArt Records, approfondisce da anni la musica come veicolo per la guarigione. Ha composto musica per Brian Weiss, Doreen Virtue, John Gray, Master Choa Kok Sui, Louise Hay, Dr. W. Dyer, e tanti altri. È stato più volte invitato in Europa e USA per tour e concerti. I suoi CD e le sue musiche curative, accordate a 432 Hz, inducono al benessere psicofisico e al rilassamento, riducendo notevolmente i livelli di stress.

Alberto Ferrarini

Alberto Ferrarini è conosciuto come il motivatore di campioni sportivi, sia in ambito nazionale che internazionale. Si avvale di una conoscenza antica, che parla anche di numerologia, fisica quantistica, teoria del precedente, magnetismo, ciclicità e simbologia. Sono questi i temi che lo hanno reso celebre in ambito social, con un incredibile e immediato passaparola, i cui video, post e audio sono seguiti ed ascoltati giornalmente da migliaia di persone.

Vincenzo Fanelli

Vincenzo Fanelli è studioso di meccanica quantistica, antiche pratiche sciamaniche e orientali, Shiatsu e Reiki. Ricercatore dal 1997 nell’ambito del “Progetto Genesi”, elaborando tecniche e strategie per il cambiamento delle credenze profonde e dei condizionamenti inconsci. Nel 2015 pubblica il best seller “La Mente Quantica”, a cui fanno seguito “Il Potere della Programmazione Quantica”, “Il Potere dell’Energia Universale”, e altri ancora con il Gruppo Macro.

Dario Canil

Dario Canil è scrittore, conferenziere e insegnante di misticismo, sciamanesimo tolteco e Huna, è Master Reiki dal 1997. Contemplatore dell’Essere sin dall’infanzia, si dedica allo studio dell’energia sottile, del risveglio, della Coscienza, alla pratica dei sogni lucidi, alle arti marziali. Scrittore di successo con i suoi libri “Avrah Ka Dabra, creo quel che dico”, “Avrah Ka Dabra, creo la mia felicità”, “Risognare la Realtà”, “L’Anima del Reiki”, “Tu Sei Magia” ed altri ancora.

Ivan Nossa

Ivan Nossa, la sua passione per la ricerca interiore e la scrittura lo portano a 47 anni a cambiare completamente percorso aprendosi con fiducia alla vita. Da imprenditore diventa autore di successo, in seguito collabora con lo scrittore bestseller americano Joe Vitale con il quale pubblica “10 grammi di felicità”. Oggi Ivan dedica il suo tempo a diffondere i messaggi di gratitudine, perdono e amore per la vita con libri e conferenze. Tra i suoi libri: “Il Potere e la Magia della Gratitudine”, “Il Potere e la Magia del Perdono” e “Il Potere e la Magia dell’Amore”.

Stefano Mayorca

Stefano Mayorca, unanimemente considerato uno dei maggiori esperti di esoterismo, ermetismo e filosofia occulta. Studioso di simbolismo tradizionale, tradizioni antiche e sciamaniche, miti e culti misterici, sperimentatore alchimico. Apprezzatissimo conferenziere e ospite di numerose trasmissioni televisive Rai e Mediaset, collabora con le maggiori riviste del settore. Le sue numerosissime opere sono state tradotte in vari paesi europei, in Canada e in America latina.

Serenella D'Ercole

Serenella D’Ercole, studiosa e ricercatrice da 40 anni di esoterismo soprattutto nell’ambito energetico e del soprannaturale in ogni sua manifestazione. Ha ottenuto l’abilitazione per l’Italia e il diploma dal Weiss Institute per avere frequentato il Master in Past Life Regression Therapy con il Dr. Brian Weiss presso l’Omega Istitute, Rhinebeck USA e altri Master con lui in America. È autrice dell’eBook di successo “Percepire l’Invisibile” tradotto anche in lingua inglese.

 

IL POTERE DELLA CONCENTRAZIONE, UN POTENTE ALLEATO

IL POTERE DELLA CONCENTRAZIONE, UN POTENTE ALLEATO

LA CONCENTRAZIONE

Parlo spesso, e non solo in questo Blog, di risveglio, di non essere vittime inconsapevoli della nostra mente, di non lasciarci andare al continuo affollamento di pensieri inutili, che non aiuta a rimanere centrati sui nostri obiettivi o sul nostro sentito. 

Ho già parlato di Meditazione, di come funziona e di come ci può essere di sostegno per vivere una vita più serena e consapevole. Una Meditazione alla quale dedicarci nel nostro spazio silenzioso, in tutta calma e rilassatezza. Ci sono però dei momenti nel corso della giornata in cui abbiamo veramente bisogno di rimanere concentrati su quello che stiamo facendo e, lo sappiamo benissimo, le distrazioni sono sempre in agguato, pronte a distogliere la nostra attenzione e il nostro focus. 

Il potere della concentrazione
foto dal web

Naturalmente ci rendiamo conto dell’importanza della concentrazione solo quando… l’abbiamo persa. Esattamente quello che succede con tutte le cose belle della vita, quando le lasciamo andare e ci rendiamo conto della loro importanza nel momento in cui non le abbiamo più. Per fortuna la concentrazione la possiamo recuperare in qualsiasi momento. 

Le distrazioni sono infinite e, negli ultimi anni, si sono aggiunte quelle che arrivano dalla tecnologia mobile, dagli strumenti multimediali, dai messaggi di ogni genere e natura, che ci portano a livelli pericolosi di disattenzione.

tecniche di concentrazione
foto dal web

LA CONCENTRAZIONE, COME FUNZIONA

Di tutti le informazioni che ogni giorno arrivano a noi, attraverso i nostri organi sensoriali, solo una parte viene selezionata dal nostro cervello. Il cervello filtra tutto ciò che entra nella nostra sfera di realtà, lasciando solo informazioni e stimoli che siano utili e, soprattutto, funzionali nella nostra vita. Questo è uno degli innumerevoli compiti del cervello inconscio. 

Attraverso la concentrazione diamo però input al cervello inconscio di centrarsi su ciò che realmente ci interessa e di cui abbiamo davvero bisogno, tanto da sostenere il cervello inconscio nei processi di miglioramento e di sviluppo personale.
In pratica, quando ci alleniamo nell’attivazione della concentrazione conscia, trasmettiamo al nostro cervello inconscio tutti quegli stimoli e quei processi che restano attivi ed impressi anche quando la nostra attenzione conscia è a riposo. 

Mettendo in pratica la concentrazione impariamo a non essere più dominati dalla nostra mente, fatta di abitudini e risposte automatiche, ma a diventare noi il vero comandante della nostra mente. Così facendo possiamo diventare i maestri di noi stessi.

tecniche di concentrazione
foto dal web

TECNICHE DI CONCENTRAZIONE 

E’ tanta la letteratura al riguardo. Tra tutti mi sento di consigliare “Esercizi di Concentrazione” di Mouni Sadhu, un testo dove vengono riportati degli esercizi molto efficaci e pratici con uno sguardo rivolto alla tradizione orientale.
Altro testo da prendere in considerazione è “L’Arte della Concentrazione” di Harriet Griffey, con la descrizione di tecniche ben mirate e seconda del contesto di applicazione.

PRIMA TECNICA DI CONCENTRAZIONE 

Quando ti stai rendendo conto di essere distratto da fattori esterni o interni alla tua persona, fermati per un minuto e unisci le due mani per i polpastrelli, tenendo le dita della mano ben distanziate. Poi senza muovere la testa guarda verso sinistra, poi verso destra e riporta lo sguardo in avanti. Riprendi la tua attività.

SECONDA TECNICA DI CONCENTRAZIONE

Nel momento in cui desideri riprendere la concentrazione persa, inizia a picchiettare leggermente la sommità della tua testa con le dieci dita per una decina di volte. Con gli indici picchietta per otto volte sul lato interno delle sopracciglia, ripeti sul lato esterno delle sopracciglia e poi sotto gli occhi, sempre per otto volte. Prosegui picchiettando sempre leggermente sopra il labbro superiore e poi sul mento, sempre per otto volte su ogni punto. Alla fine scuoti le mani. 

TERZA TECNICA DI CONCENTRAZIONE

Fermati un momento per riprendere la tua attenzione, chiudi gli occhi, fai due respirazioni profonde e riprendi la respirazione normale sempre ad occhi chiusi, concentrandoti sul tuo respiro. Riapri gli occhi e osserva tutto intorno a te, gli oggetti, le cose, le persone, tutto. Osserva tutto con una visione circolare da sinistra verso destra e torna indietro. Adesso puoi riprendere la tua attività abituale. 

Vi auguro di praticare la concentrazione al meglio !

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach

L’ALDILA’, IL MONDO DELLO SPIRITO E COME CONTATTARLO

L’ALDILA’, IL MONDO DELLO SPIRITO E COME CONTATTARLO

L’ALDILA’ E IL MONDO DI MEZZO

Si è sempre fatta una distinzione tra un al di qua e un al di là, intendendo il nostro mondo terreno e un luogo indefinito dove l’Anima volerà una volta lasciato l’involucro del corpo fisico. Naturalmente per chi ci crede. E io ci credo.

Esistono numerosissime testimonianze, riportate in moltissimi testi, che narrano una fugace visita in un mondo al di là del nostro di coloro che hanno avuto un’esperienza di premorte. Si tratta di persone che si sono trovate a vivere tra la vita e la morte, tra un al di qua e un al di là, ma che per insondabili motivi, hanno poi scelto di tornare sulla terra per continuare la loro esistenza. 

Aldilà e mondo di mezzo
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Raymond Moody è stato il primo autore a cui mi sono appassionata, soprattutto con il suo best-seller scritto nel 1975 con più di venti milioni di copie vendute in tutto il mondo “La Vita oltre la Vita”, in cui narra le esperienze di persone che hanno vissuto questa particolare esperienza, che ha poi totalmente cambiato le loro esistenze. 

Quando partecipai come relatrice nell’ottobre del 2019 al Convegno a L’Aquila “La Vita oltre la Vita, al di là del tramonto” ascoltai con molto interesse l’intervento di un medico cardiologo olandese Pim Van Lommel che da oltre 20 anni aveva raccolto le testimonianze dei suoi pazienti che avevano vissuto una NDE, “Near Death Experience”, un’esperienza di pre-morte e che sono riportate nel suo libro “Coscienza oltre la Vita”. Il fatto che un cardiologo, un uomo di scienza, abbia approfondito l’argomento e lo tratti in profondità, fa molto riflettere.

I protagonisti di queste temporanee esperienze di morte clinica raccontano di essersi sentiti estremamente svegli e di avere avuto una percezione della realtà nettamente più vivida rispetto al normale. Inoltre tutte le dichiarazioni provenienti da persone dalle più disparate estrazioni sociali, religiose, culturali e ideologiche, si sentivano immerse in un senso di pace e di amore mai provato prima. Io stessa, che ho avuto un’esperienza analoga diversi anni fa, posso confermare questo stato di pace e tranquillità come mai avevo sentito nella mia vita. 

Dove si trova l'aldila
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DOVE SI TROVA L’ALDILA’

Impossibile sapere dove si trovi un aldilà. Certo è che nel momento in cui viene lasciato il corpo fisico, ci si libera dei vincoli del tempo e dello spazio. Di conseguenza le percezioni sono molto più intense e, soprattutto, si attiva quella facoltà che a noi sfugge del tutto: la possibilità di essere in uno stato di contemporaneità. Poiché il tempo lineare e il concetto di spazio non esistono più su quella dimensione, tutto può accadere contemporaneamente. Nella nostra vita quotidiana è impossibile concepire il termine di “contemporaneità”. Però se pensiamo ai sogni, questo concetto è molto più semplice da afferrare e immaginare. 

L’aldilà può essere a un passo da noi, in una dimensione parallela di cui non abbiamo alcuna consapevolezza, in quanto i nostri sensi fisici, del tutto limitanti, non hanno accesso a questa o queste dimensioni. 

Sono fermamente convinta che i nostri cari sentano le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni quando sono a loro rivolti. E possono anche seguire tutte le nostre esperienze terrene partecipando intensamente. Tutto quello che di eterno ed immortale vive dentro di noi, e di cui ne siamo totalmente inconsapevoli a livello razionale, viene osservato e percepito da coloro che si sono liberati dall’involucro fisico.

Tutto questo fa certamente parte di un insondabile mistero, a cui possiamo solo lontanamente dare una risposta. 

Consiglio la lettura di un romanzo molto bello “Amabili Resti” di Alice Sebold. In questo romanzo quello che colpisce maggiormente non è tanto la storia in sé, quanto la vita della Susie nell’aldilà, dove tutto non appare subito come un giardino fiorito, anzi tutto è grigio e triste, ma con il passare del “tempo” che non c’è, anche la consapevolezza di Susie assume una crescita maggiore e tutto intorno a lei comincerà davvero a fiorire. La partecipazione e la vicinanza di Susie alla vita della sua famiglia sulla terra è reale e concreta, a tratti divertente e a tratti commovente. 

Il medium moderno
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IL MEDIUM MODERNO

Come riporto nel mio eBook “Percepire l’Invisibile”, è stato determinante per me avere frequentato per qualche anno di seguito la Scuola di Medianità e Arti Psichiche “Arthur Findlay College” a Stansted in Inghilterra. 

Attraverso le lezioni di medium di fama internazionale si arriva a poter contattare i nostri cari nel mondo dello Spirito. 

Mentre in passato la medianità veniva esercitata attraverso una trance profonda, uno stato di coscienza in cui il medium poteva non avere alcun ricordo di quanto detto, negli ultimi 30 o 40 anni ha preso sempre più piede un tipo di medianità in cui il professionista che la esercita non perde mai il contatto con la realtà, rimanendo in uno stato di veglia e di attenzione, pur continuando a rimanere connessa con il mondo dello Spirito. In questo stato riesce a parlare tranquillamente con le persone e, addirittura, con un’intera platea durante le dimostrazioni pubbliche. 

Per come la vedo io, le coscienze delle persone sono cambiate, tutto è cambiato, tutto è più veloce ed immediato, di conseguenza anche il modo di approccio con questi stati extrasensoriali hanno avuto un’accelerazione ed evoluzione. 

Ecco anche perché il medium è in grado durante lo stato di veglia di attivare quei canali che comunemente vengono denominati chiaroveggenza, chiaroudienza e chiarosenzienza.

Come contattare il mondo dello spirito
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COME CONTATTARE IL MONDO DELLO SPIRITO

Sempre nel mio libro “Percepire l’Invisibile” parlo del potere dell’Immaginazione. E’ decisamente lo strumento più a portata di mano fra quelli a nostra disposizione per comunicare e raggiungere i nostri cari ed è anche lo stesso strumento che loro usano per comunicare con noi. L’Immaginazione ha il potere di aprire la nostra percezione extrasensoriale a dimensioni non fisiche, attraverso la sua spiccata capacità creativa sia sul piano fisico che su quello spirituale. Nel momento in cui immaginiamo una situazione in cui poter incontrare i nostri cari, quell’atto immaginativo, comprensivo di pensieri ed emozioni, li richiama in un batter di ciglia, desiderosi di “parlare” con noi. 

Decisamente fondamentale è anche uno stato di rilassatezza e di calma totali, che possiamo tranquillamente trovare nello stato meditativo. Ciò che unirà questo dialogo sarà lo Spirito, quello dentro di noi, celato alla nostra coscienza e quello puro e disincarnato dei nostri cari.

Una volta che abbiamo raggiunto uno stato di tranquillità, come descritto in un altro articolo del Blog, per il raggiungimento di un stato meditativo, ci concentriamo sul nostro cuore, osservando una piccola luce all’interno di esso. A poco a poco espandiamo questa luce sempre di più, fino a circondare tutta la nostra persona, riempire tutta la stanza, oltrepassare le mura di casa, riempire tutta la città… una luce sempre più espansa… sempre di più, fino a circondare la terra stessa. Siamo noi adesso un minuscolo puntino di questa immensa luce. 

Attraverso questa luce immaginiamo e osserviamo una mano che si tende verso di noi. Afferriamo questa mano e ci sentiamo sollevare, e saliamo, saliamo, saliamo sempre più in alto, fino a superare la coltre di luce che abbiamo creato. E ci troviamo all’improvviso su un prato verde o un luogo che ci accoglie con amore. Ci guardiamo intorno e in lontananza vediamo una panchina dove è seduto qualcuno. Non riusciamo bene a capire chi sia, poiché la panchina è lontana. Cominciamo a dirigerci verso la panchina e mano a mano che la stiamo raggiungendo i contorni della persona si fanno sempre più nitidi. E’ una persona a noi cara che ci sta aspettando. Ci sediamo accanto a lei. 

Qui inizia il dialogo. Ascoltate quello che ha da dirvi. Lasciate che vi abbracci se ne sente il desiderio. Ponete le domande che volete. Osservate se non ha un qualcosa per voi, un regalo, un oggetto. 

Una volta concluso il dialogo potete rifare il percorso a ritroso e ritrovarvi nell’immensità della luce. A questo punto riassorbite la luce dentro di voi, lasciatela contrarre nuovamente in quel punto che è il vostro cuore. Quando vi sentite pronti, potete riaprire gli occhi. 

Fate caso a tutte le sensazioni ed emozioni che questa meravigliosa esperienza ha lasciato dentro di voi. 

Vi auguro una meravigliosa connessione con il mondo dello Spirito!

Serenella D’Ercole
Ricercatrice spirituale e life coach